Horacio García Rossi – GRAVitazioni tra Parigi e la Sardegna
Una ricerca inedita su Horacio García Rossi e il GRAV in Sardegna, a un mese dalla scomparsa di Julio Le Parc.
Comunicato stampa
HORACIO GARCÍA ROSSI: GRAVitazioni tra Parigi e la Sardegna
Una ricerca inedita su Horacio García Rossi e il GRAV in Sardegna, a un mese dalla scomparsa di Julio Le Parc
LEAD
Il 4 luglio 2026, alle ore 19.00, il MAB – Centro Arte Contemporanea di Bari Sardo inaugura Horacio García Rossi: GRAVitAZIONI tra Parigi e la Sardegna, mostra a cura di Caterina Ghisu e di Nicoletta Zonchello, direttrice del MAB, che racconta una storia inedita: il legame intimo e professionale di Horacio Garcia Rossi con la Sardegna e in particolare l'Ogliastra, dove l’artista soggiorna a più riprese dal 1975 al 1978. Realizzata in collaborazione con la Galerie Lélia Mordoch di Parigi, la mostra a breve distanza dalla scomparsa di Julio Le Parc, ultimo membro fondatore ancora in vita del Groupe de Recherche d'Art Visuel (GRAV), di cui García Rossi fu tra i protagonisti. Visitabile fino al 13 settembre 2026.
TESTO PRINCIPALE
La mostra Horacio García Rossi: G.R.A.V.itazioni tra Parigi e la Sardegna si inserisce nella programmazione 2026 del MAB, dedicata alle ricerche sulla percezione: un campo che la storiografia riconosce tra le linee più feconde dell’arte del secondo Novecento, e su cui la Sardegna ha sviluppato posizioni autonome non ancora pienamente ricostruite. Dopo La Curva Aurea di Marina Madeddu, il programma prosegue con un progetto costruito dalla direttrice artistica del MAB, Nicoletta Zonchello, e dalla co-curatrice Caterina Ghisu, a partire da una vicenda rimasta finora dimenticata dalla storiografia artistica su García Rossi e sul GRAV.
Horacio García Rossi (Buenos Aires, 1929 – Parigi, 2012) è tra i fondatori del Groupe de Recherche d’Art Visuel, costituito a Parigi nel 1960 da un nucleo di artisti in parte argentini (García Rossi, Julio Le Parc, Hugo Demarco, Francisco Sobrino) formatisi insieme alla Escuela Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires, ai quali si uniscono a Parigi François Morellet, Joël Stein e Yvaral. Il gruppo elabora una delle posizioni più radicali dell’arte europea del dopoguerra, fondata sul rifiuto dell’autorialità individuale, sull’opera come struttura che attiva la percezione dello spettatore e sull’intervento diretto nello spazio pubblico. All’interno del GRAV, García Rossi sviluppa una ricerca sulla luce come mezzo plastico, da cui nascono le boîtes lumineuses e i dispositivi a movimento meccanico programmato; il suo ruolo di mediazione tra le posizioni più radicali del gruppo gli vale, da parte di François Morellet, la definizione di “il saggio del GRAV”. Dopo lo scioglimento del gruppo, nel 1968, García Rossi avvia una ricerca autonoma sul rapporto tra parola, forma e significato, che porterà, tra il 1976 e il 1977, alla realizzazione di un’opera unica nella sua carriera: la Macchina Semantica.
La mostra porta alla luce il legame tra García Rossi e l’Ogliastra. Introdotto nell’isola dal gallerista bresciano Armando Nizzi, l’artista vi soggiorna a più riprese dal 1975 al 1978, negli ultimi anni insieme alla moglie Susana e alla figlia Barbara. È in questo periodo che realizza, con il carrozziere ogliastrino Erminio Piras, la Macchina Semantica (1976-77): una Lancia Fulvia Coupé sulla cui carrozzeria il nome “automobile” viene scomposto e ricomposto secondo la sua ricerca sul rapporto tra parola e immagine. Nel novembre 1977 l’opera viene esposta alla Galleria Arte Duchamp di Cagliari, in una personale che documenta anche i legami stretti dall’artista con artisti locali come Tonino Casula, e l’artista cagliaritana Marina Madeddu. La mostra è concepita come una galassia intorno alla figura di Horacio Garcia Rossi, attraverso un percorso espositivo che vede opere dell'artista, provenienti dalla Galérie Lélia Mordoch di Parigi e da collezioni sarde, accostate a quelle di artisti che condivisero il suo percorso di ricerca, in prestito dalla collezione Ugo Ugo dei Musei Civici di Cagliari e da collezionisti privati. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di Bari Sardo.
ARTISTA
Horacio García Rossi nasce a Buenos Aires nel 1929. Si forma alla Escuela Nacional de Bellas Artes della capitale argentina, dove stringe i rapporti con Julio Le Parc, Hugo Demarco e Francisco Sobrino con cui fonda a Parigi, nel 1960, il Groupe de Recherche d'Art Visuel (GRAV), a cui si uniscono François Morellet, Joël Stein e Yvaral. All'interno del gruppo sviluppa una ricerca sulla luce come materia plastica, da cui nascono le boîtes lumineuses e i dispositivi a movimento programmato. Dopo lo scioglimento del GRAV, nel 1968, prosegue una ricerca individuale sul rapporto tra parola, forma e percezione, di cui la Macchina Semantica, realizzata in Ogliastra nel 1976-77, costituisce l'esito più radicale. Muore a Parigi nel 2012.
Produzione
EIA Factory con il sostegno di Fondazione di Sardegna
MAB – Centro Arte Contemporanea di Bari Sardo
Il MAB è uno spazio indipendente dedicato alla ricerca artistica contemporanea. Il programma del centro indaga le trasformazioni dell’esperienza percettiva nell’epoca dei sistemi digitali, con particolare attenzione al rapporto tra arte, nuovi media, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti.