Hispaniola

Milano - 12/01/2012 : 26/01/2012

La mostra "Hispaniola-Design per solidarietà", promossa da ColorEsperanza, ha coinvolto dieci designer nella progettazione di arredi, in particolare banchi, per le strutture scolastiche, le così dette “escuelitas”, create e gestite dalla ONG dominicana OnéRespé in aree di forte degrado della Repubblica Dominicana.

Informazioni

  • Luogo: PLUSDESIGN
  • Indirizzo: Via Giovanni Ventura 6 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 12/01/2012 - al 26/01/2012
  • Vernissage: 12/01/2012 ore 18.30
  • Autori: Matteo Ragni, Giulio Iacchetti, garth, Filippo Protasoni, Lorenz-Kaz, InodaSveje, Donata Parruccini, Hubb Ubbens, Elisabeth Vidal, Claudio Larcher, Modoloco design, Simone Simonelli
  • Generi: design, collettiva
  • Orari: DA MARTEDÌ A SABATO, 14.00-19.00 (LA MATTINA SU APPUNTAMENTO)
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: CON IL PATROCINIO DI Provincia di Milano Comune di Milano ADI (Associazione Disegno Industriale) Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Milano CON LA SPONSORIZZAZIONE DI Zanotto Mornatta Moretti Compact IL PROGETTO “HISPANIOLA” È PROMOSSO DA: Associazione ColorEsperanza IN PARTNERSHIP CON OnéRespé - Centro de reflexiòn, encuentro y solidariedad (ONG dominicana) Consolato Gen. della Repubblica Dominica a Milano Dona Un Sorriso Onlus CON LA PARTECIPAZIONE DI Anacaona - Associaciòn mujeres dominicanas en Milano Con il contributo di Fondazione Cariplo – Bando 2010 “Creare partnership internazionali per lo sviluppo”

Comunicato stampa

IL PROGETTO DI COOPERAZIONE TRA ITALIA, HAITI E REPUBBLICA DOMINICANA INVITA DIECI DESIGNER A PROGETTARE I BANCHI PER I BAMBINI DELLE ESCUELITAS.

Perché il design per la solidarietà?
Come dice Paul Polak, dell’International Development Enterprise: “La maggior parte dei progettisti e designer indirizza i propri sforzi solo su quel 10% di persone che appartiene ai paesi ricchi, ignorando così il resto del pianeta”


A cosa corrisponde il “restante 90%”?
Su sette miliardi di persone che popolano la Terra, la condizione “normale” di più di cinque è di non avere accesso, se non con gravi disagi, alle fonti primarie di sostentamento come l’acqua pulita o i sistemi educativi. Spesso le cause sono da rintracciare nella mancanza di infrastrutture, di mezzi di trasporto di tipo basico, di filtri per l’acqua a prezzi accessibili, etc.
Può il design essere utile a queste situazioni? Integrare o dare un valore aggiunto ai progetti di cooperazione e sviluppo e di aiuto internazionale? O il design è da considerarsi, come molti pensano, solamente un esercizio di stile?

Da questa riflessione sui temi sociali nasce, da un’idea dell’architetto e designer Claudio Larcher, un progetto ambizioso che si propone di creare un ponte tra il mondo design di prodotto e quello della cooperazione internazionale.
Grazie alla sinergia con l’Associazione ColorEsperanza, l’iniziativa s’inserisce in un progetto più ampio di cooperazione e sviluppo tra Italia, Repubblica Dominicana e Haiti, finanziato da Fondazione Cariplo.

La Mostra Hispaniola-Design per solidarietà è una sorta di concorso-non concorso, che vede coinvolti dieci designer nella progettazione di arredi, in particolare banchi, per le strutture scolastiche, le così dette “escuelitas”, create e gestite dalla ONG dominicana OnéRespé in aree di forte degrado della Repubblica Dominicana, che ospitano ogni anno centinaia di bambini dominicani e haitiani.
Il fine è duplice: da un lato riportare l’attenzione, ormai sopita, sulla situazione del paese ancora irrisolta; dall’altro contribuire concretamente all’economia locale dando un impulso produttivo, capace di innescare processi di sviluppo ad Haiti e nella vicina Repubblica Dominicana, coniugando design e artigianalità locale

I designer sono stati scelti per i diversi approcci estetici, funzionali e personali che potevano apportare al progetto: alcuni hanno un stile più ludico altri più rigoroso, alcuni sono italiani altri di diverse nazionalità, alcuni hanno figli altri no, alcuni sono più giovani altri meno, alcuni lavorano in coppia altri da soli; ma tutti hanno aderito al progetto e dato vita ad una riflessione non facile che potesse portare ad un prodotto, il banco da scuola, realizzabile nel più semplice dei modi ed utilizzabile nei modi più diversi in modo da poter servire un pubblico di bambini ai 3 agli 8 anni.

I DESIGNER
Giulio Iacchetti,
Matteo Ragni,
garth™,
Filippo Protasoni,
Lorenz-Kaz,
InodaSveje,
Donata Parruccini,
Hubb Ubbens & Elisabeth Vidal,
Claudio Larcher/Modoloco design,
Simone Simonelli.


I progetti hanno dovuto rigorosamente attenersi a caratteristiche tecniche semplici ed essenziali, nel rispetto delle possibilità di produzione dei partner coinvolti a Santo Domingo.
Tra i 10 prototipi di banchi, una giuria di esperti del settore (tra i quali Luisa Bocchietto_Presidente ADI, l’architetto e designer Michele de Lucchi, Mia Pizzi-caporedattore Abitare,…), individuerà 3 progetti che possano successivamente essere realizzati e messi in produzione, a partire da agosto 2012, nelle strutture di falegnameria locale dominicana, creando una linea di produzione che garantisca al contempo la fornitura di prodotti di qualità per i bambini dominicani e haitiani.

I risultati del progetto saranno presentati in mostra giovedì 12 gennaio, in occasione del secondo anniversario del terremoto che ha devastato Haiti incidendo gravemente sulle condizioni economiche e sociali di un paese già fra i più poveri al mondo e determinando un aumento incontrollato dei flussi migratori di haitiani verso la Repubblica Dominicana.



Press contact & Info:
PS • Michela PELIZZARI e Federica SALA
via Achille MAIOCCHI 8, 20129 - MILANO // t +39 02 39624450 - p-s.it - [email protected]

Su richiesta sono disponibili immagini ad alta definizione dei progetti sviluppati, scriveteci o contattateci telefonicamente.


More info:
Claudio Larcher-Modoloco Design
via Ventura 5, 20134 MILANO // t +39.0236505164 m +39.3475145683 - modoloco.com - [email protected]


COLOPHON

Art direction
Claudio Larcher-Modoloco Design

con:
PS • Michela PELIZZARI e Federica SALA

I DESIGNER
Giulio Iacchetti,
Matteo Ragni,
garth™,
Filippo Protasoni,
Lorenz-Kaz,
InodaSveje,
Donata Parruccini,
Hubb Ubbens & Elisabeth Vidal,
Claudio Larcher/Modoloco design,
Simone Simonelli.

CON IL PATROCINIO DI
Provincia di Milano
Comune di Milano
ADI (Associazione Disegno Industriale)
Consolato Generale della Repubblica Dominicana a Milano

CON LA SPONSORIZZAZIONE DI
Zanotto
Mornatta
Moretti Compact

IL PROGETTO “HISPANIOLA” È PROMOSSO DA:
Associazione ColorEsperanza

IN PARTNERSHIP CON
OnéRespé - Centro de reflexiòn, encuentro y solidariedad (ONG dominicana)
Consolato Gen. della Repubblica Dominica a Milano
Dona Un Sorriso Onlus

CON LA PARTECIPAZIONE DI
Anacaona - Associaciòn mujeres dominicanas en Milano

Con il contributo di Fondazione Cariplo – Bando 2010 “Creare partnership internazionali per lo sviluppo”










BIO DESIGNER

Giulio Iacchetti
Giulio Iacchetti, nato nel 1966, si occupa di industrial design dal 1992. All’attività di progettista alterna l’insegnamento presso numerose università e scuole di design, in Italia e all’estero. Caratteri distintivi del suo fare sono la ricerca e la definizione di nuove tipologie oggettuali, come il Moscardino, posata multiuso biodegradabile per cui, nel 2001, si aggiudica, con Matteo Ragni, il Compasso d’Oro ed entrata a far parte della collezione permanente del design al MoMA di New York. Con l’ideazione e il coordinamento del proget- to collettivo Eureka Coop, realizzato per Coop Italia, ha portato il design nella grande distribuzione organiz- zata e caratterizzato la nuova generazione del design italiano. Nel 2009 questo progetto gli è valso il Premio dei Premi per l’innovazione conferitogli dal Presidente della Repubblica Italiana. All’attività di progettista si aggiunge la direzione artistica per importanti marchi come iB rubinetterie, ceramica Globo e il Coccio design edition. Per Corraini Edizioni ha curato il libro Italianità, una raccolta di interventi relativi agli oggetti, ai simboli, agli odori, ai sapori e ai suoni che contribuiscono a formare la coscienza del popolo italiano. Nel maggio 2009 la Triennale di Milano ha ospitato una sua mostra personale intitolata “Giulio Iacchetti. Oggetti disobbedienti”.


Inoda- Sveje
Kyoko Inoda, Industrial designer, nata ad Osaka nel 1971. Studia architettura e design a Milano presso l’ISAD. Fonda, in- sieme a Nils Sveje , Inoda + Sveje con base a Copenhagen in 2000. Nel 2003 si spostano a Milano. Lo studio si occupa di numerosi progetti in vari campi spaziando dal product design al disegno di strumentazione medica ai sistemi Hi-Fi.
Nils Sveje, Industrial designer e architetto. Nato in Danimarca nel 1969. Si laurea presso il Royal Danish Academy of Fine Arts in architettura. Dopo essersi trasferito in Italia per collaborare con Stefano Giovannoni torna in Danimarca. Mentre lavora per il Product Development Institute (IPU) Sveje apre il suo studio insieme a Ino- da a Copenhagen in 2000. Nel 2003 si trasferiscono di nuovo a Milano. Oltre al product design, Inoda+Sveje si occupa di progetti che spaziano dalla strumentazione medica ai sistemi Hi-Fi.


Claudio Larcher
Modoloco design (Claudio Larcher, Flavio Mazzone)
Fondato nel 2002, Modoloco design nasce dall’incontro di due architetti, uniti da un comune approccio progettuale nell’ambito del design e delle arti visive, con l’obiettivo di costruire uno spazio aperto di sperimentazione e ricerca, in cui culture ed esperienze diverse si materializzano in forme di architettura, design e comunicazione visiva. Modoloco collabora con aziende del settore arredo e illuminazione ed ha curato diversi allestimenti e architetture di interni. Tra i suoi clienti: Gianfranco Ferrè, Danese, Cocinelle, Bieffe, Konig, Muranodue, Coni Lombardia, Segno, Sphaus, Mister Wood, International View, Rossociliegia, Ai Lati Lights, Talleruno, Manufacturas Celda, Rf-yamakawa e Dinos.
Ha partecipato a numerose fiere ed esposizioni in Giappone, Spagna, Francia, Inghilterra e Svezia e a Fuori Saloni a Milano dal 2002 ad oggi.
Claudio Larcher
Nato a Milano nel 1971, si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1997. Trasferitosi prima a Madrid e poi a Barcellona, svolge attività di ricerca presso il “Centro Estudi de la Mediterranea” e collabora con diversi studi di architettura spagnoli (AxE, Sole y Espelt, Actar Arquitectura). Rientrato in Italia nel 2001 studia Web design alla Domus Academy e svolge attività di libero professionista nel design e nell’architettura fondando lo studio Modoloco design insieme a Flavio Mazzone. Svolge attività di docenza presso la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, il Politecnico di Milano e la Scuola Politecnica di Design. A livello internazionale ha tenuto corsi presso Università e scuole quali l’Istituto Europeo di Design di Barcellona e l’Università Jaume I di Castellon de la Plana.


Lorenz-Kaz
Catharina Lorenz ( Germania), designer, studia in Germania all’Università di Scienze Applicate a Darmstadt. 1991 si trasferisce a Londra per collaborare con lo studio di design Hollington Associates. Torna in Germania per collaborare con Tinz.DCC e con Via 4 Design. Dal 1995 al 1999 Catharina Lorenz, lavora a Milano nello studio Sottsass Associati.
Steffen Kaz (Germania), designer, studia in Germania l’Accademia delle Belle Arti ad Amburgo e all’ “Royal College of Art” di Londra, (Master in arredamento 1996). Successivamente effettua importanti esperienze lavorative in agenzie di comunicazione e in alcuni studi di design a New York. Tornato in Europa nel 1998 col- labora con James Irvine a Milano. Dal 2003, Steffen Kaz è Prof.ac di design alla Liberà Univerità di Bolzano. Nell’autunno del 2001 fondanno insieme lo studio “Lorenz * Kaz”. Lavorano per clienti come Antonio Lupi, Bedont, DePadova, Corian®DuPont, Colè, General Motors, Omnidecor, Rossin, Siemens, Zeitraum, Zoltan. Con il marchio Lorenz * Kaz, Catharina Lorenz e Steffen Kaz propongono una linea di complementi di arredo, disegnata, prodotta e commercializzata interamente da loro.
Hanno vinto diversi premi internazionali tra cui Red Dot Design Award Best of the Best.


Filippo Protasoni
Nato nel 1980, studia in Italia e in Norvegia. Durante gli anni universitari approfondisce i temi legati al product ed all’interior design, sviluppando un approccio metodologico distintivo che applica su scale diverse: nel 2004 vince un concorso indetto dal Politec- nico di Milano ed espone per la prima volta al Salone del Mobile col progetto Più Yiu in collaborazione con Sawaya & Moroni. Dopo diverse collaborazioni con studi di progettazione internazionali (Emmanuel Babled, Markusben- eschcreates e Pierandrei Associati), nel 2009 apre il suo studio a Milano. Il suo lavoro si concentra su product e interior design: crea prodotti per l’industria del mobile e dell’illuminazione, disegna spazi commerciali e per l’ospitalità, allestimenti e piccole serie in autoproduzione a cavallo tra arte e design. Ha firmato progetti per importanti aziende come Prandina, Miniforms, Felicerossi, Mirabello. I suoi lavori sono stati esposti nelle più importanti fiere in Europa e pubblicato sulle principali riviste internazionali di design e lifestyle. Per quattro anni cultore della Materia al Politecnico di Milano, attualmente è docente presso l’Istituto Europeo di Design di Milano e Ied Management Lab. Dal 2011 è membro dell’Osservatorio permanente del Design ADI.


Donata Paruccini
Nasce nel 1966 a Varedo, in provincia di Milano, ma trascorre l’infanzia e gli anni della formazione in Sardegna, quindi si trasferisce a Firenze dove studia Industrial Design all’ISIA diplomandosi, nel 1990, con Jonathan De Pas. Dal 1994 al 1997 lavora con Andrea Branzi e parallelamente inizia la libera professione. Dal 1996 al 2004 ha costantemente preso parte alle iniziative culturali, alle mostre e ai concorsi organizzati da Opos. Nel 2007 è stata membro del “Consiglio Italiano del Design” istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive in particolare quelle che hanno formato la generazione dei cosiddetti “Giovani Designers Italiani”. Nel 2010 La Triennale gli ha dedicato una personale. Attualmente vive e lavora a Milano. I suoi oggetti sono in produzione per Alessi, ENO, Morellato, Nodus, Pandora Design e RSVP.


Matteo Ragni
Matteo Ragni si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano. Dal 1998 al 2005 ha dato vita allo studio Aroundesign con Giulio Iacchetti, col quale ha vinto il Compasso d’Oro ADI per la forchetta/cucchiaio bio- degradabile “Moscardino”, ora nella Collezione Permanente del Design presso il MOMA di New York. Nel 2008 ha vinto il Wallpaper Design Award ’08 per la lampada da tavolo/ferma libri Leti prodotta da Danese. Di recente è stato pubblicato dalla casa editrice Corraini il volume “Camparisoda: l’aperitivo veloce futurist, da Fortunato Depero a Matteo Ragni” per celebrare i 100 anni del Futurismo. All’attività di designer affianca quella di docente in diverse università internazionali, di art director e architetto. Tra i suoi clienti: Bialetti, Breil, Biò Fireplace, Caimi Brevetti, Campari, Coin Casa, Coop, Corian Dupont, Danese, Desalto, De Vecchi, Guzzini, JVC, Lavazza, Liv’it, Mandarina Duck, Meritalia, Mitshubishi, Navadesign, Pandora Design, Pinetti, Piquadro, Plank, Plust Collection, Poltrona Frau, Samsung, Suisse Lagenthal, Ti Voglio, United Pets, W-eye.


Garth Roberts
La carriera di Garth Roberts inizia nella città natia, Toronto. Da qui presto il trasferimento a New York dove fonda il suo primo studio di design. Durante i 5 anni di permanenza Newyorkese progetta interni, prodotti di design e brand. Garth concepisce anche il concetto di design collettivo e fondando la Design inc. di cui è Art Director. Nel 2005 amplia la sua attività di designer anche nelle città di Berlino e Milano. Approdato in Europa gli vengono subito affidati dei lavori di sviluppo,dalle aziende italiane B&B e Zanotta.Il successo del suo approccio lo porta al riconoscimento da parte del critico di design Gille Dorfles, l’introduzione nel Internetional Year Book nel 2007 e al conseguimento del premio internazionale per il miglior complemento di arredo da parte di Elle Decoration nel 2006. A Milano, al’inizio del 2007, Garth lancia la sua prima serie di atelier di design “pop-up” internazionali, parte di un progetto chiamato Adhoc, in collaborazione con il Politecnico di Milano, l’Università der Künste di Berlino e la Parson University di New York,sponsorizzato dalla Sony e la Corian. Al momento, Garth lavora tra Milano, Berlino e New York.


Simone Simonelli
Simone Simonelli (1980) ha studiato Industrial Design al Politecnico di Milano e alla Brunel University di Londra. É impegnato nel campo del design dal 2003. Ha lavorato per diversi studi sia in Italia che all’estero. Ha aperto il suo studio nel 2009.
Simone Simonelli progetta per aziende, amici, chiunque sia interessato. I suoi lavori sono stati esposti a Milano, Roma, Bruxelles, Parigi, Monaco, Verona, Genova, etc. I suoi lavori sono stati pubblicati su numerose riviste di settore in Italia e all’estero. Simone dal 2009 è ricercatore e docente presso la Libera Università di Bolzano, Facoltà Design e Arti. Il suo tema di ricerca nello specifico si sviluppa nel campo del computer aided design, rapid prototyping e rapid manufactoring. Simone da circa 2 sta cercando di capire come queste tecnologie, finora legate ad una visione molto ingegneristica, possano diventare una nuova forma di Artigianato, un “Artigianato digitale”.


Huub Ubbens & Elisabeth Vidal
Huub è nato nei Paesi Bassi nel 1964. Ha frequentato ad Amsterdam l’Accademia Gerrit Rielvield diplomandosi in Design nel 1993. Venuto in Italia nel 1992 per uno stage presso lo Studio Cappelli&Ranzo a Napoli, si è poi trasferito a Milano. Ha lavorato nello studio di Marco Ferreri, Andrea Branzi e Claudio La Viola. Dal 1997 al 2004 ha lavorato come responsabile del reparto design per Artemide e dal 2002 al 2008 come direttore artistico per Danese Milano.
Lavora come libero professionista dal 2004. Opera prevalentamente nell’ambito della cultura della luce e nella progettazione di mobili.
Ha collaborato con Artemide, Alessi, Arte&Cuoio, il Comune di Milano, BBB Bonacina, Danese-Milano, Escudama, FIAT, Forsale Comunication, Hema, Malofancon, Monumedia, Montina,
3M-lighting, Wappe-Gheos. Ha ricevuto vari riconoscimenti tra i quali due segnalazioni d’onore Compasso d’Oro, Reddot Award e Design Plus Award.
Svolge attività didattica. Insegna regolarmente presso la Scuola Politecnica di Design di Milano. Ha guidato vari workshops presso l’Università d’Architettura Vanvitelli di Napoli, il Politecnico di Milano, Sustentare di Sao Paolo (scuola di design strategico), la EID di Tolona, l’Università la Sapienza di Roma, Artfure di San Pietroburgo, CMA di Santiago di Compostella, l’ENSAM di Montpellier, l’Ecole des Beaux Arts di Tolosa.
Elisabeth è nata a Montpellier nel 1967. Si è laureata a Parigi presso l’ESDI (Ecole Supérieure de Design Industriel) nel 1989. E venuta a Milano nel 1990 per seguire il corso di Master in industrial design della Domus Academy, con la quale ha collaborato i due anni successivi in qualità di Tutor del corso. Nel 1993, è comminciata la sua esperienza professionale di progettista a Delft in Olanda, collaborando col centro di ricerche TNO nel settore agricolo.
Di ritorno a Milano nel 1994, ha lavorato con lo studio Susani&Trimarchi e con lo studio Isao Hosoe Design.
Nel 1998, Elisabeth apre il proprio studio. La sua ricerca formale nel campo dell’oggettistica trova i suoi fondamenti nel mondo della gestualità che orienta e definisce l’oggetto.
Ha collaborato con BugattiCasa, CeditCeramiche, Danese, Egizia, Escudama, Faraone, Fisherprice, Fila, Guzzini, Homs, Kidsonroof, Marion Vidal, Pharmacie de l’Olivier, Rosenthal, Sharp, Siris, Steuler/Alessi. 2005 ha segnato l’inizio di un lavoro in contatto diretto con la materia, realizzando pezzi unici in ceramica.
Svolge attività didattica, attualmente presso l’università di arte applicata di Nîmes. Ha lavorato in Italia presso Poli.Design nel corso di master in design strategico, presso lo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, il liceo artistico Preziosissimo Sangue di Monza.
Nel 2010 Huub Ubbens e Elisabeth Vidal si trasferiscono a Montpellier, lavorano in proprio, associati su certi progetti, per aziende internazionali.