Henry Chapman – Writing

Napoli - 05/03/2015 : 10/04/2015

Composta da nuovi dipinti, una video installazione e un testo scritto dall’artista per questa occasione, Writing indaga le poetiche del tempo esperite tramite il tatto e l’osservazione.

Informazioni

  • Luogo: T293
  • Indirizzo: Via Dei Tribunali 293 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 05/03/2015 - al 10/04/2015
  • Vernissage: 05/03/2015 ore 19
  • Autori: Henry Chapman
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Lunedì/Venerdì, 12 – 19, o su appuntamento

Comunicato stampa

T293 is pleased to present Writing, Henry Chapman’s debut solo exhibition. Featuring new paintings, a video installation, and a text written for the occasion of the exhibition, Writing posits a poetics of time experienced through observation and touch.

In Chapman’s paintings, description embodies time: notational, calligraphic, and extralinguistic, no matter what the subject matter. “Language being just outside the door,” as Chapman writes in his accompanying text to the exhibition

A runner, a writer, and a suicide bomber each appear as stains, stippled marks, small lyrics gestures, and glimpses of bright color on painting grounds of off-white and gray.

The paintings’ commitment to realism is manifest in their paratactic relationship between subject matter. Images from the war on terror—a beheading, a suicide bombing, and the recently released CIA report on torture—exist side by side with less extreme moments of experience, such as the movement of a hand typing, the passing of lunar phases, and marathon runners mid-stride.

Drawing on his interest in Giacomo Balla’s diagrammatic studies of motion, Chapman’s paintings take velocity as connective tissue between disparate subjects. In his video collaboration with American artist Kyle Williams, Chapman projects this concern onto a figure in perpetually frenetic motion. Future builds on an anecdote of a small-time theft of a Brancusi sculptural head, expressing anxiety over impermanence, disfiguration, and art-making as an act of erasure.

Chapman’s textual accompaniment to the work unfolds as an incomplete alphabet between the two extremes his paintings bridge. “I will not exclude pain,” it begins. It ends: “I will not exclude pleasure.”





Henry Chapman
Writing
6 marzo – 10 aprile 2015
Inaugurazione 5 marzo 2015, 7pm
T293, Via Tribunali 293, Napoli
T: +39 081 295882
[email protected]


T293 è lieta di presentare Writing, la mostra di debutto dell’artista americano Henry Chapman. Composta da nuovi dipinti, una video installazione e un testo scritto dall’artista per questa occasione, Writing indaga le poetiche del tempo esperite tramite il tatto e l’osservazione.

Nei dipinti di Chapman, la descrizione incarna il tempo: notazionale, calligrafica, ed extralinguistica, non importa quale sia il tema. “Il linguaggio che si trova appena fuori dalla porta”, come lo stesso Chapman scrive nel testo che accompagna la mostra. Un corridore, uno scrittore, e un attentatore suicida appaiono sulla tela come macchie, segni puntinati, piccoli gesti lirici, e sprazzi di colori brillanti su superfici bianco-pallide o persino grigie.

L’impegno di questi lavori verso il realismo è reso manifesto nella paratattica relazione tra i temi trattati. Immagini tratte dalla guerra al terrore - una decapitazione, un terrorista suicida, e la relazione sulle torture recentemente rilasciata dalla CIA – esistono proprio accanto a momenti di esperienza decisamente meno estremi, come il movimento di mani che digitano sulla tastiera di un computer, il passaggio delle diverse fasi lunari, e i mezzi passi di maratoneti in corsa.

Prendendo spunto dal suo interesse per gli studi del movimento di Giacomo Balla, i dipinti di Chapman hanno la velocità come filo conduttore tra svariati soggetti. Nella sua collaborazione con l’artista americana Kyle Williams, Chapman proietta questa sua attenzione su una figura colta in un movimento perennemente frenetico. Future si basa su un aneddoto riguardante il momentaneo furto di una testa scultorea di Brancusi, aneddoto che esprime appieno l’ansietà oltre l’impermanenza, la deformazione, e il processo artistico come un atto di cancellazione.

Il testo di Chapman che accompagna la mostra si rivela come un alfabeto incompleto tra i due estremi che i suoi dipinti riconciliano. Inizia dicendo: “Non escluderò mai il dolore”. E finisce con: “Non escluderò mai il piacere”.