Helen Dowling – Original Remix

Verona - 27/06/2015 : 30/09/2015

Dopo un anno di sperimentazione nel cuore del tessuto cittadino, Artericambi torna a praticare spazi dal respiro monumentale, confermando quello spirito di continuità nel rinnovamento che l’ha da sempre contraddistinta.

Informazioni

  • Luogo: ARTERICAMBI
  • Indirizzo: Via Leida 6/A - Verona - Veneto
  • Quando: dal 27/06/2015 - al 30/09/2015
  • Vernissage: 27/06/2015 ore 18,30
  • Autori: Helen Dowling
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Dopo un anno di sperimentazione nel cuore del tessuto cittadino, Artericambi torna a praticare spazi dal respiro monumentale, confermando quello spirito di continuità nel rinnovamento che l’ha da sempre contraddistinta. Per inaugurare la sua nuova sede in zona Zai, uno spazio collocato tra un mix di residui industriali ed effervescenza urbanistica, Artericambi riporta a Verona una tra le più promettenti videoartiste della scena internazionale: Helen Dowling.

Original Remix riunisce un corpus eclettico di lavori inediti, che illustrano la più recente ricerca dell’artista nel campo dell’astrazione, con una peculiare attenzione alla tendenza umana a essere emozionati dalle immagini



La mostra presenta la videoinstallazione The Burning Time Slideshow, circondata da una serie di sculture in neon flex (realizzato riempiendo tubi di plastica flessibili con luci al LED altamente luminose) che si propone oggi quale sostituto del tradizionale vetro al neon. E nell’apparenza di creature che attirano la nostra attenzione, queste forme astratte eppure familiari agiscono come delle entità che si manifestano nello spazio.

Il video The Burning Time Slideshow remixa una serie di filmati girati dall’artista durante un viaggio di studio su un’isola al largo del continente africano, ma anche found footage di turisti sconosciuti che esplorano l’ambiente circostante attraverso l’obiettivo della telecamera, e video subacquei girati dalla nipote dell’artista tramite la popolare camera GoPro®.

Il suono, raccolto separatamente e a posteriori, proviene da registrazioni di musica dal vivo e da suoni ambientali, che spesso diventano grammaticali nel loro punteggiare il montaggio. La bellezza delle immagini è intensificata e spinta oltre l’apparenza originale, servendosi di pratiche come l’inversione dei colori.

Altro materiale video (in genere raccolto durante visite in paesi stranieri ed estremamente comune sulla maggior parte dei nostri hard disk) è anch’esso in qualche modo modificato, attraverso stratificazioni, forti tagli nel montaggio o effetti vari. Tanto immersivo quanto ordinario, il video dà luogo a un senso di pathos nei confronti dell’acquisizione e del rinnovarsi della casualità, all’interno dei più comuni filmati amatoriali contemporanei.

Alcuni elementi del video ricordano il vecchio cinema – dalle nuvole di bolle che s’impigliano nei fotogrammi, a plancton e particelle nell’acqua che ricordano la grana della pellicola, fino ai globi di luce ripresi da una macchina in movimento, che ci ricordano le prime animazioni. Filmati comuni, ricordi comuni e la comune nostalgia, tutti a sottolineare l’importanza dell’empatia nell’opera di Dowling.




BIO
Helen Dowling (n. 1982, Regno Unito) lavora con una pratica multidisciplinare che ha la capacità di trasferire empatia ed emozioni all'interno del medium video. Piuttosto di lavorare con i racconti, i suoi video, le sue fotografie e gli oggetti giustappongono elementi di base come il ritmo, colore e suono attirando gli spettatori in una sequenza di sensazioni che si relazionano e si costruiscono l'una sopra l'altra.

Si è laureata al Goldsmiths College di Londra, conseguendo il master alla Slade School of Fine Art di Londra e vincendo 2 anni di residenza alla Rijksakademie van beeldende kunsten.

Le sue recenti mostre includono ‘Flesh of the World’, University of Toronto, ‘VISIO’, Villa Romana, ‘Euritmie’, The Castelvecchio Museum, Verona, ‘Open Studios’ Viafarini Artists in Residence, Milan, ‘Disabled by Normality’, DOX Centre for Contemporary Art, Prague e ‘l'evento immobile’, Casa Masaccio, Tuscany.
Le future esibizioni del 2015 includono invece una persona al Kazachenko’s Appartment, Oslo and M4, Amsterdam.

Con il suo progetto di ricerca, che indaga le possibilità di trascinamento ritmico nel contesto di immagini in movimento, si è aggiudicata un finanziamento dalla Fondazione Mondriaan. Durante l'estate sarà in residenza presso il M4gastatelier, Amsterdam.