Greatest Hits

Napoli - 27/12/2014 : 27/01/2015

Mostra collettiva.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO APPARENTE
  • Indirizzo: vico Santa Maria Apparente 17, Napoli - Napoli - Campania
  • Quando: dal 27/12/2014 - al 27/01/2015
  • Vernissage: 27/12/2014 ore 12
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

Il Museo Apparente è lieto di presentare "Greatest Hits", ultimo evento del 2014 e primo di una
serie di esposizioni collettive in cui lo spazio diventa una sorta di 'quadreria' di opere
frammentarie e slegate fra loro come vuole il concetto seicentesco.
In mostra, una selezione di opere di artisti già esposti precedentemente (Internationale Surplace,
Jonatah Manno, Giulio Delvè, Michele Di Menna, Rachel de Joode, Marco Zezza, Stefan Thater),
accanto a contributi di Marco Bruzzone, Katharina Fengler, Renato Leotta e Nick Oberthaler


A ciascun artista è stato chiesto di segnalare il proprio 'greatest hit' formando così il sottofondo di
brani musicali che saranno riprodotti in loop (fra gli altri Aphex Twin, Saint Etienne, David Byrne,
Jeremih).
Cristiano de Majo leggerà alcuni estratti del suo ultimo libro "Guarigione" (Ponte alle Grazie).
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Un modo per fermare il tempo dell'universo
di Cristiano de Majo
Guardiamo dentro.
Dentro il museo, guardiamo oggetti nel tempo fermo.
Fuori, tutti gli oggetti del mondo ci scorrono davanti agli occhi alla velocità del tempo.
Dentro il museo, tutte le persone guardano nelle stesse direzioni: tracciando linee di attenzione,
attribuiscono significati agli oggetti.
Fuori, gli sguardi producono infiniti punti cardinali: è una mappa invisibile di strade che si
sovrappongono o camminano vicine senza incontrarsi mai; uno scarabocchio caotico a cui
cerchiamo ogni volta di dare un senso.
Dentro il museo, conosciamo il nostro perimetro, siamo consapevoli dei confini che ci circondano,
il tetto, il pavimento, le pareti, tutto ciò che sta sopra, sotto e intorno a noi.
Fuori, alziamo gli occhi al cielo e ci scontriamo con l'impossibilità di comprendere cosa ci
racchiude: non conosciamo il nostro perimetro, non siamo consapevoli dei confini che ci
circondano; alziamo gli occhi al cielo e sprofondiamo nella vertigine.
Riportiamo questa vertigine dentro il museo. Dentro una cornice.
E dentro la cornice, tutto il mondo fuori, in ogni tempo.