Grandi eventi epocali. Musica come memoria critica e visione
Grandi eventi epocali è la nuova rassegna, curata da Antonio Caggiano, in cui la musica diventa memoria, critica e visione: da marzo a dicembre un ricco programma di concerti, incontri e performance anima gli spazi della Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca).
Comunicato stampa
Associazione Culturale Dello Scompiglio
presenta
Grandi eventi epocali. Musica come memoria, critica e visione
Rassegna di concerti curata da Antonio Caggiano
marzo – dicembre 2026
7 marzo 2026, ore 19.30
Ibridazioni
Etudes / Quietudes
per chitarra solista, di Wolfgang Muthspiel
Tenuta Dello Scompiglio (Vorno, Lucca)
Grandi eventi epocali è la nuova rassegna, curata da Antonio Caggiano, in cui la musica diventa memoria, critica e visione: da marzo a dicembre un ricco programma di concerti, incontri e performance anima gli spazi della Tenuta Dello Scompiglio di Vorno (Lucca), tracciando un percorso tematico attraverso i grandi momenti che hanno inciso in modo profondo sulla società antica e contemporanea. La rassegna si inserisce tra le attività della Associazione Culturale Dello Scompiglio, diretta dalla regista e artista Cecilia Bertoni, che propone attività legate alle arti visive e performatiche, con una attenzione particolare ai linguaggi della contemporaneità.
“Nella rassegna Grandi eventi epocali. Musica come memoria, critica e visione – precisa Antonio Caggiano, direttore artistico per l'attività musicale Dello Scompiglio - La musica diventa strumento di indagine storica, sociale e politica: un linguaggio capace di attraversare il tempo e di rendere percepibili i momenti di frattura, crisi e trasformazione che hanno modificato le strutture del vivere collettivo e dell’immaginario. Ogni concerto è costruito come un campo di riflessione su un nodo cruciale della storia: le contaminazioni culturali, la pandemia, il potere e la dittatura, le guerre, il cambiamento climatico, la rivoluzione dei media, la nascita dell’intelligenza artificiale e le nuove consapevolezze di genere. In questo quadro, il suono non si limita a rappresentare gli eventi, ma li interroga, li mette in tensione e ne attiva una lettura critica. La musica diventa così luogo di memoria, pratica di pensiero e spazio di ascolto in cui il passato e il presente entrano in relazione, aprendo domande sul futuro.”
Sabato 7 marzo, alle ore 19.30, l’apertura della rassegna è affidata a Ibridazioni. Etudes / Quietudes, concerto per chitarra solista del musicista austriaco Wolfgang Muthspiel, considerato uno dei principali strumentisti della sua generazione. Il programma si incentra su una raccolta di studi composti da Muthspiel e dedicati ai diversi aspetti delle possibilità espressive della chitarra. Ogni singolo brano è caratterizzato da una precisa atmosfera, che spazia dal brillante virtuosismo alla riflessione poetica. Gli studi sono accompagnati da una sarabanda di Johann Sebastian Bach (su cui improvvisa con materiale tratto proprio dalla sarabanda), un tema di Paul Motian (Abacus), in parte improvvisato e una veloce “miniatura” intitolata Triplet Droplet. Completano il programma All My Loving, di Lennon/McCartney e Roll, firmato dallo stesso Muthspiel.
Con Etudes/Quietudes, Muthspiel colma il divario tra due mondi determinanti nella sua vita musicale, la chitarra classica e l'arte dell'improvvisazione jazz, fondendoli un unico universo sonoro dove le difficoltà tecniche dell'esecuzione passano in secondo piano, per lasciare spazio a un parlando continuo, un costante discorso musicale.
La prima parte della rassegna Grandi eventi epocali. Musica come memoria, critica e visione continua fino a giugno, con:
21 marzo, ore 19.30, Filidei / Crousaud / Lenzi. Covid-19, tecniche di sopravvivenza. Proesie
11 aprile, ore 17.00, incontro Là dove nasce il nostro presente, con Renzo Cresti; ore 19.30, concerto - Ars Ludi / Ars Trio di Roma, Il rumore del tempo, musiche di Dmitrij Šostakovič, Charles Ives, Guo Wenjing
16 maggio, ore 19.30, Naomi Berrill Trio, I have not seen a Butterfly around here
20 giugno, ore 18.00, performance Inuksuit, di John Luther Adams; a seguire, incontro Sonorità prospettiche 1982. Suono / Ambiente / Immagine, con Franco Masotti e Veniero Rizzardi; ore 20.30, concerto Quartetto Sincronie, The Wind in High Places, musiche di John Luther Adams, Stefano Scodanibbio, Aulis Sallinen.
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Il Progetto Dello Scompiglio ideato e diretto dalla regista e artista Cecilia Bertoni, prende vita nella omonima Tenuta, situata alle porte di Lucca, sulle colline di Vorno; una realtà in cui le attività legate alle arti visive e performatiche negli spazi interni ed esterni e il dialogo e le attività con la terra, con il bosco, con la fauna, con l’elemento architettonico contribuiscono a una ricerca di cultura. Ogni scelta relativa al Progetto è perciò valutata in relazione alla propria sostenibilità ambientale, attraverso forme di interazione e di responsabilità. All'interno della Tenuta Dello Scompiglio, accanto all'Azienda Agricola e alla Cucina Dello Scompiglio, opera l'omonima Associazione Culturale. L'Associazione dal 2007 crea, produce e ospita spettacoli, concerti, mostre, installazioni; realizza residenze di artisti, laboratori, corsi e workshop; organizza e propone itinerari performatici all’aperto, visite guidate, lezioni Metodo Feldenkrais®; gestisce lo Spazio Performatico ed Espositivo (SPE). Una particolare attenzione è dedicata infine alle attività culturali per bambini e ragazzi, con rassegne teatrali, laboratori e campi estivi. www.delloscompiglio.org
Grandi eventi epocali. Musica come memoria, critica e visione
Rassegna di concerti curata da Antonio Caggiano
La stagione concertistica 2026 Dello Scompiglio si configura come un percorso tematico attraverso alcuni grandi eventi epocali che hanno inciso in modo profondo sulla società antica e contemporanea. La musica diventa strumento di indagine storica, sociale e politica: un linguaggio capace di attraversare il tempo e di rendere percepibili i momenti di frattura, crisi e trasformazione che hanno modificato le strutture del vivere collettivo e dell’immaginario. Ogni concerto è costruito come un campo di riflessione su un nodo cruciale della storia: le contaminazioni culturali, la pandemia, il potere e la dittatura, le guerre, il cambiamento climatico, la rivoluzione dei media, la nascita dell’intelligenza artificiale e le nuove consapevolezze di genere. In questo quadro, il suono non si limita a rappresentare gli eventi, ma li interroga, li mette in tensione e ne attiva una lettura critica. La musica diventa così luogo di memoria, pratica di pensiero e spazio di ascolto in cui il passato e il presente entrano in relazione, aprendo domande sul futuro.
Programma del primo semestre
Sabato 7 marzo, ore 19.30
Ibridazioni
Etudes / Quietudes
per chitarra solista di Wolfgang Muthspiel
Il concerto di Wolfgang Muthspiel esplora le possibilità di dialogo tra linguaggi musicali differenti, mettendo in relazione tradizione colta, jazz e scrittura contemporanea. L’ibridazione diventa metafora dei processi culturali che attraversano la storia: incontri, contaminazioni e trasformazioni che generano nuove forme di pensiero e di espressione artistica.
Sabato 21 marzo, ore 19.30
Filidei / Crousaud / Lenzi
Covid-19, tecniche di sopravvivenza
Proesie, Libro I
di Francesco Filidei, su testi di Federico Maria Sardelli
Jeanne Crousaud, voce
Marco Lenzi, musicologo in scena
La pandemia da COVID-19 è uno degli eventi più traumatici della storia recente. Attraverso l’esecuzione del primo libro delle Proesie, questo concerto affronta l’esperienza collettiva dell’isolamento, della paura e della resilienza, muovendosi tra il linguaggio musicale e quello performativo. Francesco Filidei trasforma l’emergenza sanitaria in materia sonora, restituendo una riflessione profonda sulle strategie di sopravvivenza individuali e sociali.
Sabato 11 aprile, ore 19.30
Ars Ludi / Ars Trio di Roma
Il rumore del tempo
musiche di Dmitrij Šostakovič, Charles Ives, Guo Wenjing
Ars Ludi - Antonio Caggiano, Rodolfo Rossi, Gian Luca Ruggeri percussioni
Ars Trio - Laura Pietrocini pianoforte, Marco Fiorentini violino, Valeriano Taddeo violoncello.
Un viaggio visionario che prende avvio dall’esistenza tormentata del grande compositore russo Dimitri Šostakovič, la cui opera, segnata da ambiguità e ironia, ha ispirato il titolo del concerto. Attorno a questo nucleo si sviluppa un percorso tra autori diversi, esplorando le tensioni tra individuo e sistema, i meccanismi dell’oppressione e la fragilità della condizione umana. Linguaggi musicali contrastanti e frammentati costruiscono un tessuto sonoro in cui conflitto, ritualità e resistenza emergono come principi strutturali. Nel dialogo tra violino, pianoforte, violoncello e percussioni, il suono diventa drammaturgia essenziale e fisica, restituendo una visione universale della condizione umana.
Il concerto è preceduto, alle ore 17.00, da un incontro con il musicologo Renzo Cresti, intitolato Là dove nasce il nostro presente
Sabato 16 maggio, ore 19.30
Naomi Berrill Trio
I have not seen a Butterfly around here
musiche di Naomi Berrill
Naomi Berrill, voce e violoncello
Lorenzo Pellegrini, chitarra, voce e synth
Andrea Beninati, batteria e violoncello
Il progetto nasce dalla composizione di nuovi brani ispirati ai testi di I have not seen a Butterfly around here, raccolta di poesie e disegni dei bambini detenuti nel campo di concentramento di Terezín durante la Seconda Guerra Mondiale. Queste testimonianze restituiscono uno sguardo fragile e potente sull’infanzia in uno dei momenti più bui della storia europea. La recente visita al luogo ha reso questo materiale un’esperienza viva, non limitata alla commemorazione. Il lavoro si configura come un atto di memoria e testimonianza che dialoga con il presente, estendendo il suo sguardo ai conflitti contemporanei, in particolare a quello in corso nella Striscia di Gaza. Al centro vi è l’intreccio tra poesia e musica, parola e suono. Nei testi dei bambini, la capacità di immaginare bellezza e futuro diventa una forma di resistenza. La musica si pone in ascolto di queste voci, invitando il pubblico a interrogarsi sulla responsabilità della memoria oggi.
Sabato 20 giugno, performance, incontro e concerto
ore 18.00
Inuksuit
performance site-specific per nove percussionisti, su brano di John Luther Adams
Un’azione sonora immersiva che coinvolge lo spazio naturale Dello Scompiglio, amplificando la dimensione rituale e collettiva dell’ascolto. Il pubblico è invitato a vivere un’esperienza sensoriale che mette in relazione corpo, suono e ambiente.
a seguire, incontro
Sonorità prospettiche 1982 Suono / Ambiente / Immagine
con Franco Masotti e Veniero Rizzardi
ore 20.30, concerto
Quartetto Sincronie
The Wind in High Places
musiche di John Luther Adams, Stefano Scodanibbio, Aulis Sallinen
Un programma dedicato all’emergenza ambientale e al rapporto sempre più fragile tra essere umano e natura. Le opere in programma trasformano il suono in paesaggio, evocando vento, spazio, memoria e perdita e fanno della musica uno strumento di consapevolezza ecologica e riflessione sul futuro del pianeta. Il concerto vuole celebrare, in occasione dell’anniversario della nascita, Stefano Scodanibbio, contrabbassista e compositore italiano, la cui musica ha esplorato con straordinaria sensibilità il rapporto tra suono, materia e natura.