Gohar Dashti – Limbo

Milano - 04/02/2016 : 16/04/2016

Curata da Silvia Cirelli, la mostra propone i recenti lavori di questa giovane e talentuosa interprete, un’artista che negli ultimi anni si è chiaramente distinta per una sempre maggiore attenzione internazionale. Il titolo dell’esposizione, LIMBO, prende spunto dall’ultimo progetto dell’artista, l’emblematica serie Stateless (2014-2015), presentata a Milano come nucleo centrale della mostra.

Informazioni

  • Luogo: OFFICINE DELL'IMMAGINE
  • Indirizzo: via Carlo Vittadini 11 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 04/02/2016 - al 16/04/2016
  • Vernissage: 04/02/2016 ore 19
  • Autori: Gohar Dashti
  • Curatori: Silvia Cirelli
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Martedì - Venerdì 15.00 - 19.00 Sabato 11.00 - 19.00 Altri orari, lunedì e giorni festivi su appuntamento.
  • Uffici stampa: CLP

Comunicato stampa

Officine dell’Immagine di Milano è lieta di presentare dal 4 febbraio al 16 aprile 2016 la seconda personale dedicata a Gohar Dashti (Ahvaz, Iran – 1980), fotografa iraniana già ospitata nello spazio milanese nel 2013, in esclusiva italiana.
Curata da Silvia Cirelli, la mostra propone i recenti lavori di questa giovane e talentuosa interprete, un’artista che negli ultimi anni si è chiaramente distinta per una sempre maggiore attenzione internazionale

Protagonista in prestigiosi Musei come il Victoria and Albert Museum di Londra, il Mori Art Museum di Tokyo, il Museum of Fine Arts di Boston o la National Gallery of Arts di Washington, Gohar Dashti è diventata uno dei punti di riferimento del panorama artistico del Medio Oriente. In occasione della mostra milanese, il Florida Museum of Photographic Arts le dedica poi un’importante personale, nella quale saranno presentati proprio i suoi ultimi progetti.

Da sempre testimone del complesso tessuto sociale e culturale iraniano, Dashti si contraddistingue per una cifra stilistica di rara suggestione, capace di proiettare nella dimensione metaforica dell’arte la collisione di tratti distintivi apparentemente opposti: ironia e amarezza, incanto e sofferenza, severità ed evasione. La raffinatezza del suo lessico, strettamente connesso a un’implicita connotazione autobiografica, si traduce in una simmetria creativa audace e incisiva, dove l’estetica dell’allegoria si scopre come costante elemento focale.