Glumba Skzx

Roma - 13/01/2015 : 07/03/2015

Oggetti, concetti e situazioni apparentemente insignificanti vengono analizzati e messi in discussione. L'incontro casuale viene celebrato e l’inutile, il banale e l’irrilevante sono ripresentati in modi molto fantasiosi.

Informazioni

Comunicato stampa

Martedì 13 gennaio 2015 la galleria Ex Elettrofonica inaugura GLUMBA SKZX, a cura di Ben Crothers (Belfast, 1987), primo appuntamento di BE MY GUEST,progetto ideato da Manuela Pacella.

BE MY GUEST invita un curatore a concepire una mostra collettiva per Ex Elettrofonica. La differenza rispetto alle mostre personali solitamente ideate per questi spazi risiede nella difficoltà di costruire un progetto collettivo forte,che riesca a mettere in luce sia il lavoro dei singoli artisti sia il pensiero che ha guidato il curatore nell’idearlo e allestirlo


Con questo si vuole dare particolare rilevanza al ruolo del curatore come studioso la cui ricerca e abilità si evince particolarmente nelle mostre collettive, qualora queste non siano semplicemente un abbinamento “formale” di opere di artisti diversi, ma vadano a costituire un discorso unitario e un percorso esperienziale.
Si tratta quindi di un invito da parte di un curatore verso un suo collega, notato per le sue particolari qualità innovative e per la sua professionalità.

In GLUMBA SKZX oggetti, concetti e situazioni apparentemente insignificanti vengono analizzati e messi in discussione. L'incontro casuale viene celebrato e l’inutile, il banale e l’irrilevante sono ripresentati in modi molto fantasiosi.

Gli artisti selezionati reinterpretano, danno valore a materiale preesistente ed esplorano quegli elementi della vita quotidiana che spesso sono trascurati: immaginando l’acqua come un lusso, come prodotto di una bellezza decadente (Adham Faramawy, 1981, Dubai); mettendo volutamente in atto una serie di banali errori (Michael Hanna, 1979, Craigavon); riprendendo il viaggio di una piccola cassa di legno attraverso il sistema di consegna postale (Shiro Masuyama, 1971, Tokyo); scrivendo e illustrando una serie di fumetti,tratta da un diario di un’adolescente trovato in un bagno di una stazione di servizio (Esther Pearl Watson, 1973, Francoforte); nobilitando oggetti di basso valore (Theo Simpson, Londra); creando sculture con giocattoli d'infanzia e oggetti per la casa (Ben Craig, 1985, Belfast); inventando una finta gang sulla base di un incontro sulla metropolitana di New York (Fiona Larkin, 1976, Dublino); fotografando un momento fugace in cui l'associazione estetica tra la posizione di un cane e una sedia da giardino di plastica diviene evidente (Locky Morris, 1960, Derry); traendo ispirazione da un libro per bambini per creare un fumetto per adulti su una strega, il suo gatto e un gufo antropomorfo(Simon Hanselmann, 1981, Launceston, Tasmania).

GLUMBA SKZX abbraccia l'umorismo e l'assurdo in un ambiente multi-sensoriale in cui la fotografia, il video e la scultura sono esposte accanto a fumetti, giocattoli e abbigliamento di seconda mano, che richiedono la nostra attenzione e considerazione tanto quanto le più consuete e accettate forme di arte contemporanea.
Il pubblico è invitato a riconsiderare ciò che non sarebbe normalmente esposto in una galleria d'arte contemporanea, posto di fronte a tatuaggi con errori di ortografia, cani giocosi, proprietari di banane di plastica e una strega tossicodipendente.
Come il titolo stesso della mostra anticipa, il significato spesso si trova proprio dove non ce lo aspettiamo, prendendoci di sorpresa, facendoci sorridere e cambiando la nostra prospettiva.