Giuseppe Stampone – Saracinesche
Prometeo Gallery è lieta di presentare Saracinesche, la mostra personale di Giuseppe Stampone accompagnata da un testo critico di Ilaria Bernardi.
Comunicato stampa
Da giovedì 9 aprile 2026, Prometeo Gallery è lieta di presentare Saracinesche, la mostra personale di Giuseppe Stampone accompagnata da un testo critico di Ilaria Bernardi.
Nel racconto Saracinesca dello scrittore turco Murat Özyaşar, la ripetizione ossessiva del quotidiano si traduce in una geografia mentale fatta di chiusure, di percorsi obbligati, di soglie che non conducono da nessuna parte. La “Via della Coercizione”, percorsa dal protagonista fino allo sfinimento, non è soltanto un luogo fisico, ma è soprattutto una condizione esistenziale segnata dall’inerzia e dall’impossibilità di apertura. L’immagine finale della saracinesca – improvvisa, muta, definitiva – agisce allora come una metafora tanto concreta quanto simbolica: è il segno di un limite, di un’interruzione, ma anche di un progressivo oscuramento dello sguardo.
È proprio l’immagine della saracinesca che Giuseppe Stampone assume come dispositivo critico per il suo nuovo ciclo di lavori – ciascuno dei quali intitolato Saracinesca, per l’appunto –, trasformandola in un elemento iconografico capace di interrogare il presente. Le sue saracinesche, disegnate a penna Bic, si sovrappongono ai grandi capolavori della storia dell’arte, minuziosamente ridisegnati anch’essi a penna Bic: dalla Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca (1455–1460 circa) all’Annunciazione di Beato Angelico (1437–1446), dal Ritratto dei coniugi Arnolfini di Jan van Eyck (1434) fino alla Velata di Antonello da Messina (1475 circa). Tuttavia, lungi dal configurarsi come semplice gesto di appropriazione o citazione, la copia disegnata dei capolavori del passato, in parte nascosta dalla saracinesca, produce una tensione visiva e concettuale: la saracinesca, infatti, non cancella del tutto l’immagine sottostante, ma la oscura, la interrompe, la rende parzialmente inaccessibile.