Giulia Napoleone – le ferite dell’azzurro … e il mare

Informazioni Evento

Luogo
ZERO ZERO SUL LIVELLO DEL MARE
via dei Marrucini 19/23, Pescara, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

da martedì a sabato, dalle 18.00 alle 20.00

Vernissage
21/03/2026

ore 19

Artisti
Giulia Napoleone
Generi
arte contemporanea, personale

… al mare e al cielo, alle colline e al paesaggio adriatico, alle ferite dell’azzurro è dedicato l’evento espositivo a cura di Lúcio Rosato con il quale zerozerosullivellodelmare segna l’equinozio di primavera del 2026 e festeggia tre anni di attività.

Comunicato stampa

GIULIA NAPOLEONE | le ferite dell’azzurro ... e il mare

… al mare e al cielo, alle colline e al paesaggio adriatico, alle ferite dell’azzurro è dedicato l’evento espositivo a cura di Lúcio Rosato con il quale zerozerosullivellodelmare segna l’equinozio di primavera del 2026 e festeggia tre anni di attività, inaugurando sabato 21 marzo alle ore 19.00 l’esposizione del lavoro di Giulia Napoleone

inaugurazione sabato 21 marzo 2026 ore 19.00
fino al 18 aprile 2026
da martedì a sabato, dalle 18.00 alle 20.00
s.l.m.00 via dei marrucini 19-23 Pescara

le ferite dell’azzurro ... e il mare è un polittico in sei carte, coperte quasi completamente da pastello blu che lascia segni o frammenti di vuoto come cicatrici a disegnare provvisori confini, modificabili e attraversabili, finanche cancellabili con lo stesso blu, che inonda di mare e di cielo lo spazio della mente e dello sguardo

felice ed emozionato come per una sintonia di intenti e di visioni, si dice Lúcio Rosato, curatore dello spazio-officina di via dei marrucini, di sapere che questo lavoro è stato concepito da Giulia Napoleone appositamente per slm00 e realizzato nei primi mesi di questo nuovo anno per essere presentato in questa occasione, insieme ad altri lavori recenti (2025 > 2026) che indagano il silenzio attraverso il blu e un punto di rosso, delineando un nuovo paesaggio fatto di memorie e di possibilità

trovano collocazione in questa esposizione anche tre lavori storici: due chine (viaggio nel sogno del 1987 e ombre lontane del 1991) e un acquarello azzurro (trasparenze del 1986) che insieme raccontano con essenzialità e rigore un esercizio che ha visto da sempre impegnata Giulia Napoleone alla ricerca della verità attraverso il silenzio

il suo operare è come un Karma, una preghiera fatta da una “suora laica”, come la definiva già negli anni Novanta Lorenza Trucchi per la dedizione e la devozione che Giulia rivolge da sempre al proprio lavoro; un lavoro fatto di movimenti continui che si ripetono apparentemente uguali a ricercare esattezza negli affiancamenti, nelle coesioni, nella sintesi, capaci davvero di disegnare un mondo diverso attraverso quello che Lorenzo Fiorucci definisce il suo “gesto morale”

ci troviamo davanti a segni senza confine che manifestano la capacità di un artista di interrogarsi e intervenire in un periodo storico segnato da confini chiusi e/o da confini usurpati, con l’azione concreta, come lo è quella dell’arte, di rompere il silenzio attraverso il silenzio. “Giulia è infatti capace di tracciare un segno che non è mai confinato in un recinto spaziale, ma semmai lo connota” scrive Lorenzo Fiorucci in uno dei testi che accompagna, insieme a quelli di Bruno Corà e Luigi Lambertini, il catalogo dell’esposizione tenutasi nella Pinacoteca Vasariana di Città di Castello nel 2025

un particolare ringraziamento alla galleria Il Ponte di Firenze e al suo direttore Andrea Alibrandi

Giulia Napoleone (Pescara 1936) rientrata nel 2009 da Aleppo, dove avrebbe voluto continuare a vivere se le vicende geopolitiche lo avessero permesso, si allontana definitivamente da Roma per vivere e lavorare in un piccolo borgo della Tuscia Viterbese, alternando frequenti permanenze in Svizzera. All’interesse per la pittura affianca da subito quello per la musica, che coltiva con lo studio del violino, e per la fotografia. Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma e si specializza nelle tecniche incisorie frequentando la Sala Studio della Calcografia Nazionale di Roma. La carta si rivela da subito il supporto preferito sul quale interviene con inchiostro, acquarello e pastello. Tante le esposizioni nazionali ed internazionali: dalla prima alla galleria Numero di Firenze nel 1963 alla più recente alla pinacoteca vasariana di Città di Castello nel 2025. Nel 2018 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ricompone il suo percorso artistico con una mostra antologica a cura di Giuseppe Appella, mentre nel 2020 la galleria Il Ponte di Firenze affida a Bruno Corà la curatela di “nero di china” che ne ripercorre tutta la produzione ad inchiostro di china