Giovanni Laurent Cossu – 1115 § 2015. Matilde

Reggio Emilia - 12/12/2015 : 10/01/2016

"Incanto del paesaggio e vitalità della storia " è il sottotitolo ideato dallo scultore e poeta Giovanni Laurent Cossu, che preannuncia un cosciente percorso volutamente geografico e storiografico della mostra.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA SAN FRANCESCO
  • Indirizzo: Via Bardi 4/b - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 12/12/2015 - al 10/01/2016
  • Vernissage: 12/12/2015 ore 17
  • Autori: Giovanni Laurent Cossu
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i pomeriggi 16.00/ 19.30; esclusi i Lunedì e mercoledì. La galleria rimarrà aperta nei giorni 26 Dicembre e 6 Gennaio.

Comunicato stampa

Con " 1115 § 2015. MATILDE. " lo scultore Giovanni Laurent Cossu e la Galleria San Francesco desiderano offrire al pubblico un proprio contributo al termine di questo anno solare che coincide col 900° anniversario della morte della celeberrima Grancontessa.

"Incanto del paesaggio e vitalità della storia " è il sottotitolo ideato dallo scultore e poeta Giovanni Laurent Cossu, che preannuncia un cosciente percorso volutamente geografico e storiografico della mostra



Così questo periodo del Medioevo italiano è ambientato dall' artista nell' appennino reggiano tra la Pietra di Bismantova, il Castello di Bianello, il Castello di Carpineti, la Rupe di Canossa e tanto altro: mostrando una Matilde in armi, impegnata in continue battaglie, con un' innata attitudine al comando e ,al tempo stesso, con una straordinaria fede per la Chiesa del suo tempo e un profondo amore per il suo popolo e i suoi cavalieri.

Sensibilissimo all' aspetto psicologico dell' eroina canossana, lo scultore, poeta, nella sua ricerca parossistica della descrizione del particolare, rappresenta una Matilde contessa, duchessa, marchesa, Regina d' Italia e figura di donna straordinaria e modena fuori dal suo tempo. Una donna che, quarantatreenne, così scrive al suo futuro sposo politico Guelfo V, dimostrando apertamente una grandiosa femminilità.

« Non per leggerezza femminile o per temerarietà, ma per il bene di tutto il mio regno, ti invio questa lettera accogliendo la quale tu accogli me e tutto il governo della Longobardia. Ti darò tante città tanti castelli tanti nobili palazzi, oro ed argento a dismisura e soprattutto tu avrai un nome famoso, se ti renderai a me caro; e non segnarmi per l'audacia perché per prima ti assalgo col discorso. È lecito sia al sesso maschile che a quello femminile aspirare ad una legittima unione e non fa differenza se sia l'uomo o la donna a toccare la prima linea dell'amore, solo che raggiunga un matrimonio indissolubile. Addio. »

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