Giovanni Gastel

Milano - 22/09/2016 : 13/11/2016

Un’ampia antologia del ricco percorso del fotografo, dai suoi esordi negli anni settanta a oggi, e tenderà a presentare la complessità della sua ricerca nell’ambito della moda, dell’informazione e della sperimentazione visiva.

Informazioni

Comunicato stampa

Il 23 Settembre 2016, a Milano, nel Palazzo della Ragione sarà aperta l’esposizione Giovanni Gastel a cura di Germano Celant. Consisterà in un’ampia antologia del ricco percorso del fotografo, dai suoi esordi negli anni settanta a oggi, e tenderà a presentare la complessità della sua ricerca nell’ambito della moda, dell’informazione e della sperimentazione visiva.
La mostra aspirerà a offrire un “ritratto” di Gastel in cui si intrecciano sia le vicende professionali, biografiche e famigliari, quanto a documentare il suo metodo di lavoro, basato sull’analisi e la proposta seriale del soggetto trattato

Una lettura inedita che contestualizza la sequenza di fotografie, prodotte per riviste e settimanali, quale proposta narrativa e poetica, composta da diversi capitoli. Un modo di “scrivere” per immagini che è il riflesso delle parole che appaiono nelle sue poesie e nella sua scrittura autobiografica. Il corpus espositivo comprenderà allora un intreccio tra materiali che riguardano la biografia, quanto documenti che testimoniano la classicità e la varietà della sperimentazione del fotografo artista.

Il lavoro di informazione, comunicazione e ricerca che Gastel ha sviluppato attraverso le riviste, le mostre e la sua personale indagine, sarà esibito in un inedito display labirintico, dove gli insiemi “per serie” metteranno in evidenza il carattere della sua narratività, la modalità personale dell’uso della luce e il confronto con i soggetti, nell’ininterrotto scambio tra la sua formazione e la sua professione, compresi l’educazione famigliare, il suo muoversi nel mondo imprenditoriale e dei media contemporanei, sempre coltivando la sua passione poetica.
Il dedalo ideato dallo studio Lissoni Associati amplifica la creatività molteplice di Gastel che si muove tra fashion e design, ritratto e still life, senza dimenticare di estendere sempre più il limite estetico e tecnico del fotografare, negli scatti di ricerca.
Gastel è nato a Milano da Ida Pace Visconti di Modrone, detta Nane, origina dalla famiglia Visconti che risale all’undicesimo secolo e dal 1277 al 1447 ha governato il Ducato di Milano e da Giuseppe Gastel, imprenditore.
In questo universo ricco di legami con la più aristocratica storia italiana, connessa all’espansione e al consolidamento della città di Milano, e con l’evoluzione della società contemporanea, indotta dall’imprenditoria borghese, alle porte del boom culturale e industriale degli anni settanta, Giovanni compie la sua prima formazione estetica e culturale in ambito teatrale, anche influenzato dallo zio Luchino Visconti, famoso regista di cinema e teatro, recitando in una compagnia sperimentale. Il legame con la parola si consolida poi nella scrittura poetica, che dagli anni del liceo lo appassiona al punto che, nel 1971 a soli 16 anni, pubblica Kasbah, una prima raccolta di liriche. Dal 1972 comincia a scattare immagini, come ricerca autonoma sul medium fotografico, durante i viaggi che lo portano in Africa e sulla costa sud del Mediterraneo. Nello stesso anno vende la sua prima fotografia ma è solo in seguito che capisce il suo valore professionale. Tra il 1975 e il 1976 comincia a produrre still life per la casa d’aste Christie’s ed elabora l’identità visiva di diverse aziende italiane.
Dai primi anni ottanta a oggi Gastel ha collaborato con più di 50 testate italiane e internazionali e pubblicato circa 130 copertine; ha prodotto più di 500 tra campagne e cataloghi per diverse maisons di moda e grandi firme di beauty, gioiello e design; ha scattato più di 300 ritratti in bianco e nero e a colori.
In 40 anni la ricchezza della totalità del suo fare fotografico, che si muove tra l’informazione e l’arte, si è sviluppata attraverso l’uso privilegiato del banco ottico e delle lastre Polaroid 20 x 25, per aprirsi alle tecnologie digitali appena Gastel ne ha intuito le potenzialità.

La pubblicazione
In occasione della mostra sarà pubblicata, da Francesco Mondadori Editore, una monografia su Giovanni Gastel a cura di Germano Celant e con progetto grafico dello studio Graph.x, in cui saranno raccolte immagini, documenti, dichiarazioni, testimonianze e opere a formare un volume inedito sulla storia di Gastel fotografo e “comunicatore” nel mondo della moda, dell’informazione e dell’arte.

Giovanni Gastel

Giovanni Gastel nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l'ultimo di sette figli.
Negli anni Settanta, avviene il suo primo contatto con la fotografia. Da quel momento, ha inizio un lungo periodo di apprendistato mentre un'occasione importante gli viene offerta nel 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d'aste Christie's.
La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still life sulla rivista “Annabella”, nel 1982. Inizia a collaborare con “Vogue Italia” e poi, grazie all'incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste “Mondo Uomo” e “Donna”.
Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all'Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata da Germano Celant.
Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Jürgen Teller.
Nel 2002, nell'ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l'Oscar per la fotografia. Attualmente è Presidente dell'Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago.

Germano Celant

Germano Celant è conosciuto internazionalmente per la sua teorizzazione dell'Arte Povera. È inoltre autore di oltre cento pubblicazioni, tra libri e cataloghi, e curatore di centinaia di mostre nei maggiori musei ed istituzioni internazionali.
Dal 1977 è Contributing Editor della rivista “Artforum”, New York e dal 1991 della rivista “Interview Magazine”, New York; dal 1999 è responsabile della rubrica d’arte del settimanale “L'Espresso”, Roma; dal 2000 collabora con il mensile di design “Interni”, Milano.
Dal 1989 fino al 2008 è stato Senior Curator of Contemporary Art del Solomon R. Guggenheim Museum di New York; dal 1995 al 2014 è stato Direttore e dal 2015 Soprintendente Artistico e Scientifico della Fondazione Prada; nel 1996 è stato Co-Direttore Artistico della prima Biennale di Arte & Moda, Firenze; nel 1997 è stato Direttore della 47ma Esposizione Internazionale d'Arte, La Biennale di Venezia; nel 2001 è stato Commissario del Padiglione Brasiliano alla 49ma Esposizione Internazionale d'Arte, La Biennale di Venezia; nel 2004 è stato Supervisore artistico della programmazione dei cento eventi culturali di “Genova 2004, Capitale Europea della Cultura”; dal 2005 è Curatore della Fondazione Aldo Rossi, Milano e dal 2008 è Curatore artistico e scientifico della Fondazione Annabianca e Emilio Vedova, Venezia. Dal 2009 al 2011 è stato Responsabile scientifico per Arte e Architettura alla Triennale di Milano. Nel 2015 è stato Curatore della mostra “Arts & Foods. Rituali dal 1851”, Padiglione Arte di Expo 2015, nella Triennale di Milano. Nel 2016 è Project Director di The Floating Piers, opera di Christo e Jeanne-Claude sul Lago d’Iseo.
Nel 1987 ha ricevuto il The Frank Jewett Mather Award per l’attività di critico d’arte; nel 2004 la Laurea honoris causa in Architettura dall’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Architettura; infine, nel 2013 il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York.










Piero Lissoni è architetto, designer e art director.

Nel 1986 apre Lissoni Associati, una realtà multidisciplinare con sede a Milano che sviluppa progetti d’architettura, interni e disegno industriale. Seguono nel 1996 Graph.x che si occupa di comunicazione visiva, successivamente Lissoni Architettura per i progetti architettonici e Lissoni Inc. a New York per l’interior design nel continente americano.
Le realizzazioni di architettura più recenti comprendono il Conservatorium Hotel di Amsterdam (2012), il Mamilla Hotel a Gerusalemme (2009), la ristrutturazione dello storico Teatro Nazionale di Milano (2009) e le sedi delle attività produttive di Kerakoll Design Lab (2014), Matteograssi (2011), Glas Italia (2010) e Living Divani (2007), tutte in Italia.
I progetti in corso di completamento sono The Oberoi Al Zorah Resort in Ajman (Emirati Arabi), due torri per il gruppo Swire Hotels a Shanghai, esclusive residenze e ville per The Ritz-Carlton Residences Miami Beach, il nuovo Roomers Hotel a Baden-Baden, un boutique hotel sulle rive del Lago d’Orta, un nuovo complesso nel centro di Mosca con negozi, hotel e appartamenti e l’architettura d’interni di una lussuosa townhouse a Chelsea, New York.
Piero Lissoni è direttore artistico di grandi marchi tra cui Boffi, De Padova, Lema, Living Divani e Porro; disegna inoltre per nomi internazionali tra cui Alessi, Alpi, Cappellini, Cassina, Fantini, Flos, Glas, Kartell, Kerakoll, Knoll e Salvatori. Numerosi sono i premi che ha ricevuto nel corso della carriera, tra cui ADI Compasso d’Oro, ed è membro dell’Advisory Board del Politecnico di Milano.
Graph.x è responsabile della direzione artistica e dell’immagine coordinata della maggior parte di queste aziende, la realizzazione dei servizi fotografici e delle campagne pubblicitarie, il disegno di cataloghi, siti web e packaging. Dal 2007 ad oggi Graph.x segue il coordinamento visivo ed i manifesti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia.