Giovani14. Decifrare la guerra

Bergamo - 15/04/2015 : 02/06/2015

La mostra presenta al pubblico le opere realizzate da 20 studenti dell’Accademia Carrara di Belle Arti, invitati a riflettere sul tema della guerra, inteso non solo storicamente ma soprattutto in senso esistenziale.

Informazioni

Comunicato stampa

Ideato dall’Associazione I Musei per la storia in Lombardia e realizzato grazie al contributo di Regione Lombardia, Giovani14 è un progetto che studia, ricerca e valorizza materiali storici relativi al primo conflitto mondiale presenti nelle istituzioni pubbliche lombarde (musei, archivi, biblioteche), per proporre ai giovani dai 18 ai 30 anni iniziative e momenti di riflessione sui conflitti del passato e su quelli del mondo contemporaneo.
A Bergamo il progetto è attuato dal Museo storico di Bergamo in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bergamo, il Servizio Giovani del Comune di Bergamo e altre realtà culturali del territorio


Così nasce la mostra GIOVANI14. DECIFRARE LA GUERRA che, allestita nelle sale e nei chiostri del Museo Storico di Bergamo - Convento di San Francesco, presenta al pubblico le opere realizzate da 20 studenti dell’Accademia Carrara di Belle Arti, invitati a riflettere sul tema della guerra, inteso non solo storicamente ma soprattutto in senso esistenziale.

Realizzati dai giovani artisti dopo un lungo percorso formativo fatto di incontri di approfondimento, visite guidate e ricerche sui materiali storici e archivistici relativi alla prima guerra mondiale conservati al Museo Storico di Bergamo, i lavori presentati in mostra spaziano tra performance, installazioni sonore e ambientali, video, disegni, scultura, pittura, tutti accompagnati dalla riflessione personale dell’autore che ne illustra la genesi e i molteplici significati.

Alcune opere puntano sull’immedesimazione. Lo spettatore avrà l’illusione di rannicchiarsi nella caverna (postazione dei fucilieri della Linea Cadorna a Vestreno, scandendo la giornata attraverso i giochi luminosi proiettati dalle feritoie sulle pareti dell’antro); oppure potrà entrare in una stanza buia e fredda per immedesimarsi nella disperazione che permea le parole del soldato che dal fronte scrive all’amata e ai familiari. E ancora: si può assumere il punto di vista del cecchino, osservando gli altri visitatori attraverso il mirino di un kalashnikov, sentire tutto il senso di impotenza e di oppressione che rende affannoso il respiro di una donna imprigionata in un busto di mattoni, rivivere le atrocità della guerra e l’anelito alla clemenza nella melodia di una marcia militare brasiliana suonata al pianoforte.
Si riaccende, infine, la memoria sempre più lontana di chi ha combattuto nelle ombre di due soldatini che continuano a fare la guerra così come in un piccolo “plotone” di agavi ormai morte, oppure nel movimento inquietante della grande elica di un aeroplano militare della seconda guerra mondiale.
Altri progetti si propongono di “risarcire” le ferite della guerra. Così, i crateri delle granate della prima guerra mondiale che ancora segnano le distese erbose del monte Asolone sono idealmente “riparate” da grandi centrini all’uncinetto, a rievocare il ruolo delle donne negli eventi bellici, e vengono simbolicamente restituite le fedi nuziali donate alla Patria per sostenere i costi della seconda guerra mondiale.
L’invito a “cessare il fuoco” è rappresentato anche dal rituale di piegare bianche lenzuola deposte come bianche lapidi in un immaginario cimitero. Infine, la guerra che si accende e si consuma senza tregua nel mantra visivo di un soldato che accende fiammiferi uno dopo l’altro, e il filtro verde dei gas chimici che si distende per sempre sulle fotografie dei soldati.

La mostra è completata dal progetto “War over”, una sezione visitabile online sul sito www.bitgeneration.org , frutto del lavoro collettivo degli studenti dell’Accademia che hanno selezionato centinaia di sequenze dai film incentrati sul tema della guerra per poi utilizzarle come tessere per costruire un nuovo e inedito racconto.

Giovani artisti espositori, studenti dell’Accademia Carrara di Belle Arti:

Viola Acciaretti, João Lucas Baccaro, Laura Bisutti Vavassori, Luca Brama, Enrico Cattaneo, Valeria Codara, Corinne Cortinovis, Stefania Costanzo, Noemi Cremaschi, Laura Crevena, Tecalign Gotti, Nadia Lasala, Lorenzo Lunghi, Anna Pezzoli, Giovanna Piccinini, Claudia Pippo, Paola Ricchiuti, Emanuela Terzi, Giulia Tripoli, Luca Viganò.

Hanno collaborato al progetto:

Per l’Accademia Carrara di Belle Arti:
i docenti Emma Ciceri, Salvatore Falci, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Linda Nagler Fregni, Francesco Pedrini, Maria Grazia Recanati, Stefano Romano, Agustin Sanchez.

Per il Museo Storico di Bergamo:
Silvana Agazzi, Lia Corna per il sostegno alle ricerche archivistiche e per l’allestimento Pier Paolo Boninelli.

Per il progetto WarOver, a cura di Agustin Sanchez:
Cinzia Belleri, Hermann Bergamelli, Roberta Biondini, Daniela Bonanomi, Erika Bonfanti, Stefano Carminati, Enrico Cattaneo, Matteo Cereda, Mattia Cesaria, Stefania Costanzo, Stefano Cutugno, Ylenia De Rocco, Albertina Domenighini, Giusi Fabbri, Nicolò Facchinetti, Jennifer Facoetti, Giada Fornoni, Laura Gavinelli, Valentina Goretti, Diego Gualandris, Irene Lo Bartolo, Sara Magaiez, Martina Marchesi, Anna Pezzoli, Mireille Pigazzi, Marco Pigoli, Paola Ricchiuti, Daria Romanenko, Alex Sava, Beatrice Uberti.