Giorgio Orbi

Roma - 10/10/2018 : 10/11/2018

Si inaugura la prima personale di Giorgio Orbi che ha già esposto in galleria nel 2011. La mostra THEINSTANTBOOKTOGOEVERYWHERE si compone di una serie di nuovi lavori articolati intorno all'idea di un libro scritto dall'artista nel 2001.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA ALESSANDRA BONOMO
  • Indirizzo: Via del Gesù 62 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 10/10/2018 - al 10/11/2018
  • Vernissage: 10/10/2018 ore 18
  • Autori: Giorgio Orbi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Lunedì – venerdì dalle 12:00 alle 19:00 – Sabato su appuntamento

Comunicato stampa

Si inaugura la prima personale di Giorgio Orbi che ha già esposto in galleria nel 2011.



La mostra THEINSTANTBOOKTOGOEVERYWHERE si compone di una serie di nuovi lavori articolati intorno all'idea di un libro scritto dall'artista nel 2001.



Giorgio Orbi, che da sempre fa del suono elemento ricorrente del suo linguaggio, ci introduce con una sua traccia negli spazi della galleria dove troviamo video, disegni e oggetti che compongono l'istallazione.



In allegato una campionatura di LLP su testi di Giorgio Orbi 2001-2018.

Radical Fiction


Una campionatura di alcune tracce scritte da G.O. tra il 2001 e il 2018.
Di LLP

Ostia.1996. Rave party. Un ragazzo indossa una maglietta bianca con il disegno di un albero dentro ad un divieto. Suona con un PC aperto su un fianco. Il beat va 180 BPM. La consolle è dietro ad un muro di casse che ostruisce la vista del pubblico. Lui si chiama Radical Fiction. I ragazzi a Roma per esempio non mangiano la frutta.

Negli anni ’90 a Roma il kiwi diventa di moda. Proprio come l’Husky che piano piano farà scomparire il Boxer. Seppure di rado, se ne possono incontrare ancora oggi alcuni quando arriva la primavera. Mentre i padroni fumano o guardano altrove al riparo degli occhiali da sole, loro camminano lenti con i nasi asciutti e gli occhi lucidi. Vecchi boxer romani riscaldati dal tepore delle prime luci dell’alba, sospesi nel profumo rassicurante del gelsomino e del glicine di Roma.

Gli artisti, al pari degli scienziati, si sono sempre dati parecchio da fare per osservare la natura e ancora più specificatamente le montagne. Hanno contribuito a diffondere l’immagine dello Yosemite Park prima che diventasse parco nazionale. Oggi le immagini delle principali montagne del parco fanno da sfondo ai desktop dei nuovi sistemi operativi Apple, ognuno nominato con il nome di una montagna.
OS X Yosemite. 2014. Immagine scrivania: Half Dome.
OS X El Capitan. 2015. Immagine scrivania: El Captain.
OS X Sierra Nevada. 2016. Immagine scrivania: Sierra Nevada.

Le montagne basta guardarle se proprio non puoi starci sopra. È il massimo anche così.
Le montagne sono alte e per questo fanno bene allo sguardo. Lo allungano.

La religione ha permesso alle montagne di rimanere vergini per molto tempo.
Le montagne sono state interpretate prima con il pensiero di Dio poi con il pensiero dell’Uomo.
C’è un costante scambio di vedute tra la città e la montagna.
Nel tempo, attraverso linguaggi differenti come quello dell’arte prima e dell’architettura dopo, è nata la costruzione del paesaggio in montagna.

All’inizio del 1900 si consiglia di escludere l’uomo dalle rappresentazioni della montagna nella fotografia e nelle immagini in movimento. Human forms break alpine solitude.
All’inizio del 2000 la Go Pro mette in commercio il primo modello di videocamera. Go Pro. Go Everywhere. L’uomo diventa una camera. Lo aveva suggerito Williams Burroughs.

Molti film di fantascienza sono ambientati sempre in un futuro dove il paesaggio è il risultato dello scontro diretto tra uomo e natura.
Vince l’uomo. La natura si estingue.
Vince la natura. Si allagano le metropoli, la giungla oppure il deserto mangia le città.
L’uomo può scegliere di tornare a vivere secondo usanze e costumi tribali oppure abbandonare la terra e fuggire sullo spazio. Qui può ricominciare da capo con l’aiuto della serra che si è portato dentro l’astronave.

La sensazione che si prova ascoltando ad alto volume la battuta della cassa nella musica dance che inizia a salire è la stessa che si percepisce guardando le montagne in quota. Lo sguardo in montagna ha il ritmo di una cassa dritta estremamente silenziosa. Il ritmo della musica Dance è lo stesso di quello della scalata. Ripetizioni di suoni e di forme che atteggiano ad una progressione che sale, sale per poi tornare a ripetersi.

La fine del 1900 suonava come una musica che ha privilegiato il ritmo alle parole. Forse ci siamo persi le emozioni collettive dei grandi eventi, delle canzoni cantate tutte insieme. Ma quando finisce un secolo breve bisogna farci i conti. Di solito i testi nella musica House sono molto brevi e ripetitivi.
La sigla della trasmissione “In the Mountains” è The Whistle Song di Frankie Knuckles mixata alla voce di T.S. Eliot che legge un brano da What The Thunder Said, il quinto movimento del poema The Waste Land.

Il dj anticipa i gusti del pubblico come fa un curatore di arte contemporanea. L’arte di mandare a tempo i tempi. Oggi gli alpinisti si muovono in elicottero per fare il concatenamento delle pareti come i dj a Capodanno oppure durante le stagioni dei festival.

Ho questi ricordi di capannoni industriali che rimbombano sotto i colpi della techno. Gli indumenti militari erano molto di moda. Il colore era nero. Tutti indossavano un bomber dell’Alpha.
Poi nella seconda metà anni ’90 arrivarono, insieme al declino della scena, le giacche North Face. Parete Nord. Oggi i capannoni sono chiusi ma fuori è tutta una Parete Nord.

Gli smile sono saltati fuori dalle pasticche e si sono messi belli comodi sui nostri cellulari.
Prima parlavano olandese, polacco. Adesso è una faccenda tra la Treccani e la Zanichelli a chi fa prima. Tutto il resto è Sport e Black Metal.

2014. Proteggi il tuo futuro, cambia il tuo passato. Gli X-Men si candidano alle elezioni.
I club di Ibiza sono vuoti perché l’estate i dj suonano nei musei, i curatori ai party.

Uno sguardo del futuro nel presente in un luogo del passato.
Guidare un’auto elettrica, fumare marijuana, esporre delle scarpe da ginnastica nelle librerie al posto dei libri che finiranno dentro un cassetto in una penna USB.
Alcuni saranno ancora in circolazione. Le Opere Complete di teatro di Eduardo De Filippo saranno pubblicate da Adidas al posto di Mondadori. L’unica edizione cartacea della Divina Commedia sul mercato sarà pubblicata da Gucci. La moda sarà il futuro dell’editoria.

La chiesa perderà molti adepti e l’immagine del proprio potere così dichiaratamente straight non sarà più difendibile come valida alternativa per sostenere l’uomo durante il proprio cammino.
Sullo spazio hanno ricostruito prima l’Amnesia della Basilica di San Francesco.
Di straight in futuro rimarrà solo la fede per la propria squadra del cuore.

Nel 2025 le nonne non ripassano più il solfeggio con i nipoti. Le nonne insegnano come si campiona una sequenza su Traktor. Le mamme invece delle orchidee coltivano marijuana idroponica.

La tecnologia è come un pappagallo ben addestrato, capace di duplicare e riprodurre qualsiasi codice. Soprattutto la propria Immagine.

Se Luigi Russolo dovesse comporre oggi Risveglio di una città costruirebbe subito un intona-rumore per riprodurre il suono del pappagallo.

Mi ero addormentato sprofondando in degli incubi atroci, sogni spaventosi molto diversi tra loro che si confondevano. I ricordi dei numerosi varchi onirici in cui mi ero perso prima di affogare nel mare nero dei sub assassini, erano sfocati e confusi. C'erano tanti bambini ad una specie di party in maschera, spagnoli in pantaloni corti che vendevano cocaina, mia madre che mi chiedeva se i tatuaggi si possono cancellare e tanti altri avvenimenti e personaggi mischiati che venivano mischiate da un croupier malvagio che vinceva tutte le partite.