Giorgio Cutini – Poesia

Roma - 30/01/2015 : 25/03/2015

Le opere di Giorgio Cutini sono fotografie che nascono da un perfetto mixage tra emozione e intelletto.

Informazioni

Comunicato stampa

Le opere di Giorgio Cutini sono fotografie che nascono da un perfetto mixage tra emozione e intelletto.
Ciò si esplica in modo particolare nel prezioso ciclo dedicato a Roma, dove sembra che l’artista si sia inoltrato in un misterioso viaggio superdimensionale. La stucchevole visione delle famose passeggiate romane, con pini, cupole e monumenti, viene da lui rivoluzionata. La sua Roma viene sognata ed evocata, molto più che fotografata. Da vapori, nebbie e ombre emergono profili riconducibili a qualcosa di appena riconoscibile

È l’impressione di un déjà vu che porta in risalto la capacità umana di oltrepassare le barriere dimensionali e aprire porte verso un universo interiore del quale gli esseri umani possono raggiungere solo una velata percezione. Le sue immagini di Roma, tendenti apparentemente all’astrazione, denotano allo stesso tempo un mondo interiore, un obiettivo fotografico primario che corrisponde all’ambito mentale e fisiologico più che a quello tecnologico. Nel suo linguaggio fotografico sembrano fondersi compiutamente le correnti principali del secondo ‘900, quali Metafisica, Surrealismo e Concettuale. Il suo racconto fluido porta lo spettatore ad avventurarsi dolcemente verso una dimensione dell’Oltre inteso come luogo della muta conoscenza, zona ideale che si alimenta delle speranze e dei desideri profondi di ogni essere umano.
Giorgio Cutini nasce a Perugia nel 1947. Dall’inizio degli anni ’90 inizia ad esporre le sue opere fotografiche in mostre personali e collettive. A tutt’oggi la sua attività di fotografo vive parallelamente a quella di chirurgo specializzato nelle nuove tecnologie e nella documentazione scientifica tramite la realizzazione di fotografie e filmati. Il suo interesse per la fotografia è nato dalla frequentazione di fotografi e artisti quali Mario Giacomelli e Ugo Mulas. Nel 1995 ha partecipato alla stesura dello storico Manifesto della fotografia "Passaggio di Frontiera" insieme, tra gli altri, a Mario Giacomelli e Gianni Berengo Gardin.
Con questi fotografi ha sempre condiviso una ricerca che, come dichiarato nel manifesto, deve in primo luogo soddisfare il bisogno di conoscenza interiore libero di spaziare tra realtà, astrazione e concetto.
Ha pubblicato e curato libri d’arte, cartelle di incisioni e fotografie con artisti e poeti contemporanei, nonché varie monografie del suo lavoro. Numerose le esposizioni in Italia e all’estero, vari gli articoli e le recensioni sulla sua attività, comparse sulle pagine culturali della stampa nazionale e su riviste specializzate.

a cura di Francesca Pietracci e Pál Németh
con un testo di Massimo Raffaeli
organizzazione Saturnino Di Ruscio
coordinamento Pina Guidi Catalini