Giorgia Valmorri – The past is not in my hands

Firenze - 17/08/2013 : 31/08/2013

‘Il passato non è nelle mie mani’ afferma Giorgia Valmorri. Un concetto forte e un corpo sonoro in viaggio, che sostiene e si sostiene senza ipotesi di dissoluzione, inserendosi con vigore nelle trame trasparenti che compongono il suo lavoro.

Informazioni

  • Luogo: SPRONE 6
  • Indirizzo: via dello Sprone 6- 50125 - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 17/08/2013 - al 31/08/2013
  • Vernissage: 17/08/2013 ore 18,30
  • Autori: Giorgia Valmorri
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Sito web: www.disambiguartspace.com
  • Email: carlapaiolo@gmail.com

Comunicato stampa

‘Il passato non è nelle mie mani’ afferma Giorgia Valmorri.
Un concetto forte e un corpo sonoro in viaggio, che sostiene e si sostiene senza ipotesi di dissoluzione, inserendosi con vigore nelle trame trasparenti che compongono il suo lavoro. Materiali artificiali ed elastici, come le tessiture di silicone, composte di tracce di memoria che non ha senso rilevare: urge il desiderio di nuovo, di percorrerle. Il nostro sguardo si muove, partecipiamo al desiderio nomade di casa temporanea che abilmente tesse per noi


Persino le inclusioni di materiali organici alterati dal tempo, si disfano repentinamente del passato che li ha condotti a nuova natura. Si danno come possibilità di un presente da forgiare, logica dell’atteggiamento pragmatico legato al fare, con nuovi presupposti.
L’approccio libero di chi fa della perdita un elemento costruttivo è in sintesi lo sguardo dell’artista, proteso in avanti e vigile nella cura di ogni interstizio.
Le installazioni site-specific nascono connaturate con lo spazio che le accoglie, ma allo stesso tempo possono essere trasferite in un luogo diverso e assumere un significato altro senza perdere la loro forza.

Disambigua Art Space presenta a Firenze ‘The past is not in my hands’ di Giorgia Valmorri, inaugurando così il primo progetto pensato per un luogo fisico, in seno a quello che si può definire uno spazio mobile ‘senza pareti’, composto anche da una realtà virtuale, neo-nata.
Il progetto che vede Valmorri interprete si articolerà in due momenti e fasi processuali distinte, in due diverse città: Firenze e New York City.
Firenze apre un tempo necessario di riflessione sulla presenza-assenza del contemporaneo. Una perla vintage chiusa al nuovo, depositaria di ricchezza e passaggi d’inestimabile valore, quindi presumibili risorse mal gestite. Una storia che provoca quasi un eccesso di storia, verrebbe da chiedere, non chiedersi.
New York city, sarà invece luogo di residenza/ricerca in cui l’artista indagherà la grande assenza partendo dalle mura investigate a Firenze. Mura reali e mentali percorse e trasferimenti di punti/traccia per l’elaborazione quindi di un altro disegno urbano, trame nuove e rilievi sonori di collegamenti possibili. Due città a confronto, due piani prospettici da incrociare o restituire in parallelo su piani divergenti. Tutto ciò visibile al termine della ricerca, in un terzo spazio neutro e successivo.
Firenze e un’artista che con grande fermezza dichiara quanto sopra: ‘il passato non è nelle mie mani’. Via dello Sprone, e una piazza scelta perché risuona di peste e di prostituzione, piazza della Passera per l’appunto. Le mura saranno quelle che ospitano la sosta, un momento di convivialità, con e tra la gente. Tra la gente.
Uno sguardo sincero di chi re-agisce, con il fare, con la poesia. Quella al quale il fruitore sarà chiamato a riflettere, anche attivamente, seguendo le istruzioni-inviti che l’artista ha pensato come protesi del lavoro e collegamento per ulteriore possibilità di comunicazione.

Disambigua è uno spazio che si muove. Un dispositivo che segue urgenze e si inserisce in tessuti che eludono la coerenza, tra zone sospese e paesaggi praticabili. Si alimenta di relazioni come appunti da incastonare in un terreno diafano, edificando al sentore dell’anomalia. Disambigua non avanza cliché. Rileva e registra allineamenti di natura aleatoria, costituendosi come elemento legante di format che superano il concetto di forma intesa come principio determinato. Si rigenera pensando a ciò che sfugge. Transito di passeggeri con accesso verticale, per una danza in differita di condotti preposti al respiro.