Gillo Dorfles – Roma Doma?

Roma - 26/11/2013 : 26/11/2013

L'incontro sarà l'occasione per una conversazione libera ed eclettica con Gillo Dorfles che, partendo dalla sua Roma, quando era studente di medicina nei primi anni Trenta, parlerà dei suoi incontri, dell’architettura e dell’arte, come un viaggio tra avanti e indietro, tra alto e basso, tra significati reconditi e rivelazioni multiformi.

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Comunicato stampa

Essere specializzati, senza aver un orizzonte ampio di riferimento culturale, disciplinare e di curiosità sul mondo, rappresenta un atteggiamento ripetitivo, autoreferenziale, accademico nel suo significato più negativo. Gillo Dorfles non è mai stato, non è e non sarà mai, un intellettuale di questo tipo, perché per lui l’apertura sul mondo significa non chiudere mai la porta a nuovi percorsi, a nuovi incontri, e non gli ha mai precluso di superare gli steccati disciplinari per guardare nei “giardini altrui”. Se questo atteggiamento per alcuni significa essere eclettici, nel suo significato più alto, allora Dorfles rappresenta il massimo dell’eclettismo

Come scrive Benjamin, a proposito della noia, «proviamo noia quando non sappiamo cosa stiamo aspettando. Saperlo o credere di saperlo è quasi sempre solo espressione della nostra superficialità o della nostra distrazione. La noia è la soglia verso le grandi imprese». Uno dei concetti fondamentali della sua attività di studioso e di artista è senz'altro il rapporto tra opera d’arte e gusto contemporaneo. Nel 1958 scrive: «Contrariamente al senso comune, il pubblico di solito è più sensibile, spontaneamente sensibile, ed accessibile ai fenomeni artistici del presente, e ben poco a quelli del passato. Questo significa che il gusto estetico è reso sempre più incerto tra questa oscillazione tra memoria di un presente trascorso, ma certo, e un presente spesse volte non riconoscibile attraverso i modelli culturali che nel tempo abbiamo definito». Dorfles è sempre teso, invece, verso l’oggi, il presente, non perché coniughi passivamente una visione “storicistica” della cultura e dell’arte, ma in quanto espressione, anche contraddittoria, del modo in cui si forma e si determina il gusto di un’epoca: «L'arte piace, a seconda delle epoche, e non piace; il bello non è una cosa in sé ma è quello che piace». L'incontro sarà, dunque, l'occasione per una conversazione libera ed eclettica con Gillo Dorfles che, partendo dalla sua Roma, quando era studente di medicina nei primi anni Trenta, parlerà dei suoi incontri, dell’architettura e dell’arte, come un viaggio tra avanti e indietro, tra alto e basso, tra significati reconditi e rivelazioni multiformi.

Gillo Dorfles è nato a Trieste nel 1910; è pittore, critico d’arte, teorico e storico. Fondatore nel 1948 del Movimento di Arte Concreta MAC, con Monnet, Soldati e Munari, di cui è stato un cardine teorico. Ordinario di Estetica a Milano, Cagliari e Trieste; ha insegnato, come visiting professor, in decine di università nel mondo. Autore di innumerevoli saggi di estetica, tra i quali: Ultime tendenze nell’arte di oggi, Le oscillazioni del gusto, Kitsch. Collabora, dagli anni Settanta, con il “Corriere della Sera”. Oggi vive e lavora a Milano.

Aldo Colonetti, filosofo, ha studiato con Enzo Paci e Gillo Dorfles. Direttore Scientifico IED (Istituto Europeo Design), della rivista “Ottagono” e di “Compositori Comunicazione”. Ha fatto parte del Comitato Scientifico della Triennale di Milano, del Comitato Presidenza ADI, del Consiglio Italiano del Design (Ministero della Cultura). Nel 2001 ha ricevuto, per meriti culturali, il titolo di “Member of British Empire” dalla Regina Elisabetta. Autore di saggi, curatore di mostre in Italia e all’estero. Collabora con il “Corriere della Sera”; fa parte dell’Advisor Board della Fondazione 3M, ed è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Ragghianti.