Gianni Pinnizzotto – Perù

Roma - 21/06/2014 : 21/07/2014

“Perù - tan lejos tan cerca” - l’ultimo lavoro di Gianni Pinnizzotto, Direttore della Graffiti, fotoreporter specializzato nel reportage sociale.

Informazioni

Comunicato stampa

"Perù - tan lejos tan cerca” - l’ultimo lavoro di Gianni Pinnizzotto, Direttore della Graffiti, fotoreporter specializzato nel reportage sociale. È il racconto di una scoperta e di un incontro: quello con il Perù, paese difficile e affascinante, e quello con i volontari dell’Operazione Mato Grosso, persone che ogni giorno si dedicano alla formazione di giovani, all’assistenza di anziani e bambini, all’aiuto agli adulti che vivono nella zona di Chacas, meta finale del viaggio, a 3500 metri sulla Cordigliera delle Ande.
È questo il cuore della mostra che sarà inaugurata sabato 21 giugno al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L

Pigorini” a Roma e che resterà aperta fino al 31 agosto 2014.
Lo sguardo dei fotografi ha incontrato i volti e le storie di tutte queste persone, che entrano da protagoniste nel racconto fino a sostanziarlo e dargli significato. Il protagonista non è l’occhio del reporter: le foto sono storie in sé, sono quella situazione, quella condizione, sono una sensazione, un sentimento, una persona, sono quelle persone con la loro vita.
In mostra circa 200 fotografie: bianco e nero e colore si alternano creando un contrasto di grande efficacia che di per sé dà già il senso del racconto. Chiaroscuri, ombre e luci di una realtà che si incrociano, in un’altalena di gioia e sofferenze, speranze e calore umano.
Inoltre - a colori - le incredibili bellezze naturali del Perù, quelle delle altrettanto sorprendenti testimonianze della sua storia. Poi c’è il Perù come è ora, le sue città, i suoi abitanti, la vita quotidiana. Potenti intensi ritratti, quasi sempre in bianco e nero, di volti che sono per sé stessi un racconto. Rughe che si susseguono sui visi bruciati dal sole, per raccontare una vita di fatica.
La mostra propone al visitatore un viaggio attraverso 22 pannelli, che si presentano come stazioni diverse di uno stesso percorso, e raccontano ognuna una tappa del cammino e della ricerca fatta dagli autori.
A margine della mostra, un breve percorso introduttivo su Rolando Fava, uno dei più grandi fotoreporter italiani, autore tra le altre della storica foto del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, in Via Caetani a Roma, e sul premio a lui intitolato con una breve esposizione di fotografie dello stesso Fava e dei vincitori delle prime due edizioni della borsa di studio.