Gianni Bertini – Storia di un uomo senza storia

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE BISCOZZI RIMBAUD
piazzetta Giorgio Baglivi 4, Lecce, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Apertura al pubblico: 16 maggio –13 settembre 2026
dal martedì alla domenica, dalle ore 17.00 alle 21.00. Chiuso il lunedì.Aperto martedì 2 giugno, chiuso sabato 15 agosto

Biglietti

€ 5,00.Ingresso alla collezione permanente + mostra: € 8,00. Ridotto: € 5,00 per gruppi superiori alle quindiciunità,residenti a Lecce e provincia, minori di diciotto anni, scolaresche della primaria e delle secondarie, studenti di università, accademie d’arte e conservatori provvisti di tesserino, insegnanti,soci dell’ICOM.Gratuitoper bambini fino ai seianni, diversamente abili (e accompagnatore), un accompagnatore per ogni gruppo, guide turistiche, giornalisti con tesserino

Editori
DARIO CIMORELLI EDITORE
Artisti
Gianni Bertini
Curatori
Roberto Lacarbonara, Thierry Bertini
Uffici stampa
MARIA BONMASSAR
Generi
arte contemporanea, personale

Mostra dedicata a uno dei più originali e autorevoli artisti che, operando tra l’Italia e la Francia, fu precursore e interprete della trasformazione culturale europea nel secondo Dopoguerra.

Comunicato stampa

Venerdì 15 maggio 2026, alle ore 18.00, la Fondazione Biscozzi | Rimbaud di Lecce, in collaborazione con l’Associazione Gianni Bertini (Milano) e l’Archivio Frittelli per l’Opera di Gianni Bertini (Firenze), inaugura la mostra Gianni Bertini. Storia di un uomo senza storia, a cura di Thierry Bertini e Roberto Lacarbonara, dedicata a uno dei più originali e autorevoli artisti che, operando tra l’Italia e la Francia, fu precursore e interprete della trasformazione culturale europea nel secondo Dopoguerra.

Con oltre 40 opere e una selezione di libri d’artista – tra cui il romanzo inedito che dà il titolo all’esposizione – la mostra si concentra su un tratto specifico, tra i più originali e avvincenti, della produzione di Gianni Bertini (Pisa, 1922 – Caen, 2010), compreso tra il 1946 e gli anni Settanta, indagando tre nuclei principali della ricerca: dai Gridi degli anni Quaranta, all’ampia produzione informale degli anni Cinquanta, fino al successivo concepimento e all’elaborazione della Mec-Art.

Si tratta di un’epoca in cui l’artista dimostra una notevole capacità di recuperare la forza rivoluzionaria delle avanguardie di inizio Novecento – dal Futurismo al Dadaismo – anticipando al tempo stesso una cultura visiva sempre più dominata dalla comunicazione di massa, dalla serialità della macchina e dalle logiche della produzione capitalistica.