Gianni Atzeni – Sequenze indotte

Cagliari - 10/07/2015 : 30/07/2015

La mostra consiste in circa trenta opere grafiche di piccole, medie e grandi dimensioni eseguite prevalentemente con la tecnica incisoria della maniera nera.

Informazioni

  • Luogo: (IN)VISIBILE
  • Indirizzo: Via Barcellona 75 - Cagliari - Sardegna
  • Quando: dal 10/07/2015 - al 30/07/2015
  • Vernissage: 10/07/2015 ore 19
  • Autori: Gianni Atzeni
  • Curatori: Erica Olmetto
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal giovedì al sabato, 19.00 – 21.00
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

enerdì 10 luglio 2015 alle ore 19.00 presso lo spazio espositivo (In)visibile in via Barcellona 75 a Cagliari, la rassegna Post Organico: The Day After prosegue con la mostra personale dell'artista Gianni Atzeni, Sequenze Indotte.

Il progetto della mostra prevede due parti espositive: il nucleo principale delle opere sarà allestito presso lo spazio (In)visibile, luogo dell'inaugurazione.
In contemporanea, una particolare sezione delle opere in mostra, visibile anche grazie ad una video installazione, sarà allestita nel secondo spazio espositivo, lo studio dell’artista in via Napoli, 80.
All'inaugurazione della mostra presso lo spazio (In)visibile, alle ore 21.30, seguirà la performance <KRIORBS 9 di Gianni Atzeni con la partecipazione di Roberto Zanata e di Roberto Musanti.

La mostra consiste in circa trenta opere grafiche di piccole, medie e grandi dimensioni eseguite prevalentemente con la tecnica incisoria della maniera nera. Partendo dall'immagine del fiore, nata per caso dall'utilizzo della rafia, materia semplice e di recupero che lega ancora una volta i suoi lavori a un linguaggio di matrice nettamente informale, Atzeni ha realizzato un percorso di ricerca praticando alcune opportune variazioni nel processo di incisione e stampa. I sottili fili di rafia si uniscono tra loro dando vita alle immagini di fiori e formando i nodi, con un preciso rimando al legame affettivo e familiare. Attraverso una ricostruzione delle figure incollate su tavole di varia lunghezza, caratterizzate dall'accostamento voluto delle singole opere incise e stampate, l'artista pratica un rimpicciolimento delle immagini che man mano compongono altre forme sempre meno bidimensionali, fino alla creazione di vere e proprie sequenze di elementi volumetrici, realizzate sfruttando gli effetti chiaroscurali ma sempre con l'utilizzo della maniera nera, strettamente collegate al concetto di segno indotto. In questa particolare teoria, fondamentale nell'atto dell'incisione, la creazione di segni attraverso precisi gesti dell'artista generano degli spazi che, emergendo dal supporto, mostrano la presenza di forme geometriche o naturali, dette sequenze indotte, in quanto la loro esistenza presuppone un principio non casuale ma costruttivo della forma.

La performance, consistente in una rappresentazione visiva e sonora realizzata in progress dall'artista con il supporto musicale di Roberto Zanata e Roberto Musanti, rappresenta una trasposizione in chiave interattiva del lavoro grafico di Atzeni, attraverso la combinazione di materiali poveri e supporti tecnologici, frutto delle ultime ricerche sperimentali portate avanti dall'artista nel campo dell'incisione e della grafica.