Gianmaria Giannetti – Senza Titolo

Ostuni - 21/06/2014 : 30/06/2014

Il secondo evento con cui per quest'anno la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni movimenta lo Spazio Purgatorio, è rappresentato dalla mostra con cui Gianmaria Giannetti ci presenta i suoi nuovi lavori: “Senza Titolo (Anche se è il mio quasi compleannoi)”.

Informazioni

Comunicato stampa

Il secondo evento con cui per quest'anno la Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni movimenta lo Spazio Purgatorio, è rappresentato dalla mostra con cui Gianmaria Giannetti ci presenta i suoi nuovi lavori: “Senza Titolo (Anche se è il mio quasi compleannoi)”.

Personaggi strani, un po’ funesti ma buffi sono quelli che si affacciano dalle opere di Giannetti che sceglie di raccontarci di una vita passata, lontana ma non troppo, vissuta però con gli occhi del “ragazzo” di oggi




Ecco come Carmelo Cipriani, curatore della mostra, ci apre al nuovo mondo dell’artista:

“Ha il fascino dell’eccentrico Giannetti, l’irriverente compostezza dell’outsider captato dal sistema. Un magnetismo personale che nella pittura trova un puntuale riscontro, mediante la creazione d’immagini ironiche e attraenti, sottilmente provocatorie e animate da un’attitudine multiculturale. Il suo vocabolario è composto da frammentate annotazioni, sia iconiche che testuali, ricomposte in un package pittorico e registrate con spontaneità infantile. Un’accumulazione di elementi dissimili, che entrano in un impianto formale preesistente, frantumandone l’unità e creando un sistema di pause e accostamenti.
L’artista semplifica l’immagine attraverso un tratto veloce che delinea e campisce le figure, relegandole su un piano strettamente bidimensionale. Un movimento ritmico lega fra loro le sue maschere ossessionanti, la cui irruente presenza aggetta da fondi sbiaditi di vecchie immagini in bianco-nero. Il ricordo, flebile, si cristallizza in immagini caleidoscopiche, cronologicamente sospese, in cui attitudini, linguaggi e iconografie antiche si combinano ad un immaginario futuristico.
I suoi curiosi personaggi assumono la moderna condizione di segni: figure umane stilizzate e metamorfiche dotate di una peculiare forza comunicativa e animate da una tensione irrisolta tra il mondo fittizio dei cartoons e quello della realtà umana, spesso fatta di angoscia e degrado.
Un’universalità meticcia basata sulla categoria della simbiosi e dell’ibridazione. Ricorrendo ad immagini di repertorio, Giannetti pone in discussione le consuete strutture socio-culturali, provocando ripetutamente lo spettatore. Un attacco al mondo borghese e perbenista, compiuto inscenando figure aberranti, caricature di uomini mediocri stagliati su scenari anonimi come quelli davanti ai quali, un tempo, negli studi fotografici, si ponevano compiaciuti effigiati.
La sua realtà scarnificata, manipolata con leggerezza, dispiegata senza timore, è composta da un repertorio iconico assolutamente personale, perfettamente riconoscibile nella sua ridondante sintesi. Abolizione di regole prospettiche, segni volutamente acerbi e taglienti, immagini fumettistiche, puerili nella resa, ma concettualmente inquietanti, sono gli ingredienti di una figurazione di sicuro impatto, di fronte alla quale si resta attoniti e inermi; un universo parallelo in cui rifugiarsi riacquisendo la dimensione infantile, senza perdere, però, coscienza e consapevolezza dell’età adulta”.


Gianmaria Giannetti è nato a Milano nel 1974. Conseguita la laurea in Filosofia all’Università di Milano, nel 2011 si aggiudica la Palma d’Oro per l’Arte Contemporanea a Cannes.
Ha tenuto numerose personali. Tra le più recenti: 2012 – Fare il mondo muto, a cura di G. Damiani, F. Marino, F. Ricordy, Galleria Fondaco + Galleria Orizzonti Arte Contemporanea, Roma; O-NTOLOGICA, a cura di Antonella Marino, Galleria Orizzonti Arte Contemporanea, Ostuni; If I had been more intelligent, who knows where I could be, a cura di Carolina Lio, Infantellina Contemporary Art, Berlino. 2010 – Se cade il cielo sulla mia testa, a cura di Beatrice Bregoli Orts, Galleria Monteoliveto, Nizza-Napoli; Asilo Politico, doppia personale con Francesco De Molfetta, a cura di Antonella Marino, Galleria Orizzonti Arte, Bari; 2009 – La signorina morte non è stata invita, a cura di Antonella Marino, Galleria Bluorg, Bari; 2008 – Male che vada mi suicido risorgo compro un’astronave e copro tutto l’universo di giallo, a cura di Salvatore Galliani, Studio Ghiglione, Genova; 2006 – InBocca, a cura di I. Quaroni, Spazio Bocca, Milano; Invisibili magie e i giocattoli delle macellerie, a cura di MoArtArteca, Galleria Sangiorgio, Napoli; 2007 – 1987: rimandato in lima, a cura di Maurizio Sciaccaluga, Galleria Asilo dei Grandi, Palo del Colle (BA); 2004 – Fatafavola, a cura di Beatrice Bregoli Orts, Camera di Commercio Italiana, Nizza; La storia di Vera Blu, Galleria Silvens P, New York; 2003 – Calciinfaccia, Galleria Bersani Arte Contemporanea, Finale Ligure (SV); 2001 – H.I.Z., House 74, Berlino.
Tra le collettive: 2013 – Ibridazione, a cura di Antonella Marino, Beluga Art Project Space, Rutigliano; 2012 – Intimity, a cura di Azzurra Utta, NNM Space, Milano; Ouverture. La Festa dell’Arte, a cura di R. Lacarbonara, A. Frugis, N. Zito, Museo Pino Pascali, Polignano a Mare (BA); 2011 – Pulse Art, a cura di Nico Noviello, Galleria Sliding, Etra Sant’Agata dei Goti (BN); La Strada: previsioni dal post (mondo), a cura di Mariapaola Spinelli, Galleria Bluorg, Bari; 54° Biennale di Venezia, a cura di V. Sgarbi, Padiglione Italia/Puglia, Complesso monumentale di Santa Scolastica, Bari; 2009 – My World, a cura di Francesco Liggeri e Giuliana Tammaro, Spazio Paraggi, Treviso; Wet and Dry, a cura di Gigi Rigliaco e Giada Todaro, Palazzo della Cultura, Galatina (LE); 2008 – Another green world, a cura di Marilena Di Tursi, Galleria Asilo dei Grandi, Palo del Colle (BA); Children’s Object, a cura di Matilde Puleo, Galleria Mega + Mega, Palazzo Chianini, Arezzo; 2006 – Italiani a Parigi, a cura di Morena Campani, Salone Internazionale dell’Arte Italiana, Parigi; Antologhia Mahon, a cura di Chiara Canali, Galleria delle Battaglie, Brescia.