Gian Maria Tosatti – Sette stagioni dello Spirito

Napoli - 26/09/2013 : 30/11/2013

Presentazione di Sette Stagioni dello Spirito, progetto di Gian Maria Tosatti, a cura di Eugenio Viola, promosso e sostenuto dalla Fondazione Morra.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 26 settembre 2013 alle ore 12:00, nella sala conferenze del Museo Nitsch si presenta Sette Stagioni dello Spirito, progetto di Gian Maria Tosatti, a cura di Eugenio Viola, promosso e sostenuto dalla Fondazione Morra.

Sette è il numero delle stanze in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’anima dell’uomo ne Il Castello Interiore (1577). Sette le Opere di Misericordia cui Caravaggio dedica il suo quadro più emblematico (1606- 7). A partire da queste suggestioni, Gian Maria Tosatti realizzerà nell’arco di due anni un ciclo di lavori che avranno come elemento d’indagine la città di Napoli



Lo studio di Tosatti procede sempre da un’articolata ricerca sull’identità dell’essere umano e delle sue manifestazioni, di cui le città possono essere considerate le costruzioni più complesse. Seguendo una metodologia già applicata in passato a realtà come Roma e New York, l’artista ha iniziato a lavorare su Napoli, città dai forti contrasti e che tutto in sé contiene, scelta come campo d’indagine privilegiato per un ciclo di sette installazioni ambientali site-specific, che avranno come oggetto i limiti del bene e del male nell’uomo.

Il progetto si svilupperà in Sette tappe, dislocate in Sette diversi luoghi della città, da realizzarsi nel corso di due anni, fra il 2013 e il 2015. Ogni opera sarà ispirata ad una delle diverse sezioni dell’anima descritte da Teresa de Jesus, pur presentandosi, ognuna, sempre come un’opera indipendente, focalizzata sul suo rapporto col nostro presente storico e coi conflitti e le lacerazioni che lo caratterizzano.

Data la natura della sua ricerca, le installazioni ambientali sono il medium privilegiato da Gian Maria Tosatti. Le sue opere sono da considerarsi “situazioni” complesse, rette da una tensione fra una base concettuale e un forte impatto visivo ed emotivo. I visitatori, rigorosamente uno alla volta, entrano all’interno degli spazi ricreati dall’artista come se stessero vivendo una vera e propria esperienza. In questo senso, il loro modo d’agire e reagire diventa un elemento rivelatore di alcuni aspetti della loro stessa identità. Lo spazio, in quest’ottica, diventa un grande macchinario introspettivo, uno schermo quadridimensionale in grado di raccogliere e proiettare le immagini generate dal visitatore, rendendo ogni singola visita, un’esperienza irriducibilmente soggettiva e quindi unica.

In occasione della conferenza stampa, sarà ufficialmente presentata la prima tappa del progetto: 1_La peste, che su precisa volontà dell’artista, ha già avuto parzialmente corso nel corpo della città.