Giacomo Vanetti – Unrest Redux

Palermo - 17/03/2017 : 02/04/2017

Il fotografo e video artist Giacomo Vanetti presenta nello spazio di Dimora Oz alcuni dei suoi recenti lavori: tre opere composte da tre scatti in installazioni differenti.

Informazioni

  • Luogo: DIMORA OZ
  • Indirizzo: Palazzo Sambuca - via Francesco Riso 9 palermo - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 17/03/2017 - al 02/04/2017
  • Vernissage: 17/03/2017 ore 18
  • Autori: Giacomo Vanetti
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Il fotografo e video artist Giacomo Vanetti presenta nello spazio di Dimora Oz alcuni dei suoi recenti lavori: tre opere composte da tre scatti in installazioni differenti. La prima è TWO RIGHTS MAKE ONE WRONG, dove le immagini sono il risultato di una sovrapposizione di due negativi 6x6 proiettati su una lastra di alluminio. Il soggetto è un nudo di donna coperta da una maschera in lattice che la priva della vista e le consente di respirare solo dalla bocca

I due negativi sovrapposti creano una terza immagine, da qui il titolo, che muta a seconda della nostra posizione rispetto alla lastra di alluminio. Tutti i materiali usati sono stati recuperati ed assemblati per lo scopo, dai telai per le diapositive al proiettore. Temi del lavoro sono il movimento, la costrizione e l’interferenza, oltre alla ricerca costante di un rapporto tra opera e osservatore. La seconda, DEATH OF A PARTY, è un opera installativa: cinque foto in bianco e nero solarizzate stampate su carta e incorniciate e illuminate con una luce a led colorata che richiama l’effetto di una palla da discoteca. Un tentativo di solarizzazione che induce ad una nuova profondità dell’immagine, quasi un rilievo di questo nero su nero. Un Lightbox in cui è presentata una sovrapposizione di immagini effettuata direttamente in macchina in fase di ripresa, successivamente scansita e ingrandita digitalmente, un visore 3D analogico in cui è presente una sovrapposizione di immagini stereoscopiche effettuata in camera oscura su pellicola litografica. Death of a party, la “morte della festa”, è una situazione di limbo in cui è difficile persino percepire quello che vediamo. In questo caso il soggetto, sempre femminile, indossa una maschera raffigurante un teschio. Anche in questo caso il movimento è parte centrale del lavoro. Sia in fase di ripresa che di fruizione i corpi sovrapposti si mischiano e si sommano a seconda di come viene osservata l’opera creando così un immagine mai fissa. Tema del lavoro, oltre ad errore e molteplicità, è un senso di abbandono, di solitudine e frustrazione. La terza, il VIDEO, è un dvd di 5 minuti proiettato in loop con sonoro. Ci sarà anche un video che verrà proiettato attraverso una vecchia televisione e filtrato con un reticolo di diffrazione in interazione con il fruitore. Al video si accompagna una registrazione audio realizzata ad hoc. Quindi per essere fruito dovrà essere visto indossando un paio di cuffie stereo. Probabile anche l’utilizzo di una sedia o di una poltrona per rendere l’esperienza ancora più “unica”.
Interessato a ricercare quella diversità che costituisca un’alternativa, Giacomo Vanetti (Varese 1974) sperimenta forme espressive basate sulle deviazioni dal linguaggio fotografico comune: quell’ossimoro, ipallage, paronomasia o altro in grado di trasmettere l’indecifrabile complessità del sentire umano. L’apparente casualità nelle operazioni e nelle scelte è saldamente guidata dall’istinto e la continua ricerca del sublime porta Vanetti a cogliere un attimo irripetibile lungo un processo instabile, destinato a calare. Un processo in cui a ogni passaggio acquista o perde significato, un telefono senza fili in cui l’oggetto iniziale viene distorto e trasfigurato da passaggi in successione, spazio potenziale e luogo di transizione, tra irreale e realtà, attraverso cui temperare i propri desideri irrisolti, quell’universale sentimento di castrazione che affligge l’uomo contemporaneo. Vanetti si pone in dialogo con quegli agenti esterni, talvolta ricercati, talvolta imprevedibili, che inevitabilmente si interpongono tra il significante e il significato, quel continuo brusio di fondo che noi tutti avvertiamo.
Giacomo Vanetti / Unrest Redux
www.giacomovanetti.com - [email protected]

Dimora OZ è un laboratorio di arti visive, performative e multimediali, uno spazio transdisciplinare animato da numerosi artisti residenti a Palermo: è una art factory che affronta tematiche contemporanee creando produzioni, eventi e workshop con una particolare attenzione alle dinamiche relazionali di collaborazione e partecipazione. Nasce dal progetto di placemaking culturale grazie al supporto di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, mecenate e operatore culturale da sempre partecipe allo sviluppo culturale e artistico del territorio.