Giacomo Leone – Architettura civica politica e sociale

Siracusa - 01/02/2018 : 02/02/2018

Un convegno e una mostra su Giacomo Leone.

Informazioni

  • Luogo: SCUOLA DI ARCHITETTURA DI SIRACUSA
  • Indirizzo: Piazza Federico di Svevia - 96100 - Siracusa - Sicilia
  • Quando: dal 01/02/2018 - al 02/02/2018
  • Vernissage: 01/02/2018 ore 15,30
  • Autori: Giacomo Leone
  • Generi: architettura, incontro – conferenza

Comunicato stampa

La sezione ‘Spazio, tempo e architettura’ del Centro Internazionale di Storia dello Spazio e del Tempo (CISST) con la Struttura Didattica Speciale di Architettura di Siracusa dell’Università di Catania, InArch-Sicilia e gli Ordini degli Architetti P.P.C. delle provincie di Catania e Siracusa hanno organizzato una iniziativa culturale per ricordare l’architetto Giacomo Leone a due anni dalla sua scomparsa


Giacomo Leone (Riposto 10.10.1929 - Catania 1.2.2016) oltre che animatore della vita politica, culturale e sociale a Catania del secondo Novecento, è autore di opere che segnano il paesaggio urbano, dialogano con la storia della città e affondano le radici nell’identità e nella natura del luogo. Di Catania non frequentava i salotti ma conosceva bene le strade e la piazza impegnato com’era nella vita cittadina a 360°.
Era architetto a tutto tondo, che si dedicava alla professione con impegno civico e funzione civile, un intellettuale al servizio della società. Spirito libero e coscienza critica ne caratterizzano il contributo, ed era per questo vittima dell’ostracismo di chi voleva si ritirasse anzitempo nel cimitero degli elefanti. Non gli si perdonò di essere uscito indenne dal controverso scandalo delle ciminiere.
Ce n’est qu’un début: nelle intenzioni questo non è che l’esordio di una collaborazione tra enti diversi accomunati da finalità culturale e produzione scientifica.
Questo primo appuntamento è l’occasione per cominciare a ragionare sull’opera di un architetto nel contesto spaziale (Catania e Sicilia) e temporale (il secondo Novecento) in cui ha operato. L’obiettivo non è quello di neutralizzare e sterilizzare – storicizzandola - una figura scomoda, che molti mal di pancia ha provocato ad amministratori e politici.
Al tempo stesso si approfitta per aprire una riflessione sulle specificità disciplinari di un mestiere complesso e contraddittorio come quello dell’architetto, incaricato di immaginare le trasformazioni dello spazio fisico in funzione dell’abitare della comunità, navigando tra i marosi degli interessi privati e dei bisogni pubblici. L’architetto non si limita a mettere in atto ma partecipa come può alla definizione delle politiche e all’individuazione degli strumenti utili a metterle in atto.
I prossimi passi saranno dedicati a fissare le impronte lasciate sul terreno consentendo un accesso alle fonti a tutti coloro che saranno interessati ad approfondirle, a riflettere sulle tante idee, scritti e progetti che ha generosamente offerto nel corso del tempo, che non sono passato ma costituiscono anzi spunti di riflessioni utili nel presente. È per non dimenticare che si cercherà di dare accesso alle fonti mettendo a frutto il lavoro di tutela che aveva portato avanti raccogliendo montagne di documenti e d’informazioni sulle dinamiche urbane catanesi e accumulando un corposo archivio finalizzato al consolidamento della memoria storica dalla quale partiva imboccando linee di ricerca percorse spesso in solitudine e isolamento.
Il programma dell’iniziativa che si terrà il 1 e 2 febbraio è articolato in 3 parti. La prima parte (DELL’ARCHITETTURA) si terrà a Siracusa e sarà focalizzata sull’architettura e le figure degli architetti Leone padre e figlio nel panorama italiano e catanese.

In quella sede verrà anche allestita una mostra fotografica con il frutto del lavoro di 11 studenti del corso di Fotografia e Arti Visive per l'Architettura che hanno fotografato altrettante opere catanesi, pubbliche e collettive, dell'arch. Giacomo Leone. Il pretesto è stato un esercizio didattico per utilizzare la fotografia come strumento d’indagine e conoscenza piuttosto che come atto interpretativo. Ogni lavoro, per ogni studente, è stato inteso come la registrazione di un'esperienza e la fotografia è stato lo strumento bidimensionale di trasmissione di quella esperienza spaziale. Nel limite scelto di dieci fotografie, si è privilegiato il ruolo urbano e di costruzione di contesti, non trascurando aspetti di attenzione alla qualità architettonica, di ogni singola opera. Più del risultato (peraltro interessante e apprezzabile) ha importanza della mostra il processo, che ha il carattere della sperimentazione e della ricerca, intimamente legato alla produzione di questo architetto vulcanico. A testimoniare la qualità di un’esperienza didattica che si discosta necessariamente dalle lezioni ex-cathedra, sono esposte in mostra quattro 'sezioni' fotografiche fatte dal prof. Giuseppe Maisto che 'raccontano' lo studio dell’architetto, uno spazio abitato giorno e notte.
La seconda parte (NELL’ARCHITETTURA) si terrà nell’acceleratore nucleare di particelle dei Laboratori Nazionali del Sud dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, complesso realizzato da Giacomo Leone. Consisterà in una visita guidata e in un incontro nella sala conferenze con una serie di testimonianze, alcune spontanee altre già ora previste e strutturate in virtù di precisi contributi utili al progetto complessivo di restituzione della figura di Giacomo Leone.

Dopo la pausa/buffet nella sala ristoro della foresteria, i lavori riprenderanno con la terza parte (ARCHITETTURA IN/OLTRE) che si terrà sempre nella medesima sala conferenze e consentirà di allargare gli orizzonti.
A Emanuele Macaluso è affidato il compito di inquadrare la cultura politica nella Sicilia del Novecento, non un intervento da ‘torcicollo’ (solo rivolto indietro) ma una lettura dinamica del passato che aiuti a comprendere il presente in funzione del futuro che si va definendo. Il suo intervento sarà registrato a Roma per evitargli il viaggio e sarà poi montato per essere trasmesso in video.
Segue l'intervento di Antonio di Grado sul panorama culturale catanese della seconda metà del Novecento (e di riflesso di oggi), con particolare attenzione ad ArteArchitetturaLetteratura insomma al corpo umanistico per restituire il clima culturale della città.
Luca Zevi parlerà poi di Bruno Zevi che Giacomo Leone considerava maestro (l’amicizia nata nelle aule di San Trovaso dello IUAV - dove negli anni Cinquanta uno studiava e l’altro insegnava - era continuata per tutta la vita, alimentata da grande stima e rispetto recipoci), entrambi abitanti della storia e maestri di uno sconfinamento riconducibile all’incontenibilità del loro contributo in qualità di intellettuali militanti nel medesimo ambito disciplinare dell’architettura. Ciò conduce all'affermazione dell’architetto come inter-mezzo, figura 'tra', di collegamento tra aspetti diversi della realtà politica, sociale, culturale, artistica, tecnica, ecc. ma animato dalla cultura del progetto come processo, indispensabile in ogni campo del sapere.
Infine Francesco Merlo indagherà il ruolo di Giacomo Leone come pubblicista che gli consentiva di intervenire nella vita della città e sul rapporto con lui stesso che gli fu committente con la richiesta di contributi brevi da pubblicare su La Sicilia.