Georgina Starr – The Joyful Mysteries of Junior

Genova - 20/01/2012 : 20/02/2012

Sull'ingresso del sito di Georgina Starr accoglie un cervello che galleggia nell'assenza di gravità del bianco. Sul cervello appoggia appena con un angolo, quasi fosse la puntina di un giradischi incantata su una parte corrotta, un trauma trasformato in ossessione, una carta degli arcani maggiori del gioco divinatorio dei Tarocchi. E’ l'imperatrice.

Informazioni

Comunicato stampa

GEORGINA STARR


The Joyful Mysteries of Junior



Inaugurazione Venerdì 20 Gennaio 2012, h 18.30.


Comunicato stampa


Sull'ingresso del sito di Georgina Starr accoglie un cervello che galleggia nell'assenza di gravità del bianco. Sul cervello appoggia appena con un angolo, quasi fosse la puntina di un giradischi incantata su una parte corrotta, un trauma trasformato in ossessione, una carta degli arcani maggiori del gioco divinatorio dei Tarocchi. E’ l'imperatrice

La materia da cui è informato il cervello appare rosa, densa e sensibile; assomiglia a quelle gomme da masticare altamente performative, dal gusto esagerato, simile alla fragola, in genere irresistibili per i bimbi, ma di fronte alle quali gli adulti, in special modo se genitori, inorridiscono. In Italia questo tipo di chewing gum si chiamano "Big Babol" (babol è una storpiatura della parola inglese bubble, il significato è grande bolla) e, ai nostri tempi, girava una voce, di fatto inutilmente dissuasiva rispetto a quella curiosa "suzione" artificiale, diffusa probabilmente da un adulto-genitore, che contenessero grasso di topo di fogna.

L'imperatrice rappresenta invece la donna completa, capace di amore e di comprensione, la madre, la creatrice, colei che avendo potere sulla natura è l'imperatrice. Per gli gnostici è la Pistis Sophia. Quando, durante la lettura dei Tarocchi capita l'imperatrice capovolta, la carta perde il suo significato benefico, indicando la possibilità di perdersi nell'astratto, segnala limitazione della propria espressività, civetteria, immaturità. I bambini sperduti (orfani) nella storia di Peter Pan rimangono per tutta la vita "ageless", senza età, fuori dal tempo. Quando Wendy chiede a Peter se sappia cosa sia l'amore, egli risponde seccato e evasivo che solo il suono di quella parola l'offende. Non a caso gli antichi saggi, da Pitagora a Platone, per conoscenza intendevano riconoscere, ricordare, fare emergere dalla memoria e ponevano la conoscenza in stretta relazione con la felicità.

Dietro a un bimbo smarrito, ci deve essere una madre che ha perduto il suo bambino, una madre smarrita, forse un'imperatrice capovolta.

Viene da associare l'immagine sul sito, il cervello rosa con sopra la carta, a un lavoro di Georgina Starr dal titolo "I Am the Medium", si tratta di un disco in vinile in cui ogni solco è chiuso, ogni traccia si ripete all’infinito se la puntina non viene spostata manualmente. Viene anche da pensare che siamo tutti dischi, che talvolta suonano tracce di voci così aliene alla memoria cosciente, da apparirci minacciose rispetto all'idea che ci siamo fatti sull’ identità. "I Am the Medium" contiene 250 estratti di letture di medium spiritici, interpellati dall'artista per conoscere il suo futuro. Come i ventriloqui, anche se con altre modalità, i medium spiritici hanno la capacità (doppiezza, schizofrenia?) di parlare con due voci: la propria e un'altra che sembra provenire dalle profondità remote del ventre, usata nello stato di trance per canalizzare i messaggi dell'al di là.

L'opera "I Am the Medium", può essere considerata il precedente immediato della quarta personale di Georgina Starr da pinksummer dal titolo "The Joyful Mysteries of Junior", o anche la causa maieutica per la quale il pupazzo Junior, creato dall'artista a sua immagine e somiglianza nel 1994, parte di "The Nine Collections of the Seventh Museum" ( Cafe Schlemmer, Den Haag, The Netherland,1994; Brilliant, Walker Art Center Minneapolis, USA, 1995; Campo, Venice Biennale, Italy, 1995; Here and Now, Serpentine Gallery, London, 1995; New Photography 12, Museum of Modern Art, New York, USA, 1996), è stato riportato alla luce, dopo essere rimasto chiuso in una valigia per 18 anni.

La scorsa estate Georgina Starr, a proposito della mostra a venire, ci raccontò che i medium psichici interpellati per "I Am the Medium", le predissero, con modalità vaghe e oracolari, una maternità, che in realtà l'artista non ha mai desiderato. Tale riflessione indotta sull'idea di maternità (sembra ridicolo a dirsi, ma non lo è per niente), ha fatto in modo che la valigia contenente uno Junior ormai diciottenne, seppure di necessità "ageless", si dischiudesse: "Era il 1994 quando ho fatto Junior, ero in una stanza di albergo all'Aia dove dovevo soggiornare per due settimane. L'ho fatto per combattere la solitudine e intrattenere me stessa. Con Junior ogni cosa sembrò andare meglio". Con Junior, Georgina Starr riuscì anche a ripetere "Long haired lover from Liverpool", la sua prima performance sonora, preparata religiosamente per settimane, per la recita in un Natale d’infanzia. Nel 1974 la famiglia dell'artista adottò una piccina, due giorni prima del Natale dello stesso anno, l'agenzia di adozione richiamò indietro la bimba. La piccola Georgina interpretò comunque, sulla traccia pop di Jimmy Osmond, "Long haired lover from Liverpool" in quel Natale in cui sua madre colassò per le troppe lacrime.

Il lavoro di Georgina Starr nella sua dualità oppositiva e paranoica, in cui il gioioso e l'innocente si manifestano sempre congiuntamente a qualcosa di inquietante e profondamente sinistro in agguato, appare come una sorta di metodo, meta-odos, un cammino attraverso cui affrontare qualcosa di doloroso e, anche in questo senso, "I gioiosi misteri di Junior" celebrano il rimpatrio del noto, citando Remo Bodei. In un bell'articolo apparso recentemente sul Domenicale del Sole dal titolo "Piacere di fare conoscenza", Bodei assimila questo percorso conoscitivo, meta-odos, che muove da qualcosa di ossessivo e traumatico, al gioco del rocchetto del piccolo Ernst di cui parlava Freud in"Al di là del Piacere". Il gioco consisteva nel lanciare il rocchetto lontano (al grido di Fort,cioè via) per poi ritrovarlo (urlando Da, cioè eccolo), mimando nella dilazione temporale, l'angoscia per l'allontanamento dell'oggetto amato (la madre) e la felicità del ricongiungimento.

A ben pensarci tutti i progetti di Georgina Starr presentati da pinksummer, compreso il "Da" di "The Joyful Mysteries of Junior", appaiono come un unico discorso che muove da una bambina scomparsa o smarrita: Bunny Lake, la sorellina, se stessa, per arrivare a parlare di madri assenti: quella di Bunny Lake, quella naturale della sorella adottata, della sua e forse anche di una madre mancata, se stessa.

In "The Bunny Lake Collection" informata e agita a Genova nel 2000, e poi alla Biennale di Venezia nel 2001, i bambini smarriti uccidevano, come spesso accade, le splendide adolescenti che avrebbero potuto essere.

In "Inside Bunny Lake Garden" del 2003, mostra presentata dapprima in scala reale outdoor a Villa Medici a Roma e poi in forma di modello da pinksummer, la claustrofobia era materializzata da un muro di mattoni rossi senza porte, senza via di scampo come certe infanzie. Bunny Lake è una bambina assunta da un film del 1967 di Otto Preminger "Bunny Lake is missing", nel quale fino alla scena finale non si capisce se la bimba esista davvero o sia la fantasia malata di una donna isterica. Georgina Starr vide per la prima volta il film nel 1980, mentre stava facendo la babysitter alla sorella adottata, perduta e ritrovata, una bambina che non ha mai conosciuto la madre naturale e che nel corso della vita è andata smarrita più volte.

In "The face of Another" del 2007, Georgina Starr affronta direttamente il tema della madre, la sua, intesa come doppio in un ritratto sintetico e straordinario, presentato tra cocci di bellezza mai goduta e ingodibile, infranta dal male oscuro e sottile della depressione. Verrebbe da dire che, nel bene e nel male, non c'è nessuno che meglio della nostra discendenza, fosse anche un pupazzo, riesca a conferire il senso del tempo.

Lacan definirebbe probabilmente Junior il pupazzo "le petit object a", un oggetto sostitutivo, una specie di sovrappiù di essere che nasce nel luogo di una mancanza. A differenza del simulacro e del feticcio, l'oggetto sostitutivo non nasce nel luogo di una mancanza simbolica, ma reale, dove cioè dovrebbe o potrebbe esserci quello che è assente e viene sostituito.

"The Joyful Mysteries di Junior" sarà un tripudio di cose, un mondo parallelo, come nella migliore tradizione della Starr: acquerelli, un piccolo palcoscenico, sculture, una cortina teatrale, video e fotografie di performer vintage intitolate "The Mothers". Tante donne, future o possibili madri come ballerine di varietà, che assistono distratte e attonite a un ventre che cresce e cresce da solo, come un'alterità straniante, fino quasi a scoppiare.



La galleria è aperta dal Martedì al Sabato, dalle 15.00 alle 19.30.





Pinksummer Palazzo Ducale-Cortile Maggiore Piazza Matteotti 28r 16123 Genova Italy

t/f +39 010 2543762 [email protected] www.pinksummer.com




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GEORGINA STARR

The Joyful Mysteries of Junior


Opening Friday January 20, 2012, 6.30 pm


Press release



The first page of Georgina Starr's website features a brain floating on a white gravity free background. On the brain, one card from the Major Arcana of the divinatory Tarot rests on its corner, almost like the pickup of a turntable which has stuck on a corrupted groove; a shock becoming an obsession. The card is The Empress. The matter forming the brain appears pink, dense and sensitive; it looks like those highly performative chewing gums; exaggeratedly sweet, tasting like strawberry, generally irresistible for kids, but abhorred by adults, especially parents. In Italy this kind of chewing gum is called "Big Babol" (big bubble, being "babol" a misspelling of the English word bubble) and, back in the day, there had been a useless dissuasive warning, diffused probably by some parent, about the ingredients supposedly containing rat fat.


‘The Empress’ represents the complete woman, capable of love and understanding, the mother, the feminine creator, the one who is empress because of her power over nature. For the Gnostics, she is the Pistis Sophia. When The Empress is upside down in a Tarot reading, the card drops its benign meaning and indicates the possibility of becoming lost in abstraction, referring to the limitations of personal expression, coquetry and immaturity. Lost children (orphans) in the story of Peter Pan remain ageless all life long, outside of time. When Wendy asks Peter if he knows what love is, he answers bothered and evasive that even just the sound of that word offends him. It is not by chance that ancient wise men, from Pythagoras to Plato, intended knowledge as the ability to recognize, remember, recall and use this knowledge to find happiness.

Behind each lost child, there must be a mother who has lost her child, a lost mother, maybe an Empress turned upside down.

One can associate the image on the website, the pink brain with the Tarot card, with a work by Georgina Starr called “I am the Medium” (2010). It is a vinyl record of locked grooves, each groove repeats endlessly until the needle is moved. It could be said that we are all records, sometimes playing tracks that sound so alien to our conscious mind that they appear threatening to our idea of identity. “I am the Medium” contains 250 excerpts from sittings with spiritualist mediums questioned by the artist about her future. Like a ventriloquist, even if with different modalities, a medium has the ability to speak using two different voices: his/her own and another one, that sounds like it is coming from remote and inner depths, used while in a trance to articulate messages from beyond.

“I am the Medium” is the work that immediately precedes "The Joyful Mysteries of Junior" (Georgina Starr's fourth exhibition at pinksummer), and which also informs the maieutic process generating the puppet ‘Junior’. Junior was created by the artist in her own image in 1994 (part of “The Nine Collections of the Seventh Museum”) and has now been brought back into the world after remaining shut inside a suitcase for 18 years.

Last summer, while talking about her next show, Georgina Starr told us that the mediums she consulted for “I am the Medium”, speaking in a vague and oracular way, foretold of an impending maternity (which, actually, the artist has never desired). The induced reflection on the idea of motherhood (it seems funny, but it is not at all) caused the suitcase containing the now eighteen year old, but necessarily ageless Junior to open.

"It was 1994 when I made Junior, I was in a hotel room in Den Haag, where I had to stay for two weeks. I made her to fight loneliness and entertain myself. Together with Junior everything seemed to get better". With Junior in 1994, Georgina Starr also enacted a repeat performance of "Long Haired Lover From Liverpool". The song had originally been sung by Starr in her first ever live performance, which she had religiously prepared during her childhood for a family Christmas party. In 1974 the artist’s family adopted a little girl; the same year, two days before Christmas, the adoption agency took the baby back again. The young Georgina performed Jimmy Osmond’s popular song "Long Haired Lover From Liverpool" on that Christmas Day while her mother broke down in tears at the loss of her child.

The work of Georgina Starr with its opposing and paranoid duality, where the joyful and the innocent are always accompanied by something disturbing and deeply sinister, seems like some sort of method; a path to navigate through something painful. In this sense, "The Joyful Mysteries of Junior" celebrates "the repatriation of the known", to quote the philosopher Remo Bodei. In a beautiful article which recently appeared in the Sunday issue of "Il Sole 24 Ore" titled "Piacere di fare conoscenza" (“Pleased to make your acquaintance”), Bodei assimilates such a cognitive process, triggered by something shocking and obsessive, to the spinning top of little Ernst, mentioned by Freud in his essay “Beyond the Pleasure Principle”. The game consisted of launching the spinning top (to the sound of the German word Fort, meaning ‘away’) and finding it again (while shouting Da, ‘here it is’) by mimicking in that temporal delay the anguish for the removal of the beloved object (the mother) and the happiness of the rejoining.

Indeed, all the projects presented by Georgina Starr at pinksummer over the last decade, including the "Da" of "The Joyful Mysteries of Junior", are a discourse on the lost child; from Bunny Lake, the little sister herself, to absent mothers: the mother of Bunny Lake, the natural one of the adopted sister, her own mother and maybe even a motherhood rejected, Georgina herself.

In "The Bunny Lake Collection", (created and presented in Genoa in 2000, and later at the Venice Biennale in 2001), the lost children killed the beautiful teenagers they could have become. “Inside Bunny Lake Garden" (2003), (first shown in life-size as an outdoor installation at Villa Medici in Rome, then as a maquette at pinksummer) presented a door-less red brick walled garden that created a claustrophobic space, as escapeless as some childhoods.

Bunny Lake is the child central to Otto Preminger’s 1967 movie "Bunny Lake Is Missing". In the film it is not clear, until the final scene, if the child actually exists or she is just the fantasy of a hysterical woman. Georgina Starr watched the movie for the first time in 1980, while babysitting her adopted sister, lost and found again, a child who never knew her natural mother and who has gotten lost many times in her life.

In "The Face of Another" (shown at pinksummer in 2007) Starr directly faces the mother as a subject matter. Her own mother, presented in the synthesis of an extraordinary double portrait, reveals the shreds of a not enjoyable and never enjoyed beauty, fragmented by the obscure and subtle evil of depression. One might say that, for better or for worse, nobody better than our offspring can give the sense of passing time.

Lacan might define Junior "le petit object à", a substitutive object, a kind of surplus being, born to fill a lack. Unlike the simulacrum and the fetish, the substitutive object was not born in place of a symbolic lack, but of a real one, right there where what is absent and was replaced should be or could be.

"The Joyful Mysteries of Junior" will feature plenty of things, a parallel world, Starr's art at its best: watercolors, a small stage, sculptures, a theatre curtain, videos and photos of vintage performers, titled "The Mothers". Plenty of women, future or possible mothers aligned like dancers in a variety show, who assist distracted and overwhelmed by their belly growing bigger and bigger by itself, like a disorienting alterity, until nearly bursting.