Gabriele Maschio – Panoramiche sfalsate

Latina - 23/02/2013 : 31/03/2013

Sulla mostra di Gabriele Maschio nell’ambito della rassegna MAD Colors del 2008 si riporta il testo critico di Anna Maria Acquafredda: “Duecento scatti per raccontare uno dei quartieri storici di Latina, il Nicolosi.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato 23 febbraio inaugura nel pomeriggio a Piazza del Popolo la nuova sede espositiva del Museo d’Arte Diffusa al Caffè Poeta. Il progetto espositivo MADeINLatina, a cura di Fabio D’Achille, prevede una serie di esposizioni d’arte contemporanea che si esprimono attraverso le immagini della città. L’evento ha il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Latina.
“Abbiamo pensato un’arte a chilometri zero realizzata con le stesse finalità enogastronomiche del rinnovato bar del centro storico

Il nuovo progetto al Caffè Poeta, MADe IN Latina, parte dal presupposto che gli artisti “sfruttino” immagini “nostrane” per produrre un’arte che insegua gli obiettivi enogastronomici di questo rinato caffé del centro storico”. (Fabio D’Achille)
Il primo intervento artistico coinvolge nell’esperimento ancora l’attualità del Quartiere Nicolosi visto da un altro fotografo molto attivo artisticamente a Latina, Gabriele Maschio, che ha realizzato proprio per MADColors nel 2008 un reportage caratterizzato da panoramiche sfalsate diurne e notturne del primo quartiere di Littoria progettato dall’Architetto Nicolosi. Sulla mostra di Gabriele Maschio nell’ambito della rassegna MAD Colors del 2008 si riporta il testo critico di Anna Maria Acquafredda: “Duecento scatti per raccontare uno dei quartieri storici di Latina, il Nicolosi, attraverso una ricerca fotografica a cura di Gabriele Maschio. Ricerca impostata sulla verosimiglianza, che ha portato ad uno studio prima e a delle proposte poi, per la rivalutazione di quegli spazi di vita, disegnati ed interpretati dall’architettura razionalista ed oggi relegati ad un “periferia” degradata.
Attraverso gli scatti di Gabriele la mostra si propone di leggere il quartiere come storia, arte, architettura e socialità. Ci è parso, infatti, che proprio la fotografia fosse il mezzo più moderno, più immediato e allo stesso tempo più riflessivo, per leggere i tanti luoghi, mentali e fisici, del Nicolosi, e per rendere visibili ed espliciti gli elementi comuni, le diversità e le contraddizioni presenti in questo quartiere della città di Latina.
Storia collettiva e storia individuale, sospese tra passato e presente: Gabriele ha girato alla ricerca di particolari, situazioni, luoghi che rispecchino la realtà del quartiere senza pretese sociali o antropologiche, l’idea è un work in progress presentato in questo catalogo in cui si cerca di definire un ideale legame tra il quartiere storico e la città attuale, una sorta di geografie interiori d’interni di quartiere. Con questo progetto si tenta di restare fedeli ad una scelta stilistica di Calvino, cioè, “privilegiare lo sguardo per stimolare la riflessione”. Il reportage proposto da Gabriele ci porta un po’ nell’atmosfera de “Le città invisibili” dove ogni cosa richiama il suo contrario, dove c’è la città e la non città. Nel suo sostare per diversi giorni nella zona egli ha percepito che è il quartiere della ripetizione. Le note distintive di Nicolosi sono poche ma icasticamente forti, anche a causa dell’effetto della modularità su cui è giocata la sua architettura ”come una lenta carovana di elefanti non si sa se verso un cimitero segreto, un miraggio…” (recita un verso di Gabriele Maschio…). La permanenza gli ha rivelato aspetti molteplici, uno identificato dalla dimensione sociale, presenza diversificata delle persone: ha incontrato una filippina, la persona che ha vissuto a Londra, il ciabattino, gli anziani…. L’altro con gli idoli, il cattolicesimo pagano, i portafortuna che si sono accostati nel tempo comunicando un’immagine di stratificazione molto più vicina all’uomo, arcaica, dove la città nuova è invecchiata. Il terzo aspetto s’identifica invece nell’architettura a moduli che ha fatto sì che si sviluppasse il reportage. La valenza simbolica del quartiere risulta fortissima dal contrasto tra il suo isolamento geografico e la sua pienezza di segni e figure. Il reportage per riportare ad una visione nuova, come lanciare un sasso nello stagno della visione e contribuire così alla propagazione…
Un progetto quindi nel contesto del recupero e della rivalutazione del quartiere storico Nicolosi con la regia di Gabriele Maschio e Fabio D’Achille. A volte basta una luce per offuscare i contorni della realtà, a volte è quella nebbiolina dovuta all’ignorare che ci impedisce di vedere l’orizzonte. Attraverso gli scatti di Gabriele per adottare la tecnica pirandelliana e sempre efficace, dello strappo nel cielo di carta che svela tragicomici sipari sulle nostre debolezze, si sviluppa un gioco senza fine di immagini che oscillano tra centro e periferia, conscio e inconscio, dittatura e democrazia, e che come in uno specchio si moltiplicano all’infinito. Gabriele taglia la realtà, osservandola con occhi che colgono il lato recondito del quartiere, ti portano fuori a perlustrare ma poi ti riportano dentro per ricomporre la nitidezza dell’immagine di partenza. Il lavoro quindi è articolato in tre filoni: le panoramiche sfalsate, per entrare e uscire dalle visioni, per vedere con un occhio nuovo tra le pieghe di queste sfasature attraverso un avvicinamento e allontanamento dalla visione; il momento delle composizioni fotografiche sulle scale: gold upstair, per creare una porta d’oro come atteggiamento dei non luoghi. Il reportage privilegia infatti le scale in quanto luogo simbolico che a loro volta ti possono portare ovunque o arrestarti e il gold perché l’oro rende liberi. Attraverso il terzo momento, infine, Maschio ha tirato fuori una visione ideale, cercando di mostrare lo spirito utopico del quartiere. Il risultato della ricerca ha rivelato una sua unicità: è un quartiere che la sera diventa giallo, la luce cambia e colpisce le cose come un discorso fotografico. MAD propone una ricerca fotografica, non per fare sociologia con l’integrazione, né per parlare di un passato che non esiste più, ma per mostrare dei segni che ci sono ma sono nascosti. Noi siamo invitati, attraverso le foto, ad andare a vedere le crepe, gli odori, il rifiuto di una socialità, l’abbandono, i palazzi come elefanti che si dirigono verso il cimitero. Visione di un luogo dimenticato e ipervisto tanto da non essere visto: questo il significato che sottende la nostra proposta. Per scuotere le coscienze. L’idea è semplice quanto efficace, proporre una lettura del quartiere attraverso le foto di Gabriele per affrontare temi della contemporaneità e ridisegnare gli spazi della nostra quotidianità. Il risultato è decisamente convincente, osservare per credere!” (Anna Maria Acquafredda)
Per la mostra di Gabriele Maschio al Caffè Poeta sono state selezionate 4 immagini – esposte nell’ambito della rassegna MADColors - del ciclo “Panoramiche sfalsate” e “Gold Upstairs”, una foto-installazione di 270x120 cm.