Gabriele Di Matteo – D.E.I.
Il titolo della mostra, D.E.I., sta per Dizionario Enciclopedico Italiano, enciclopedia in più volumi pubblicata dalla casa editrice Treccani, che costituisce il fulcro e la fonte materiale del progetto.
Comunicato stampa
WIZARD LAB è lieta di presentare D.E.I., mostra personale di Gabriele Di Matteo, a cura di Lorenzo Madaro.
Il titolo della mostra, D.E.I., sta per Dizionario Enciclopedico Italiano, enciclopedia in più volumi pubblicata dalla casa editrice Treccani, che costituisce il fulcro e la fonte materiale del progetto. l significato di D.E.I., che allude anche all’idea di “divinità”, risuona in questo contesto, soprattutto alla luce dell’affermazione di uno dei cofondatori di Google, Sergey Brin, il quale dichiarò che: “Il motore di ricerca perfetto sarebbe come la mente di Dio”. Per l’appunto, prima della diffusione capillare di internet, e in particolare dei motori di ricerca come Google, molte famiglie italiane acquistavano enciclopedie per avere accesso a tutto il sapere possibile da casa — un’ambizione che animava anche l’Encyclopédie di Denis Diderot e Jean d'Alembert.
Più di un anno e mezzo fa, Gabriele Di Matteo, che possiede un’enciclopedia Treccani in sedici volumi, ha iniziato a ritagliare immagini dai libri e a montarle su piccole tele di lino realizzate a mano. Le immagini selezionate si concentrano su tre aree tematiche: ritratti di scienziate/i, artiste/i, scrittrici/ori, politiche/i e altre figure storiche; animali; formule matematiche. A ciascuna categoria corrisponde uno dei colori primari, applicato alle tele tramite un filtro plastico: blu per i ritratti, giallo per gli animali e rosso per le formule. L’installazione è concepita come una sorta di partitura o testo: lunghe sequenze di queste piccole tele compongono una struttura aperta. In dialogo con esse verrà presentata anche una selezione di opere precedenti dell’artista, caratterizzate da formule inventate o prive di senso. 1+1=0 (1986), ad esempio, è un’opera basata su una formula inventata incentrata sull’idea di azzeramento, proprio come l’intero progetto, in cui gli elementi delle tre categorie vengono azzerati attraverso la cancellazione del loro contesto e del loro orizzonte di significato. Come spiega il curatore Lorenzo Madaro nel suo testo sulla mostra: “Anche questo progetto dedicato all’ Enciclopedia Treccani non è un omaggio elogiativo […]. In un momento in cui la cultura digitale, l’intelligenza artificiale e la distrazione di massa hanno tentato persistentemente di mettere da parte il rapporto epidermico tra il desiderio di sapere tutto e il rapporto con la pagina stampata come territorio in cui appagare questa profonda libidine culturale, un’opera installativa come questa restituisce un corpo a corpo non soltanto tra l’artista e il processo di elaborazione del lavoro, ma anche tra noi osservatori e le immagini stampate, ritagliate e riposizionate con didascalia intrinseca sul muro dello spazio espositivo.”
D.E.I., presentato per la prima volta presso WIZARD LAB, è un progetto in corso d’opera, in chiara continuità con la ricerca artistica di Di Matteo sui temi della copia, della riproduzione e dell’originalità. Introduce un nuovo livello di complessità rispetto ai lavori precedenti affrontando l’impossibilità di raccogliere tutto il sapere e mostrando come la sua interpretazione e diffusione possano rimanere sempre aperte a nuove letture e scoperte. Attraverso la sua pratica artistica, Di Matteo porta in primo piano questi temi lavorando sulla ricombinazione e immaginando nuovi dialoghi tra elementi disparati e precedentemente disconnessi.