Franklin Evans – Flatbedfactum02

Milano - 26/04/2012 : 15/06/2012

Evans invita lo spettatore a riflettere sulle possibilità concettuali del fare arte attraverso la ripetizione di immagini, idee, forme…e mostre. In questa mostra, in oltre sono particolarmente presenti i feedback costanti tra quello che lui vede, legge, fa e produce.

Informazioni

Comunicato stampa

Questa volta, invece di doppiare ogni elemento in mostra, Evans ha doppiato la mostra stessa: è una mostra che ha luogo in due continenti diversi, a New York, presso Sue Scott Gallery (Marzo/Aprile 2012), a Milano, presso la Galleria Federico Luger (Aprile/Maggio 2012). Nello stesso modo in cui sono stati fatti i dipinti doppi di Rauschemberg, simili, ma non identici, nelle mostre saranno presenti sia elementi ripetuti che altri specifici. Gli elementi condivisi comprendono un brano sonoro, idee sulla pittura, strutture per schermi-sculture fotografici e non, un archivio di immagini e rappresentazioni della sua libreria



Evans invita lo spettatore a riflettere sulle possibilità concettuali del fare arte attraverso la ripetizione di immagini, idee, forme…e mostre. In questa mostra, in oltre sono particolarmente presenti i feedback costanti tra quello che lui vede, legge, fa e produce. Le installazioni-schermo composte di nastri ed elementi presi dallo studio dell’artista, come per esempio timecompressionmachine nella mostra Greater New York 2010 presso il MoMA PS1, sono stati ripensati su tele di grande formato per times2. Nella nuova serie di dipinti per flatbedfactum02, tutti questi elementi diventano rappresentazioni trompe l’oeil, generando in un certo modo il processo inverso al collage: gli elementi reali sono stati rimossi dalla superficie pittorica, per essere invece rappresentati.

In questa mostra saranno evidenti alcuni dettagli autobiografici di Evans; immagini che fanno riferimento alla vita dell’artista prendono forma in un’ installazione composta da “tende-immagine” richiamando simultaneamente all’ Atlas Mnemosyne di Aby Warburg e alle Atlas Sheets di Gerard Richter. Nello stesso modo degli Atlases, il tempo, la memoria e il materiale visivo si fondono in un’ unica installazione, evidenziando il feedback costante e non lineare tra di essi. Nell’ elaborazione di Evans, l’immagine-tenda diventa una struttura, un’ esperienza architettonica che guida lo spettatore attraverso un ambiente virtuale.

L’opera sonora includerà anche una rappresentazione scultorea composta da elementi della sua libreria che prenderanno la forma di una scrivania, e di una struttura/cornice coperta di fotografie laminate, immagini della sua libreria (simile all’ operazione realizzata in originofmycurrentmind, dalla mostra times2). La scrivania supporterà un sound system che riproduce il pezzo sonoro 1967. 1967 consiste in 350 frammenti delle letture di Evans dello scorso anno, dalla biografia di Samuel Steward scritta da Justin Spring, “Secret Historian”, agli October Files “Robert Rauschemberg”. I testi sono letti da cinque attori e verranno riprodotti in maniera aleatoria. Operando nello scivoloso territorio della memoria, 1967, Evans ci porta indietro all’anno della nascita di Evans.

Un corpus di lavori solido, l’opera di Evans non cessa di crescere, ogni volta nutrendosi del corso del tempo e della sua ripetizione.

Il lavoro di Franklin Evans è stato esposto a New York presso il MoMA PS 1 (Greater New York 2010), El Museo del Barrio, The Drwaing Center, Apexart e in gallerie degli USA ed Europa. Evans ha co-curato Lush Life nel 2010 con Omar Lopez-Chahoud in nove gallerie di LES e ha recentemente collaborato con Trajal Harrell nelle immagini per Twenty Looks or Paris Is Burning at the Judson Church (S), una performance presso il New Museum e The Kitchen a New York, e presso l’ Institute of Contemporary Art, Boston, MA. I premi ricevuti includono il Pollock-Krasner Foundation Grant, e residenze al Yaddo e The Marie Walsh Sharpe Space Program. Il lavoro di Evans fa parte delle collezioni permanenti di El Museo del Barrio, Weatherspoon Art Museum, The Pizzuti Collection, e Progressive Art Collection. flatbedfactum02 è la sua terza mostra presso la Galleria Federico Luger, Milano.