Francesco Cocco – Italian Portrait

Napoli - 09/11/2011 : 09/12/2011

Fotografia, ma anche pittura, grafica e graffito, uniti su un'unica superficie sono l'espediente tecnico che Francesco Cocco utilizza per la sua analisi storica e psicologica dell'Italia, raccogliendo nella propria arte i risultati più efficaci di quattro discipline visive che si sono evolute fino ad ora autonomamente.

Informazioni

Comunicato stampa

A chi non è mai capitato di sfogliare un album di fotografie nei primi anni in cui si è diffuso l'uso di
questo strumento d'immagine, a chi non è mai capitato di passeggiare in un mercatino delle pulci ed
imbattersi in qualche fotografia antica. Immagini nelle quali la riconoscibilità della persona ritratta non
aveva più alcuna importanza, e nelle quali, quindi, ci si poteva soffermare nell'osservazione di cose
diverse rispetto a quelle che osserviamo normalmente nelle fotografie della nostra quotidianità.
La strana posa, i vestiti, l'espressione del viso, l'ambientazione

Particolari che ci ricordano di un
passato che non c'è più, una condizione sociale, uno stato emotivo, una relazione tra soggetto ritratto e
autore che oggi possiamo solo immaginare mai comprendere, perché tutto nel frattempo è cambiato.
Immaginiamo allora, come fa Francesco Cocco, di poter riapplicare il colore a quelle scene immortalate
dalla macchina fotografica del passato. Non si può ovviamente sapere quale sfumatura di rosa aveva
un incarnato, qual era l'effettivo colore di una veste che appare grigia, e allora non resta che utilizzare il
colore in modo diverso. Il colore dà sfogo alla fantasia alle emozioni, alle suggestioni.
Aggiungendo frasi, sottolineando particolari con l'uso di frecce, l'autore suggerisce delle possibili chiavi
di lettura, lasciando però l'immagine di partenza aperta a tante possibili interpretazioni.
Il titolo della mostra dichiara la provenienza di tutte le immagini fotografiche raccolte dall'autore,
facendo di tutti i lavori esposti, il ritratto di un'Italia che è stata e che resiste soltanto nei ricordi di chi
l'ha immortalata in fotografia o di chi l'ha vissuta.
Il fatto che non si conosca l'identità delle persone ritratte non è certamente un limite ma invece una
scelta deliberata dell'autore per spingere l'osservatore ad andare oltre il ritratto e a vedere nei
personaggi i soggetti di una situazione sociale, politica, ed economica che oggi si è sviluppata da
condizioni allora diverse. Si comprende come Cocco sia partito non dal ritratto fotografico in sè, ma
come invece sia arrivato a scegliere il ritratto come icona evidente di una situazione politica, sociale,
economica che aveva intenzione di descrivere.
Ci si potrebbe chiedere come mai Francesco Cocco scelga di immaginare il passato se non attraverso
il filtro dei ritratti fotografici; ciò accade perché il pittore si rende conto che la fotografia oggi ha bisogno
di acquisire tra i propri mezzi qualcosa che è peculiare e caratteristica del mezzo fotografico e che il
medium pittorico da solo non ha.
Fotografia quindi, ma anche pittura, grafica e graffito uniti su un'unica superficie sono l'espediente
tecnico che Francesco Cocco utilizza per la sua analisi storica e psicologica dell'Italia, raccogliendo
nella propria arte i risultati più efficaci di quattro discipline visive che si sono evolute fino ad ora
autonomamente.
Laura Iasiello