Francesco Canini / Lelia Cardosi

Terracina - 28/07/2018 : 29/09/2018

La Galleria Aqua Art Gallery espone le Nuotatrici di Francesco Canini, accompagnate dalle sculture di Lelia Cardosi.

Informazioni

  • Luogo: AQUA ART GALLERY
  • Indirizzo: Corso Anita Garibaldi 84 - Terracina - Lazio
  • Quando: dal 28/07/2018 - al 29/09/2018
  • Vernissage: 28/07/2018 ore 20
  • Autori: Francesco Canini, Lelia Cardosi
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale

Comunicato stampa

Aqua Art Gallery conclude, con questo evento, il periodo espositivo

Nei due anni di attività la Galleria ha ospitato e fatto conoscere alla città di Terracina e ai turisti che la frequentano, le opere di Tommaso Cascella, Sergio Ceccotti, Giovanni Tommasi Ferroni, Giancarla Frare, Lorenza e Paola Mazzetti, Primarosa Cesarini Sforza, Riccardo Monachesi, Alberto Parres, Verena D’Alessandro, Piero Pizzi Cannella, Nunzio, Enrico Gallian, Bruno Aller, Andrea Neri, Nicla de Angelis, Antonio Picardi, Tommaso Binga, Fabio Alecci, Nora Kersh, , Maria Teresa Romitelli, Bebi Spina, Virginia Ryan, Silvia Stucky, Gianluca Esposito, Rosanna Contadini, Eligio Paoni , Lea Contestabile, Franco Cenci, Luigi Battisti, Simone Pontecorvo.

Francesco Canini
La Nuotatrice, una giovane donna, una fanciulla senza età, nuota immersa nella propria
solitudine, lontano dal caos dal frastuono, dove il mare apparentemente calmo, ci riconduce ad un’area geografica reale, quella del Litorale Pontino, dove l’artista vive e lavora da alcuni anni.
La Nuotatrice già esposta in diverse sedi, tra queste ricordiamo il Museo Emilio Greco
di Sabaudia, la Pinacoteca Comunale d'Arte Contemporanea di Gaeta, la Galleria Horti
Lamiani e la Galleria 196 di Roma, è il tema prediletto, il soggetto caratteristico
dell’autore, da alcuni anni vocazione pressoché esclusiva della sua pittura.
Francesco Canini con un ritorno agli strumenti classici del disegno e della pittura,
ritaglia uno spazio protetto e silente, dove corpi e acqua si fondono e si impastano nella
stessa materia. Molteplici sono le influenze ed i modelli individuabili nel suo lavoro: il primo
Rinascimento, Giorgione e Tiziano, il Carlo Carrà metafisico, il Realismo Magico.


…Alle sirene giungerai da prima, che affascinan chiunque i lidi loro Con la sua prora veleggiando tocca. Odissea di Omero, Canto XII. Da Ippolito Pindemonte.

…Silenziose e lievi, armoniose e magnetiche, come sirene di un tempo oltre il tempo, le “Nuotatrici” di Francesco Canini tornano, con i loro corpi diafani, costruiti di ombra e luce… ( Diletta Cherra)

… La “Nuotatrice” di Canini è una divinità acquatica desacralizzata, terrena, ma improfanabile nella sua placida, superiore, infinità… (Claudio Gianvincenzi per Tribe Art, 25 settembre 2006)

…Le “Nuotatrici” di Francesco Canini sono da anni le sue muse. Riprese in apnea, attraverso fondali, vanno verso infiniti mari. Magica, sospesa è l’atmosfera delle tele: le sue sirene sfuggono nel silenzio colorato di azzurro… (Fabiana Mendia per Il Messaggero, 21 Settembre 2006)


Francesco Canini ha il dono della vicinanza, di un affascinante minimalismo, le sue opere testimoniano l'arrendevolezza di un abbraccio caldo nel quale sprofondare. ( La Seconda Signora Panofsky per DemonCleanerZine )


…L’artista nelle grandi tele ad olio e nei lavori a tecnica mista (grafite e e acrilico su legno) descrive la Nuotatrice che s’immerge in un silenzio magico, in sospensione, lontana dai turbamenti, dagli affanni, dai rumori dell’esistenza in una quiete cosmica, accarezzata dall’acqua che la circonda e la protegge. In un’epoca in cui l’arte è dominata dalla fotografia, da installazioni e video, fusioni ostinate di elementi figurativi disparati, Francesco Canini scopre che nulla può essere più coinvolgente per tutti e cinque i sensi e per il pensiero, niente più innovativo della pittura tradizionale… ( Federica Di Stefano )


..L’acqua marina che fa da scenario agli splendidi corpi femminili, non è altro che uno spazio aperto “riempito” da silenzi indecifrabili che rinviano all’immaginario linguistico dell’inconscio. L’artista realizza, quindi, un viaggio introspettivo dove il pubblico è invitato a seguire un percorso, oserei dire bergsoniano, rivolto a spiegare i processi della vita interiore e in cui il senso profondo del tempo, della memoria e della materia si fanno concreti… (Giorgia Calò)




Lelia Cardosi Nata nel 1975, vive e lavora a Terracina. Si è laureata in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma; successivamente ha conseguito un Master in Artiterapie all’Università Roma Tre. Dal 2000 ricerca i suoi mezzi espressivi nella scultura e nelle tecniche ceramiche. È questo il periodo in cui inizia la sua attività espositiva: le sue opere vengono esposte in Italia al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza (57° Premio Faenza 2011) e in altri musei e gallerie, poi in Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Lettonia, Francia, Giappone, Corea, Argentina. Attualmente è presente con il suo lavoro in Musei Nazionali e Internazionali.