Francesco Bruni – Frattalità

San Donato in Poggio - 23/05/2015 : 05/07/2015

Una serie di opere e installazioni dedicate al mistero della vita e delle sue forme, alla creatività della natura e dell’uomo che la traduce in bellezza, in arte.

Informazioni

Comunicato stampa

Inaugura sabato 23 maggio, presso gli spazi dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, la mostra personale di Francesco Bruni, dal titolo “Frattalità”. Una serie di opere e installazioni dedicate al mistero della vita e delle sue forme, alla creatività della natura e dell’uomo che la traduce in bellezza, in arte. Il percorso artistico di Bruni – che trova una sua eco nelle ricerche concettuali dell’Arte Povera (in particolare di Merz, Pistoletto, Kounellis, Penone, Gilardi) – è un viaggio all’interno del reale, delle leggi, dei codici e dei linguaggi che sorreggono la grande architettura dell’esistente



Nello specifico, la ricerca di Bruni parte dalla morfologia e dal simbolismo dell’Albero, assunto a forma archetipica dell’evoluzione della vita e della conoscenza. La struttura della pianta, le sue linee e ramificazioni, si presenta e si ripete nel micro e nel macro-cosmo, nelle venature delle foglie così come nei reticoli dei tessuti e dei sistemi del nostro corpo, ma anche nelle mappe topografiche e idrografiche del nostro pianeta.

Se ignoriamo l’origine concreta delle linee dei suoi quadri, finiamo su un terreno che sembra proprio quello dell’arte astratta, dove riprese aeree e immagini al microscopio si confondono. L’arte di Bruni è a tutti gli effetti una questione di grado di risoluzione e di prospettiva, in cui la realtà può essere facilmente convertita in astrazione, in segni al contempo plastici e iconici.

Questa rispondenza tra realtà e astrazione, tra micro e macrocosmo, trova un riferimento sia in filosofia che nella scienza. Infatti, un concetto ben consolidato nella filosofia ermetica è proprio il rapporto speculare tra micro e macro entità, in cui l'una è la riproduzione in scala dell'altra, e che per via della loro analogia formano un’unità indivisibile. Tale equivalenza tra micro e macro-cosmo la si ritrova in uno dei più antichi testi sapienziali, La Tavola Smeraldina, attribuito al leggendario caposcuola dell’ermetismo, Ermete Trismegisto: « Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso […] ».

In ambito scientifico, l’esempio più rilevante è la Teoria dei Frattali – che la fisica quantistica chiama appunto "Geometria della Natura" – sviluppata dal celebre matematico Benoît Mandelbrot (1924-2010) a partire dagli anni ’70. Con questa teoria Mandelbrot dimostra che la visione della realtà, dal micro delle particelle al macro delle galassie, è a tutti gli effetti una questione di grado di risoluzione. Infatti, ciò che nel mondo naturale appare a prima vista come fenomeno caotico e casuale, rivela al suo interno una formula e un codice ben preciso. Un esempio di frattale in natura è proprio l’Albero, che ripete la sua struttura geometrica nella singola parte come nell’insieme.

« Il concetto di base che unisce lo studio dei frattali alle discipline come la biologia e quindi anatomia e fisiologia parte dalla convinzione di un necessario superamento della geometria euclidea nella descrizione della realtà naturale. Volendo essere molto sintetici, i frattali servono a trovare una nuova rappresentazione che parta dall'idea di base che il piccolo in natura non è nient'altro che una copia del grande ».
(B. Mandelbrot, lectio magistralis "Fractals in Anatomy and Physiology")

Di tutte le forme artistiche, l’arte astratta è certamente quella che meglio può renderci l’idea della struttura dell’infinitamente grande e piccolo, e l’arte di Francesco Bruni attraverso lo studio della natura della realtà, ci restituisce le geometrie e i diagrammi energetico-morfologici che organizzano, secondo una norma armonica assoluta, la materia e il suo movimento generativo.

(G. Rodani)