Francesco Arena – Trittico 57

Bolzano - 30/03/2012 : 06/05/2012

L’artista Francesco Arena prosegue con l’opera Trittico 57 il ciclo di esposizioni della project room di Museion, lo spazio al piano terra dedicato a lavori nuovi, creati per l’occasione o inediti, con una particolare attenzione al territorio.

Informazioni

  • Luogo: MUSEION
  • Indirizzo: Piazza Piero Siena 1 - Bolzano - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 30/03/2012 - al 06/05/2012
  • Vernissage: 30/03/2012 ore 19
  • Autori: Francesco Arena
  • Curatori: Frida Carazzato
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Con Trittico 57 Francesco Arena prosegue il ciclo della project room di Museion.
Inaugurazione: venerdì 30 marzo 2012, ore 19.00.

L’artista Francesco Arena prosegue con l’opera Trittico 57 il ciclo di esposizioni della project room di Museion, lo spazio al piano terra dedicato a lavori nuovi, creati per l’occasione o inediti, con una particolare attenzione al territorio.

L’installazione concepita da Arena per Museion è composta da tre lastre di travertino, appunto un trittico, con cui l’artista ha congiunto, attraverso un processo scultoreo, due avvenimenti storici accaduti nel 1957 - da qui la cifra nel titolo dell’opera



Il primo evento che ha ispirato Trittico 57 è un’operazione di completamento, e riguarda la città di Bolzano. In occasione della visita del presidente della repubblica Giovanni Gronchi, viene infatti tardivamente integrato il fregio trionfale che l’artista Hans Piffrader aveva realizzato nel ’43 per la Casa Littoria, attualmente sede degli Uffici Finanziari di Bolzano. Le tre lastre mancanti vanno a completare la figura di Mussolini a cavallo.
Il secondo avvenimento storico riguarda, invece, il distacco di Italo Calvino dal partito comunista italiano, il 7 agosto dello stesso anno. Con una lettera sul quotidiano “L’Unità”, lo scrittore si distanzia infatti dal partito per il suo modo reazionario di intendere il comunismo. Il dialogo tra questi due movimenti opposti è al centro dell’interesse dell’artista: qualcosa viene attaccato (le tre lastre del fregio) e qualcuno si stacca - Calvino lascia il partito in cui era culturalmente cresciuto. All’effigie di un dittatore, Mussolini, che viene ricomposta, risponde l’effigie di un altro dittatore – Stalin – di cui vengono finalmente scoperti gli insostenibili segreti.

In Trittico 57 questi due eventi storici convergono, collassano, come dice l’artista. Le tre lastre che compongono l’installazione di Arena corrispondono, per materiale e dimensioni, a quelle che hanno completato il fregio di Piffrader nel ’57. Il travertino che le compone, pietra destinata ai monumenti, ha accolto però un nuovo bassorilievo, nato dall’unione dei due momenti storici. Sulle lastre l’artista ha scolpito la lettera scritta da Calvino nel ’57. L’intervento rimane, a prima vista, impercettibile: le parole sono infatti in codice morse. Attaccare e staccare, battere e sollevare, è il movimento base del codice morse, che Arena da qualche tempo unisce all’interesse per la storia e con cui ha già tradotto o – come scrive – letto per la pietra parole di scrittori.
Il senso della continuità ritmica e temporale di punti e linee prevale sul significato delle parole. Per scolpire la lettera Arena ha utilizzato una sabbiatrice, strumento che può pulire la superficie marmorea, ma anche eroderla, come fa il tempo con le epigrafi e le sculture antiche. Il getto di sabbia è come l’esplosione di un’epocale clessidra: la sabbia può seppellire qualcosa nel silenzio, oppure edificare, facendosi legante. L’operazione messa in atto per Trittico 57 suggerisce la natura ambivalente di tante riletture storiche: la chiarificazione e la rimozione, una inscindibile dall’altra. Come in tutte le opere di Arena, anche il lavoro per Museion è il frutto di un processo, che vede l’intervento sulla forma e il materiale come il completamento di un confronto personale con tematiche e vicende storiche italiane.

Francesco Arena (1978, Torre Santa Susanna, Brindisi) vive e lavora a Cassano delle Murge, Bari. Numerose mostre in Italia e all’estero, tra le personali Com’è piccola Milano, Peep Hole, Milano, 2011; Art Statement, Art Basel, 2010; Teste, Fondazione Ermanno Casoli, Fabriano, 2010; 18.900 metri su ardesia, Galleria Monitor, Roma. Tra le collettive: Il bel paese dell’arte, GAMEC, Bergamo, 2011; Pleure qui peut rit qui veut – Premio Furla 2011, Palazzo Pepoli, Bologna, 2011; Temporaneo – contemporary art in the evolving city, organized by Nomas Foundation and IMF Foundation, Roma, 2010; Practicing Memory – In the time of an all-engaging present, Fondazione Pistoletto, Biella, 2010; SI, Sindrome Italiana, Magasin, Grenoble; Linguaggi e Sperimentazioni. Giovani artisti in una collezione contemporanea, Mart, Rovereto, 2010.


Nell’ambito del ciclo di esposizioni "project room" viene pubblicato un quaderno sul lavoro di Francesco Arena edito da Museion (ita/dt/ eng) con un testo di Elena Volpato