Francesco Ardini – Circe

Milano - 09/04/2013 : 01/06/2013

In occasione della design week milanese Jerome Zodo Contemporary è lieta di presentare nello spazio della Project Room CIRCE un progetto site specific di Francesco Ardini, delle creazioni in ceramica e sortilegio in realtà aumentata, a cura di Alessandro Turci.

Informazioni

  • Luogo: JEROME ZODO CONTEMPORARY
  • Indirizzo: Via Lambro 7 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 09/04/2013 - al 01/06/2013
  • Vernissage: 09/04/2013 ore 18
  • Autori: Francesco Ardini
  • Curatori: Alessandro Turci
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì , dalle 10 alle 19; chiuso domenica, sabato solo su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Tra virtuale e reale restiamo intrappolati in un incanto tecnologico che come il sortilegio di Circe ci tramuta in ciò che veramente siamo. L’ambiente domestico rappresentato da suppellettili in ceramica bianca ci ricorda la nostra provenienza dal rassicurante mondo conosciuto in cui viviamo e interagiamo. Non siamo in presenza né di metafore né di simboli ma di comuni oggetti consumati con ossessione bulimica, con la stessa maniacale facilità con cui ci appropriamo della loro immagine. Tablet ed i-phone sono le nostre attuali protesi tecnologiche, amplificano le nostre percezioni tramite un portale di infinite informazioni e possibilità

Il piatto bianco “Incanto” appeso alla parete non ha in realtà decori ma virtuali e sempre diverse combinazioni che il fruitore comporrà tra fiori e farfalle colorate visibili in un vortice fantasmagorico attraverso il tablet. Ironica considerazione di quanto desueta possa essere la classica decorazione del manufatto in ceramica soprattutto in rapporto all’esasperata velocità del progresso tecnologico. “Offerta” è tributo altrettanto sacro come quello dedicato a Circe: candido tripudio di frutti e i-phone anch’essi accomunati al cibo di cui ci nutriamo, poggiati su un tablet in ceramica dorata come un vassoio votivo.

Trecento piatti sono al centro del Convivio luogo in cui Circe si compiaceva dei suoi malefici mutando gli ospiti in animali diversi a seconda del carattere di ciascuno. Qui i resti del banchetto sono impilati alla rinfusa testimoni di altrettante mutazioni, eredi di un decadente fascino ormai abbandonato ad una mutazione virale e virtuale che non lascia altra via se non quella di una nuova e ripensata interpretazione. Poggiate o sospese tra due ambigue realtà le proliferazioni virali si accendono minacciose di un blu sintetico com’è nella natura di alcune specie animali o vegetali a presagire il pericolo ed al contempo la fatale conclamata attrazione. Staticamente riposte nella teca del “Megaron” come fasi riscontrabili di un processo naturale ed inevitabile tra la purezza incontaminata degli oggetti bianchi sino alla decomposizione e totale sopraffazione. Il fulcro del fenomeno, focus determinante di stabilità è privo di ulteriori possibilità multimediali inerte si erge a simulacro dell’avvenuto cambiamento. Protetto da una teca come reperto di archeologia dell’arte si lascia esaminare nel dettaglio ad un’attenta considerazione che saprà suscitare interesse e rispetto in una dolorosa quanto inevitabile metamorfosi.





Un ringraziamento particolare a 4DRAW – 3d design & animation e Studio BASE2 – interaction design.



Francesco Ardini, è nato a Padova il 19 Novembre 1986. Oggi vive e lavora tra Padova e Nove (VI). Nel 2011 consegue il diploma di laurea in Architettura con specializzazione in Architettura del Paesaggio presso lo IUAV di Venezia. Durante gli anni di studio universitari scopre la ceramica e da autodidatta inizia una ricerca che mette in discussione l'aspetto plastico della materia. L'opera di Ardini nel suo lavoro di ceramista è decisamente concettuale. Le superfici disomogenee, la dissoluzione palese, la linearità insidiata dalle rotture sfocia in un naturalismo dai cicli biologici nei quali la dissoluzione fa sempre seguito alla definizione formale: all'ombra di leggi naturali ormai non più assolute ma relative, in un mondo in cui tutto è condizionato e precario. Nel 2012 vince il premio MACEF DESIGN AWARD 2012 e partecipa a vari progetti culturali: XIII Ex Tempore Ceramica Contemporanea, Pirano; Project Network / Guldagergaard - International Ceramic Research Center; Costruire Cultura - Nuovi Segnali, Padova; Up Designer Selection, Firenze; 8° International Contemporary Ceramics arts, Albissola; STICCIANO 2012 – group show of ceramic arts.
Nel 2011 e nel 2010 partecipa al Premio Aldo Ajo', Gubbio e a Le Arti Della Ceramica, Segno E Racconto, Padova. Nel 2009 partecipa alla mostra al Museo Della Ceramica/Palazzo Sturm, Bassano.


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Il programma curatoriale dedicato al solo spazio della Project Room è rivolto alla scena emergente e/o inedita contemporanea, giovani artistiitaliani ed internazionali, in alternanza a video proiezioni di performance e documentary artistici, si dividono la stanza della galleria; da garage normalmente adibito all'asilo delle autovetture a nucleo espositivo e sala proiezione. Esperienze artistiche insieme ad attività didattiche arricchiscono l'ambiente ed affiancano il regolare calendario della galleria. La nuova proposta vede un circuito di appuntamenti rivolti al contemporaneo che senza sacrifcare le pluralità mediali e dei contenuti, preferisce singole realtà e materiali monografci.
La Project Room individua e promuove gli embrioni dei nuovi sentimenti estetici, idee, poetiche e pratiche del venire e divenire post-contemporaneo. Il progetto è incentrato sulla ricerca e sul dialogo territoriale, teso alla sperimentazione di creatività interdisciplinari dirette a trasformare il rapporto fra spazio e cultura. Interrogandosi sulla pura relazione fra edifcio e strada, fra dentro e fuori, il contesto chiama inevitabilmente progetti site specifc, incamerando ed esteriorizzando il dialogo fra arte e vita, fra esperienza del quotidiano ed esperienza creativa.