Francesca Polizzi – In Antis

Palermo - 22/02/2020 : 28/03/2020

L’artista palermitana presenterà una serie di installazioni scultoree di grande formato composte solo da due materiali, la lana e l’acciaio.

Informazioni

  • Luogo: RIZZUTO GALLERY
  • Indirizzo: via Maletto, 5 - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 22/02/2020 - al 28/03/2020
  • Vernissage: 22/02/2020 ore 18
  • Autori: Francesca Polizzi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato, dalle 16 alle 20

Comunicato stampa

La RizzutoGallery è lieta di presentare “In Antis”, prima mostra personale di Francesca Polizzi (Palermo, 1988), con un testo di Alessandro Pinto, che sarà inaugurata sabato 22 febbraio 2020 alle ore 18 e resterà visitabile fino al 28 marzo 2020 (dal martedì al sabato, dalle 16 alle 20).

L’artista palermitana presenterà una serie di installazioni scultoree di grande formato composte solo da due materiali, la lana e l’acciaio

Per la realizzazione di questi lavori, Francesca Polizzi cura la materia prima a partire dalla tosatura, sottoponendola a un processo che sembra avere lo scopo di controllare e allo stesso tempo mantenere l’irrequietezza della lana, ovvero la sua componente animale. Tosatura, lavatura, cardatura, selezione del colore e infeltrimento sono tutte fasi con cui l’artista imprime la propria azione sul materiale plasmando e generando un tessuto organico caricandola di diversi strati di memoria.
Da un lato la memoria intellettuale, della materia, del pensiero che le ha concepite e del processo che le ha generate. Dall’altro la memoria fisica, strutturale e architettonica.
Le opere riescono a operare un transfer simultaneo e continuo tra l’organico della materia e l’inorganico della forma costituita, che per analogia crea dei referenti esterni all’opera stessa, in un passaggio lieve e lirico.


Francesca Polizzi (Palermo, 1988) laureata all’Accademia di Belle Arti di Palermo, impiega un materiale poco convenzionale come la lana grezza per produrre lavori fortemente espressivi ed allo stesso tempo ermetici che spingono il fruitore a una percezione delle opere diretta e contemporaneamente irritante.
La lana grezza, utilizzata come materiale di elaborazione e traduzione della memoria, diventa fibra capace di dare forma e riceverla, in un lento processo di stratificazioni organiche ed esistenziali, pregno di tracce che emergono o che rimangono sepolte sotto lo spessore della lana. Una materia-pelle che accoglie segni, forme, scorie, processi di imprimitura, in un percorso che li rende immagini dalla rigorosa definizione formale, per darsi infine come reliquie di una dimensione sensoriale profonda.