Francesca Mariani – Fragile

Roma - 08/03/2013 : 21/03/2013

Una personale che si fonda su opposti cromatici, d'identità e di genere comunicando al tempo stesso tensione alla complementarietà, alla fusione, alla ricomposizione armonica del TUTTO.

Informazioni

  • Luogo: HULA HOOP CLUB
  • Indirizzo: Via Luigi Filippo De Magistris 91/93 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 08/03/2013 - al 21/03/2013
  • Vernissage: 08/03/2013
  • Autori: Francesca Mariani
  • Curatori: Togaci
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Dentro/Fuori

Su una mensola, in bella mostra, con didascalica impertinenza, barattoli di vetro: involucri che imprigionano ARIA in compagnia di OGGETTI vari, simboli materici di ludiche accezioni concettuali. Sono proiezioni immaginarie ed immaginate, attraverso la realizzazione semplice dell'idea geniale di “fermare” aria, elemento vitale, rarefatto, impalpabile che si materializza diventando declinabile, decifrabile, comprensibile strumento di comunicazione. Unico limite: infrangersi cadendo a terra.
Alle pareti, vecchie finestre, il cui intonaco segnato dal tempo, racconta un vissuto e storie che si affacciano a catturare l'attenzione emotiva di chi è fuori


Il trait-d'union tra l'anima concettuale e quella emozionale della mostra è l'elemento ARIA nelle sue declinazioni metaforiche e reali siglati da ironici giochi di parole.

Una personale che si fonda su opposti cromatici, d'identità e di genere comunicando al tempo stesso tensione alla complementarietà, alla fusione, alla ricomposizione armonica del TUTTO.
In essa l'illustrazione diventa percorso installativo, site-specific, progettualità cara all'artista ascolana -romana d'adozione- FRANCESCA MARIANI, che negli ultimi anni sceglie l’impronta materica per le sue tavole. La china si combina con la tecnica dello scratch-board: il segno d'inchiostro, che cola, diventa graffio, solco, incisione.
Bianco e nero,come richiamo alla scacchiera,simbolo ricorrente nel lavoro dell’illustratrice in quanto, metafora della sfida, di chi si mette in gioco con arguzia con qualsivoglia alterità, nonché omaggio analogico a quel gusto retrò dell'inizio secolo scorso, che trova spazio e motivo d'esistere nella frenesia contemporanea.

Il doppio percorso DENTRO-FUORI è un invito allo spettatore a muoversi nello spazio interno ed esterno dell'artista e di se stesso.