Francesca Checchi / Maria Pia Picozza – Eterotopia

Roma - 12/07/2017 : 23/07/2017

Il giardino della piazza, frequentato e attraversato quotidianamente da centinaia di persone, diventa per le artiste romane Francesca Checchi e Maria Pia Picozza un luogo di indagine e di intervento.

Informazioni

Comunicato stampa

Piazza Bologna, crocevia di numerose strade e punto focale del quartiere Nomentano, ricopre una posizione centrale, circondata da edifici di diverse epoche dove transita la metropolitana B che unisce il nord-est con il sud di Roma.
Il giardino della piazza, frequentato e attraversato quotidianamente da centinaia di persone, diventa per le artiste romane Francesca Checchi e Maria Pia Picozza un luogo di indagine e di intervento

Tra passeggiatori distratti, bambini, anziani e persone di tante culture che attraversano la piazza e la metropolitana, le artiste hanno chiacchierato, preso appunti e raccolto disegni e schizzi che riportano le origini familiari delle persone coinvolte.

Eterotopia è il titolo che le due artiste hanno dato al loro intervento pubblico e prende spunto dal termine coniato dal filosofo francese Michel Foucault, secondo il quale i luoghi reali, riscontrabili in ogni cultura di ogni tempo sono strutturati come spazi definiti, ma “assolutamente differenti” da tutti gli altri spazi sociali.
Il lavoro artistico di Francesca Checchi si sviluppa in un rapporto tutto singolare con lo spazio ed il corpo. Affascinata dall’imponenza degli alberi, ne trae ispirazione ricreando la bellezza dello stato naturale attraverso intrecci di trame. Per Piazza Bologna l’artista ha ricreato il disegno di una nuova radice sulla base degli alberi genealogici consegnati dalle persone coinvolte nell’azione artistica.
La ricerca di Maria Pia Picozza ruota attorno all’equilibrio compositivo e strutturale della scultura e del filo di ferro utilizzato come materiale privilegiato. Ripiegando il materiale su se stesso numerose volte, l’artista realizza grovigli di fili per creare una grande composizione che si dipana dalle radici del disegno sottostante.
Su una parete di cemento presente nella Piazza le artiste realizzeranno un lavoro a quattro mani, ribaltando la prospettiva del luogo e unendo idealmente lo spazio sottostante la metro con lo spazio della piazza. Francesca Checchi e Maria Pia Picozza – accomunate dall’incessante ricerca del significato delle origini e delle migrazioni – mettono in relazione la loro pratica con le persone incontrate nel corso del tempo a Piazza Bologna, attivando un dialogo con esse e lo spazio circostante.
Eterotopia è un progetto a cura di Simona Merra e si inserisce all’interno del Festival B_sides Your Art moves the city organizzato dall’Associazione Culturale River of Trees e Curva Pura. Il festival promuove l’integrazione di interventi creativi in spazi pubblici e privati aperti al pubblico.


Francesca Checchi vive e lavora a Roma. Diplomata all’Accademia di Belle arti di Roma, si è formata presso l’École Supérieure des Beaux arts di Toulouse facendo esperienze con artisti internazionali. Ha partecipato al Masterclass in arti visive e design alla Biennale di Venezia. Cultrice della materia in Metodologia della progettazione all’Accademia di Belle Arti di Roma. Tra le diverse mostre collettive ha partecipato: Hanji, viaggio nei territori della carta, Istituto Culturale Coreano, Roma (2017); Yellow, Tiny Biennale, Temple University, Roma (2017); Portrait, Tiny Biennale, Temple University, Roma (2015); Sospensione, Opera Bosco, Museo dell'Arte nella Natura, Calcata, (Vt), progetto presentato nel convegno La donna nell'arte e le artiste nei musei all'Art Forum Würth, Capena, Rm (2015) MU.SP.A.C. L’Aquila, L’eccezione e la regola (2013); Sinestesie, museo Michetti (2008). Ha partecipato alla 52° Biennale di Venezia Musica con i video nell’opera musicale del compositore Mauro Cardi con Sonia Bergamasco ed ha ottenuto la menzione speciale al Festival Internacional de Cine Visión Frontera Mexico.
Maria Pia Picozza vive e lavora a Roma. Si laurea in Scultura nel 2008 all'Accademia di Belle Arti di Roma dove nel 2012 al 2015 è Cultrice della Materia in Tecnologia della Carta e Tecniche Grafiche Speciali. Attualmente è Assistente di Laboratorio nella cattedra Scultura. È del 2014 la sua prima personale solofuga alla Galleria romana Artisti ai Banchi. Tra le mostre collettive, residenze e interventi urbani più significativi si ricordano: Cvtà streetfest, Civita Campomarano (2017); cb; Hanji, viaggio nei territori della carta, Istituto Culturale Coreano, Roma (2017); 50x50x50, Temple University, Roma (2017); Hanji, Maschio Angioino, Napoli (2017); Basta!, RISD, Palazzo Cenci, Roma (2017); Yellow, Tiny Biennale, Temple University, Roma, (2017); Residenza BOCS, Cosenza (2015); Formal, RISD, Palazzo Cenci, Roma (2017); sospensione, Opera Bosco, Museo dell'Arte nella Natura, Calcata, Vt; progetto presentato nel convegno La donna nell'arte e le artiste nei musei all'Art Forum Würth, Capena, Rm (2015); Portrait, Tiny Biennale, Temple University, Roma (2015).