Francesca Cao – Temporary Life

Milano - 26/06/2014 : 11/07/2014

Dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo nel 2009, la fotografa Francesca Cao ha intrapreso un percorso di mappatura del territorio italiano, alla ricerca dei residui dei terremoti passati, delle ferite rimaste aperte e di tutto ciò che ha segnato il paesaggio post-sismico anche nei modi e nelle forme del vivere delle comunità colpite.

Informazioni

  • Luogo: POL!FEMO
  • Indirizzo: Via Giulio Cesare Procaccini, 4 20154 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 26/06/2014 - al 11/07/2014
  • Vernissage: 26/06/2014 ore 17,30
  • Autori: Francesca Cao
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dal lunedì al venerdì | ore 10-18
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

I terremoti hanno lasciato molti segni sul territorio italiano: geografici, sociali, architettonici. Dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo nel 2009, la fotografa Francesca Cao ha intrapreso un percorso di mappatura del territorio italiano, alla ricerca dei residui dei terremoti passati, delle ferite rimaste aperte e di tutto ciò che ha segnato il paesaggio post-sismico anche nei modi e nelle forme del vivere delle comunità colpite

Curata da Irene Alison per Doll’s Eye Reflex Laboratory, la mostra traduce simbolicamente i contenuti e lo spirito del progetto attraverso un allestimento volutamente informale capace di evocare l’idea di una vita “temporanea”, perennemente sospesa, in attesa di un trasloco verso il futuro.
Earthquakes have left social, geographical and architectural signs on the Italian landscape. After the earthquake that shook L’Aquila in 2009, the photographer Francesca Cao begun her travel through the Italian territory, mapping the past earthquakes, looking for residues of the past earthquakes, for the open wounds of the unrealized reconstruction, for the emergency architecture, that marked (often for a long time) the post-seismic landscape and the life of the people and communities who where hit by the tragedies.
Together with DER*LAB, Francesca elaborated a book project and an exhibition that recompose the pieces of her travel.