Flexin Flexin try to exercise

Venezia - 27/06/2019 : 28/06/2019

Il progetto Flexin Flexin try to exercise sonda caratteri e contorni del depositato che anni di insegnamento di Arti Visive e Moda - i docenti, i corsi e soprattutto coloro che dentro Iuav si sono formati - hanno concorso a creare. Flexin Flexin try to exercise è una mostra e un progetto editoriale dal cui dialogo prende forma una rilettura del passato, anche recente.

Informazioni

Comunicato stampa

FLEXIN FLEXIN TRY TO EXERCISE
27–06–2019 / 28–06–2019
A cura di Francesca Filisetti, Matias Julian Nativo, Alessia Prati
Chiostro dei Tolentini, Padiglione - Santa Croce 191, 30135 Venezia
Opening giovedì 27 giugno 2019, dalle 19:00 alle 23:30
Il progetto Flexin Flexin try to exercise sonda caratteri e contorni del depositato che anni di insegnamento di Arti Visive e Moda - i docenti, i corsi e soprattutto coloro che dentro Iuav si sono formati - hanno concorso a creare

Flexin Flexin try to exercise è una mostra e un progetto editoriale dal cui dialogo prende forma una rilettura del passato, anche recente, attraverso appropriazioni e misconoscimenti da una parte e rinnovate affermazioni dall’altra. Studenti attualmente iscritti e studenti già laureati sono stati chiamati a intervenire attivamente nella creazione di un’immagine che deve essere interpretata come una sorta di autoritratto. Quest’ultimo è perciò frutto di molteplici punti di vista a cui si è deciso di dare uguale spazio e importanza, nella consapevolezza che probabilmente quella che viene consegnata è, in ogni caso, un’immagine parziale e personale.
La mostra
Con Pietro Ballero, Andrea Bertazzon, Ginevra Brizioli, Francesco Fazzi, Hyejin Ryu, Sara Santarelli, Bianca R. Schröder, Erik Starc, Alessia Tarda, Alessandra Varisco, Maria Chiara Ziosi
Attraverso una call è stato chiesto a coloro che attualmente frequentano i corsi di Arti Visive o Moda - triennale o magistrale - di unirsi in nuove e impreviste collaborazioni e di ipotizzare dei progetti che avessero come unica prerogativa quella di prendere spunto da opere o collezioni di studenti di precedenti anni accademici. Il materiale d’archivio, recuperato grazie alla collaborazione dei docenti, agli uffici dell’amministrazione Iuav, alle pubblicazioni edite e alle fondazioni che hanno interagito con l’università nel corso degli anni, prima fra tutte Bevilacqua La Masa, è stato organizzato nel profilo Instagram flexinflexinexercise alla stregua di unica piattaforma di contenimento di tutta la documentazione reperita. La ricerca così effettuata ha rappresentato, oltre che uno spunto per coloro che hanno applicato alla call, il momento iniziale della riflessione circa i due corsi - delle loro comunanze e delle loro divergenze - che costituisce l’intento del progetto.
Tra le numerose proposte ricevute, sono stati selezionati i quattro progetti site-specific che meglio hanno saputo flettere, piegare e risemantizzare il preesistente secondo modalità inattese. Talvolta evidenti, in alcuni casi appena percettibili, i rimandi, i dialoghi, le modifiche apportate alle opere originali costituiscono la revisione, la rilettura e la ridefinizione del passato a partire dalle necessità e dagli immaginari della generazione di studenti che attualmente frequenta lo Iuav di Venezia. L’errore nella lettura e nella comprensione dell’opera costituiscono in tal senso un’eventualità che, all’interno dell’economia del progetto, si configura come apertura di potenziale. Monelle di Andrea Bertazzon (Design della moda, triennale), Ginevra Brizioli (Arti visive, magistrale), Francesco Fazzi (Arti multimediali, triennale), Alessandra Varisco (Design della moda, triennale), Maria Chiara Ziosi (Arti visive, magistrale) stabilisce un dialogo tra Monelle (2018) di Diego Marcon e Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno (2016) di Davide Sgambaro attraverso una performance in cui il corpo diviene strumento di misurazione dello spazio architettonico e unico canale di comunicazione e relazione con l’altro; REALE POTENZIALE PARANOICO di Erik Starc (Design della moda, triennale) e Bianca R. Schröder (Arti visive, magistrale) recupera la collezione Tribalitalia (2017) di Giovanni e Gregorio Nordio proponendo due sculture che all’immaginario tutto italiano fatto di Craxi, Alessandra Mussolini e Collodi dei due fashion designer sostituiscono quello di Italo Calvino di Le Cosmicomiche (1965); Free Stripes di Pietro Ballero (Arti visive, magistrale), in collaborazione con Sara Santarelli (Moda, magistrale) e Alessia Tarda (Moda, magistrale) reitera l’atteggiamento di osservazione, recupero e ricontestualizzazione di elementi caratteristici di alcune case di moda presente in Dada Poem (2018) di Lia Cecchin facendo delle strisce Adidas l’elemento formale di un invasivo pattern architettonico; Talking to Myself di Hyejin Ryu (Arti multimediali, triennale) accosta l’opera James Hiram Bedford (2013) di Luca Trevisani alla performance e installazione realizzata presso le sale storiche dell’istituto tecnico commerciale statale Riccati-Luzzatti di Treviso nel 2011 in occasione del Graduate Fashion show a cura di Michel Bergamo, Judith Clark, Mario Lupano, Fabio Quaranta, Cristina Zamagni, consegnando, attraverso un’installazione, l’esperienza perturbante della Venezia vissuta dalla studentessa coreana.
La mostra si sviluppa nella sede dei Tolentini all’interno del padiglione realizzato nel 2018 sulla base del progetto LightMotiv degli studenti di Architettura Davide Del Sante e Damiano Mazzocchini e nella corte immediatamente adiacente. Lo spazio, con il quale le opere attivano un dialogo serrato, diviene il contenitore più conforme a un progetto che intende parlare delle esperienze formative passate e attuali.
Il progetto editoriale
Con Riccardo Ballarani e Massimiliano Mucciarelli, Calori&Maillard, Giovanna Chiades, Eleonora Corbanese, Andrea De Stefani, Stefano Faoro, Roberto Fassone, Valentina Furian, Melania Fusco, Eleonora Gasparini, Giovanni Giaretta, Eleonora Luccarini, Olimpia Macrì e Ylenia Fratto, Rachele Maistrello, Corinne Mazzoli, Denis Micheli, Marta Oliva, Sara Peretti, Fabio Ranzolin, Nuvola Ravera, Caterina Rossato, Donato Spinelli, Jacopo Valentini, Rafael Wolanowski, Erjola Zhuka, Giulia Zubiolo
Il progetto editoriale articola ulteriormente la riflessione attraverso una modalità affine, ma che in qualche modo costituisce una sorta di contrappunto a quella della mostra. Studenti già laureati o laureandi sono stati chiamati a restituire l’immaginario delle loro personali ricerche laddove agli studenti attuali si è chiesto di metabolizzare immaginari e ricerche altrui. 26 sono gli autori selezionati sulla base della comune formazione presso Iuav, Arti visive o Moda, triennale, magistrale, master o dottorato. A ciascuno è stato assegnato lo spazio di sei pagine, due singole e due doppie, senza alcuna indicazione se non quella di reinterpretare visivamente il topic flexin. Quasi completamente privo di un’archeologia che ne limiti la gamma di significati, il termine si presta a subire quegli spostamenti, quelle contratture e quei rovesciamenti auspicati per trasmettere l’immagine di una università eterogenea e dai percorsi molteplici. Attraverso un montaggio - a volte stilistico, a volte tematico, a volte conciliante, altre volte violento - ogni contributo è stato sottoposto a un non ponderato, forse non desiderato, allargamento dei propri confini attraverso l’associazione con quello immediatamente precedente e quello successivo.
Pur non vincolandosi reciprocamente - il progetto non è il catalogo della mostra - i due interventi costituiscono due poli, tra loro dialoganti, esplicativi di due diverse modalità di riappropriazione e/o post produzione dell’eredità e del passato che l’università Iuav di Venezia ci consegna.
Mostra
A cura di Francesca Filisetti, Matias Julian Nativo, Alessia Prati
Coordinamento della produzione: Lucia Bergamaschi
Assistenti curatori: Olimpia Macrì, Ylenia Fratto
Progetto grafico: Chiara Pagano
Coordinamento IG: Silvia Guadagnin,Tommaso Mauriello, Martina Rizzieri

Progetto Editoriale
A cura di Francesca Filisetti, Matias Julian Nativo, Chiara Pagano, Alessia Prati
Progetto grafico: Chiara Pagano



Si ringraziano
Angela Vettese, Maria Luisa Frisa, Mario Lupano, Gabriele Monti, Saul Marcadent

La mostra è realizzata con il sostegno di:
Università Iuav di Venezia
S.d.S. Senato degli Studenti
Cover: Photo Credit: Ginevra Brizioli, Performance Monelle