Fiorella Rizzo / Davide Iodice

Lecce - 19/06/2014 : 19/06/2014

Presentazione della monografia di Fiorella Rizzo e inaugurazione della personale del fotografo torinese Davide Iodice.

Informazioni

Comunicato stampa

Presentazione della monografia dell’artista Fiorella Rizzo
19 giugno 2014 alle 18.30


Museo storico della città di Lecce – MUST, via degli Ammirati 11 – 73100 Lecce
Info: +39.0832.24.10.67

Interverranno:
Nicola Massimo Elia, Direttore del MUST
Toti Carpentieri, Curatore del MUST
Simona Brunetti, Critica d’arte e autrice di un contributo nel volume
Christine Farese Sperken, Docente di storia dell’arte contemporanea all’Università degli studi di Bari

Nel corso della presentazione sarà proiettato un documentario dedicato alla mostra di Fiorella Rizzo al museo Carlo Billotti di Roma



FIORELLA RIZZO (2014), Carlo Cambi Editore
Testi di Amnon Barzel, Edvige Bilotti, Simona Brunetti,
Toti Carpentieri, Stella Santacatterina

Il progetto di questo libro nasce in occasione della mostra di Fiorella Rizzo, InOltre, a cura di Amnon Barzel al Museo Carlo Bilotti di Roma, in seguito è stato arricchito da una più ampia documentazione di opere e contributi critici, diventando, così, un testo importante per l'approfondimento del percorso del lavoro dell'artista.
Un contributo è stato dato anche dalla Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, ha esposto nello stesso periodo un'opera della Collezione Campana 1980.
Il volume si apre con un dialogo dell'artista con Amnon Barzel, un intenso confronto su poetica e tematiche: dai semi alle asce, dalla terra alle leve, dai vetri alle materie plastiche, dalle foto agli scritti, dal mistero all'enigmatico, solo per citare alcuni elementi del suo lavoro. Scrive Barzel "Fiorella Rizzo lavora da più di trenta anni con risultati anticipatori importanti: dalla seconda metà degli anni ‘70 affronta il mistero della vita con linguaggio personale e autentico, dando forma a ciò che non ha forma. “
Stella Santacatterina analizzando concetti fondamentali del lavoro dell'artista, contribuisce alla comprensione dello stesso atto creativo scrivendo“ E ancora "La forma è l'istante in cui il verbo dell'opera incarna il suo carattere infinito in un eterno presente. Le opere della Rizzo mirano a scavalcare le convenzioni artistiche attuali, per ritrovarsi nel senso della storia e dell'arte eccezionale.”
Come nelle opere, anche negli scritti dell'artista, alcuni pubblicati in questo libro, è evidente un’attitudine a svelare e a velare caratteristica peculiare del suo lavoro anche dovuta alla trasformazione delle materie che ingannano l’occhio e la percezione, una peculiarità su cui si sofferma Edvige Bilotti.
"Le opere portano qualcosa di nascosto che deve essere scoperto. Una dimensione che dà il vero senso all'andare oltre le apparenze ingannevoli, oltre ciò che esprimono le parole e la visibilità descrittiva.” “La sfida per rintracciare il celato prosegue nell’espressione InOltre in cui la parola Io è nascosta ma visibile.”
"Il tempo nell'arte è solo nel suo farsi linguaggio" Toti Carpentieri riportando questa frase dell'artista, prosegue scrivendo "partendo da questa affermazione, muovendoci all'interno dell'espressione e del segno, della parola e dell'immagine, e quindi del tempo, ci piace leggere il percorso InOltre ben oltre la tangibilità dell'opera/oggetto/azione”.
L'Io pensante è in grado di far valere ogni sua ragione, ribellandosi a qualsiasi tentativo di livellamento e manipolazione culturale, La consapevolezza dell'artista di essere un soggetto storico che produce un'opera a-storica, pur avvalendosi dei sistemi linguistici del tempo in cui si trova ad operare. Una consapevolezza che si avvale anche di uno sguardo che assume, nella sua perenne circolarità tra interno ed esterno, un ruolo centrale, così come è ben evidenziato in alcuni testi di questo volume. Scrive Simona Brunetti "Lo sguardo a cui si riferisce l'artista è lo stesso capace di lacerare il foglio dello spazio - tempo a cui ella stessa fa riferimento nella frase che si sovrappone all'immagine stilizzata di un'arcata sopraccigliare, che altro non è che un gancio da macelleria.”
Un invito, dunque, a "rivolgere lo sguardo oltre le relazioni simmetriche tra visto e vedente, tra spettatore e rappresentazione.”

Fiorella Rizzo, artista salentina di stanza a Roma dagli anni Settanta, è una delle protagonista della sezione Temporary del MUST: all’interno del museo è infatti esposta una sua grande opera scultorea.

Il progetto rientra tra le attività della candidatura di Lecce a Capitale Europea della Cultura 2019.

di Davide Iodice

19 giugno 2014
inaugurazione Extravolti ore 20.30
MUST_MUSEO STORICO DI LECCE
Via degli Ammirati, 11 - Lecce


Giovedì 19 giugno alle ore 20.30 inaugura al Must_Museo storico di Lecce, il progetto fotografico Extravolti in difesa della cultura di Davide Iodice.

Con Extravolti, Davide ha ritratto più di 80 volti noti dello spettacolo, della musica e dell'arte che si sono fatti fotografare con il volto compresso, bloccati in una smorfia, schiacciati contro un invisibile muro a suggerire, con grande enfasi ed empatia, la sensazione di immobilismo, sofferenza e compressione che affligge la cultura italiana nel momento storico che stiamo vivendo.
Durante la serata Davide Iodice sarà a disposizione del pubblico per scattare una foto in stile “extravolto” a chi lo desidera. I ricavati della vendita dei cataloghi di Extravolti saranno totalmente devoluti ad Emergency.

Il progetto di Davide Iodice, definito dalla stampa italiana: “Quando il vip ci mette la faccia... in difesa della cultura: artisti, sportivi, filosofi, giornalisti hanno partecipato a Extravolti” Best Movie o come “Per trasformare il grido e la sofferenza, evocati dalle immagini, in progetti per la vita, e dimostrare ancora una volta che le idee, la creatività sono indispensabili per la crescita della società e costituiscono una risorsa concreta su cui investire. Come una moderna pietra filosofale, che trasforma i metalli in oro, possono tradurre i progetti in valore economico e farlo in modo unico , elevando le menti come solo l’arte può fare” Repubblica, parte in tour e toccherà molte città italiane dove i volti di noti esponenti della cultura italiana sono ritratti con un severo bianco e nero che ne enfatizza i tratti e l’espressione.
Alcuni dei personaggi che hanno aderito al progetto: Alba Rohrwacher, Claudio Bisio, Morgan, Loredana Bertè, Stefano Bollani, Paolo Rossi, Carla Fracci, Margherita Hack, Gian Marco Tognazzi, Fabrizio Bosso, Leonardo Pieraccioni, Roy Paci, Marco Travaglio, Fiona May, Massimo Cacciari, Vinicio Capossela, Francesco Casorati, Enrico Colombotto Rosso, Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Rosario Fiorello, Luca Argentero, Alessandro Haber, Linus, Luigi Lo Cascio, Giuliano Montaldo, Pali e Dispali, Arnaldo Pomodoro, Luca Ronconi, Giovanni Soldini, Gianni Vattimo, Stefania Belmondo, Andrea Chiarotti, Michele Trimarchi, Giancarlo Barolat, Gianfranco Vissani, Dario Ballantini, Valeria Paniccia, Enrico Robusti, Andy, Don Gallo, Loredana Furno, Mauro Bigonzetti, Caparezza, Paolo Fresu, Cristina Dona’, Samuel, Alberto Fortis, Paola Turci, Ugo Nespolo, Silvio Saffirio.

Lo stesso Iodice definisce EXTRAVOLTI come: “Non solo una sfida, ma un’opportunità nata con l’idea di utilizzare la fotografia come codice artistico col quale da sempre, insieme alla musica, elaboro esperienze e sperimentazioni. In questo caso il messaggio è stato costruito dando al vetro il ruolo dell’ignoranza che, attraverso la sua freddezza e trasparenza, deforma il valore dell’arte, rappresentata dai visi di ogni forma culturale e artistica. Contrariamente alle premesse, il progetto non va letto con pessimismo o scarsa fiducia della potenza culturale, bensì come una “fotografia” mentale attraverso la “fotografia” reale di una civiltà contemporanea che, sovente, tende ad emarginare l’arte e i suoi alfieri da tutto ciò che viene considerato immediatamente utile allo sviluppo umano. Garantire questa pratica significherebbe riconoscere alla creatività umana un impegno verso nuove forme interpretative del futuro, restituendo maggiori possibilità di successo civile e umano oltre che la realizzazione di nuovi “colori emotivi”.
Davide Iodice - 1980 Torino – musicista e fotografo - accantonata la laurea in Audiometria presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, decide nel 1999 di ritornare alla sua unica passione: l’arte. Riprende il percorso artistico concentrandosi sullo studio della musica classica ed elettronica, realizzando dopo due anni un lavoro musico sperimentale con la collaborazione dell’orchestra sinfonica bulgara e il virtuosismo dei synth di ultima generazione. Con la collaborazione musicale di Dejan Pavlov, Alessandro Cardinale e Luciano Nieddu adatta personalmente i testi alla musica da lui scritta e interpretata nell’album d’esordio “Delirica”, un mix di sonorità orchestrali graffiate da chitarra rock e colorate da suoni elettronici cuciti con inserti della voce del soprano dell’arena di Verona Sandra Balducci. Con questo disco ottiene numerosi successi tra cui: 1’ premio Bindi miglior musica e suono nel 2008, 2’ premio a pari merito in Festival delle arti di Bologna, qualificazione alle finalissime del Contursi Festival, qualificazione alle finalissime di Musica e Sound di Bari. A novembre è uscito Larsen il suo ultimo album, prodotto con Gionata Bettini di Noise Cube.
La sua verve sperimentale lo costringe alla poliedricità creativa; spinto dal desiderio di promulgare la voce dell’arte e della cultura si dedica da più di un anno al suo primo progetto fotografico intitolato Extravolti e contemporaneamente sta portando avanti il progetto internazionale Eclissi in difesa dell’ambiente naturale nel quale viviamo e che, continuamente, compromettiamo. Hanno già aderito al nuovo progetto facendosi ritrarre personalità del calibro di Giuseppe Tornatore, Bill Pulmann, Richard Branson, Kerry Kennedy e Bob Jr Kennedy.