Filippo Juvarra a Torino. Fantasia barocca

Torino - 19/12/2014 : 22/02/2015

Uno spettacolo multimediale per festeggiare 300 anni di Juvarra a Torino.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO CIVICO D'ARTE ANTICA - PALAZZO MADAMA
  • Indirizzo: Piazza Castello - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 19/12/2014 - al 22/02/2015
  • Vernissage: 19/12/2014 ore 18 su invito
  • Generi: performance – happening, serata – evento, new media
  • Orari: martedì - sabato 10.00 - 18.00 domenica 10.00 - 19.00 la biglietteria chiude un’ora prima chiuso il lunedì
  • Biglietti: intero € 10, ridotto € 8, gratuito ragazzi fino ai 18 anni e abbonati Musei Torino Piemonte In presenza di mostre temporanee le tariffe potranno subire variazioni.

Comunicato stampa

A 300 anni dal giuramento di Filippo Juvarra, nominato “Primo Architetto Civile” da Vittorio Amedeo II di Savoia il 15 dicembre 1714, Palazzo Madama ricorda il suo architetto con un emozionante spettacolo di proiezioni video e di suoni che ripercorre le tappe della sua carriera a Torino.

Immagini, luci, musica per un’esperienza carica di significato e unica. L’architetto siciliano che trasformò Torino in capitale del regno con i suoi capolavori, primo fra tutti la facciata di Palazzo Madama, è celebrato oggi all’interno della Sala che affaccia sullo Scalone da lui progettato

Grazie al lavoro di Art Media Studio di Firenze e degli architetti Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, Palazzo Madama mette in scena una spettacolare video installazione che prende spunto dalle collezioni di disegni di Juvarra conservate nelle collezioni del museo. Nella Sala Senato saranno esposti anche i quattro album di disegni che Filippo Juvarra confezionò prima della sua partenza per Madrid. Sitratta di volumi composti da 644 fogli realizzati a matita, penna e acquerello tra il 1706 e il 1735.

Tutti gli album sono stati digitalizzati ad alta definizione con una qualità che permette di apprezzare nei minimi dettagli la straordinaria qualità di Juvarra come disegnatore e la sua inesauribile fantasia creativa. Schizzi e disegni architettonici, “pensieri” progettuali, paesaggi di fantasia, scenografie, disegni d’ornato vengono fatti dialogare tra di loro e messi in relazione con le architetture realizzate a Torino e in Piemonte, e soprattutto con l’intelaiatura architettonica della Sala del Senato. Il pubblico assisterà a una proiezione audio–video incrociata ed evocativa, coinvolgente dal punto di vista emozionale e in alcune parti interattiva. I disegni prendono vita, si animano e interagiscono con gli edifici, con gli oggetti, con i personaggi della storia di Torino prima capitale del regno sabaudo.Le immagini saranno proiettate su tre lati della sala del Senato.

La video installazione si articola in nuclei tematici che affrontano i diversi aspetti della produzione artistica di Filippo Juvarra: dall’incontro con Vittorio Amedeo II di Savoia, che nel 1714 si trovava in Sicilia per ottenere il titolo regio, alle vedute di Torino prima dell’arrivo dell’architetto. Alcune sezioni sono dedicate ai progetti architettonici: la Reggia di Venaria e la palazzina di caccia di Stupinigi, Superga, Santa Cristina, San Filippo, e le scale monumentali di Palazzo Madama e Palazzo Reale. Il genio di Juvarra regista della progettazione e dell’arredo, insieme ai disegni scenografici, le vedute fantastiche, i disegni di ornato, fino alla storia degli album: i quattro volumi realizzati alla fine della carriera di Juvarra e conservati a Palazzo Madama. Scipione Maffei nel 1738 così descriveva Filippo Juvarra: “allegro, di buona conversazione, e molto amico de’ divertimenti. […] Era così veloce nel disegnare, e nell’inventare, che trattenendosi spesso con molti amici, e gentiluomini nel caffè del Castello, fattagli qualche richiesta, mettea subito in carta diversi pensieri”. Il disegno non è semplicemente una fase del processo creativo in cui l’idea iniziale prende forma visibile, né soltanto uno strumento di lavoro destinato a committenti e maestranze.

Attraverso il disegno Juvarra evoca l’essenza del volume di un edificio, oppure traduce in forme la sua inventiva di ornatista, memore dell’esperienza nella bottega del padre orafo. Osserva la realtà e la restituisce in veduta fantastica, osserva un modello classico e ne coglie l’essenza profonda.