Fibre Parallele – Lo splendore dei supplizi

Bari - 18/10/2013 : 20/10/2013

Uno spettacolo in quattro quadri sulle relazioni umane, sui rapporti di potere e di violenza che a volte le animano, microcosmi che riflettono una più vasta relazione con il mondo.

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Comunicato stampa


La stagione del Nuovo Teatro Abeliano entra nel vivo e inizia l'attesa rassegna To the Theatre, al suo secondo anno di programmazione. Nove spettacoli tra i più interessanti della scena contemporanea per disegnare nuove riflessioni drammaturgiche e sguardi sul presente. Tra le compagnie alcune sono graditi ritorni, a sottolineare l'attenzione non solo agli spettacoli ma sopratutto a percorsi creativi degli artisti

E' questo il caso della compagnia Fibre Parallele che appunto apre la rassegna venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 ottobre con Lo splendore dei supplizi, spettacolo considerato da molti un punto di maturità teatrale della coppia Lanera – Spagnulo. Uno spettacolo in quattro quadri sulle relazioni umane, sui rapporti di potere e di violenza che a volte le animano, microcosmi che riflettono una più vasta relazione con il mondo. A seguire una produzione Gruppo Abeliano con Anni & Jennifer riscrittura del bel testo Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello e di Prima di colazione di Eugene O’Neill nell’interpretazione di Tina Tempesta, Mino Decataldo e Betti Lusito diretti da Vito Signorile. E ancora il ritorno di Berardi-Casolari con In fondo agli occhi, spettacolo manifesto poetico sulla cecità del nostro caro paese e di ciascuno di noi; la OpenLab Company nello spettacolo Natura Sonoris, delicato spazio di suoni, immagini e corpi creato da Luca Ruzza e Laura Colombo, rappresentato per la prima volta in Italia dopo una lunga permanenza in India; Silvia Battaglio con Io amo Helen ispirato alla vita di Helen Keller autrice sordo cieca che a partire dalla sua “diversità” riscrive il suo mondo relazionale; la compagnia leccese Astragali Teatro con Lisystrata nato da un percorso trans adriatico e rappresentato con grande successo sui palcoscenici esteuropei; Leonardo Capuano con La Sofferenza inutile, episodio bellissimo dei Fratelli Karamazov di Dostoevskji sull’infanzia e il dolore degli innocenti; la barese compagnia Terrae diretta da Rocco Capri Chiumarulo con Prima della poesia dedicato alla vita e all’opera di Garcia Lorca e per chiudere la nuova produzione di Roberto Corradino che con L’osso duro rielabora un racconto di Kafka, L’artista del digiuno, splendido affresco dell’assurdo umano e della ricerca estenuante di un senso di vita.
Una rassegna che, insieme a Actor, Prima Ribalta e A teatro con mamma e papà, intende mescolare i pubblici, dare spazio alle compagnie più giovani accanto a quelle più consolidate, contaminare la tradizione con il nuovo, mettere al centro di ogni forma e genere l’alta qualità del teatro