Ferruccio Pantalfini – Visioni e riflessi

Latina - 07/02/2015 : 27/02/2015

Parafrasando Antonioni, Pantalfini fotografa e ingrandisce la superficie delle cose che stanno intorno a lui, “cercando di scoprire quello che c’è dietro, quello che c’è al di là”.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 7 febbraio 2015 laranarossaGALLERY presenta la prima personale di Ferruccio Pantalfini VISIONI E RIFLESSI a cura di Ersilia Sarrecchia e Vincenzo Scozzarella.

La mostra è la seconda della serie legata al redWEEK'sGALLERY, in cui dal 2 al 6 luglio scorso abbiamo visto il susseguirsi di una serie di eventi espositivi e nel quale è stato promosso il concorso fotografico e di pittura Arte Ambiente e Territorio. L’intenzione del tema proposto nel concorso voleva essere quella di lanciare un forte messaggio di sostenibilità ambientale e promozione del territorio, delle sue caratteristiche architettoniche, culturali e paesaggistiche

La pianura pontina con le sue industrie, i paesi medievali, il mare e i laghi, può offrire molteplici chiavi di lettura e modalità di interpretazione. Ferruccio Pantalfini il 6 settembre scorso è stato proclamato vincitore del terzo premio della sezione pittura dalla giuria presieduta dallo storico dell’arte Vincenzo Scozzarella e composta dall‘architetto Paolo Vittori, la storica dell’arte Francesca Piovan e l’artista Ersilia Sarrecchia.

Una serie di dipinti realizzati tutti negli ultimi mesi del 2014 e questo inizio del 2015, che sviluppano un tema (l’acqua) molto caro all’autore.
Le opere, come lo stesso artista racconta, nascono da uno scatto fotografico personale; attraverso un procedimento di ingrandimento (blow-up), giungono ad una sostanziale trasfigurazione del dato reale che, talora, sconfina in una velata astrazione.
Il procedimento fotografico appare come un tramite per scandagliare luoghi noti o familiari, isolarli, rielaborarli e restituirli in quelle che appaiono essere vere e proprie Visioni. Visioni di una realtà percepita nel suo essenziale dualismo (luce-ombra, pieno-vuoto) e colta nella sua soprannaturalità dopo lenta e profonda riflessione nei natii specchi d’acqua. Parafrasando Antonioni, Pantalfini fotografa e ingrandisce la superficie delle cose che stanno intorno a lui, “cercando di scoprire quello che c’è dietro, quello che c’è al di là”.
Lo stesso artista dichiara che “l’adesione alla pittura figurativa testimonia un innamoramento visivo della realtà. Il procedimento fotografico, prima, la riflessione sul soggetto che produce la composizione dell’opera attraverso il ritaglio e l’ingrandimento, dopo, e, infine, l’esercizio propriamente manuale della restituzione pittorica, generano una nuova visione che restituisce il piacere per la creazione di una essenziale bellezza.”


Vincenzo Scozzarella