Fernando De Filippi – L’epifania del fuoco e gli alberi alchemici

Galatina - 08/08/2013 : 30/08/2013

“L’epifania del fuoco e gli alberi alchemici” segna un nuovo ritorno di Fernando De Filippi nella sua terra d’origine, dopo oltre mezzo secolo di vita a Milano e attività artistica ed espositiva decisamente nomade.

Informazioni

Comunicato stampa

omade mediale e concettuale, come lo definisce il curatore Lorenzo Madaro, Fernando De Filippi è un artista visionario che ha saputo vestire di allegorie e metafore non solo luoghi sociali come i Giardini Pubblici di Martano nel 1991, la Casa Circondariale di Lecce nel 1995, la Sala VIP del Teatro Nuovo di Udine nel 1997, il Palazzo di Giustizia di Palermo nel 2001 tra gli altri, ma anche gallerie e musei di tutto il mondo: nel 1972 a Varsavia la Galleria Wspolczesna, a Bruxelles il Palais des Beaux Arts, e poi Parigi, Ginevra, New York, la California e lo scorso anno la Cina. A Galatina giovedì 8 agosto alle 20 grazie ad Art and Ars Gallery Fernando de Filippi inaugurerà al P.Art - Palazzo della Cultura in via P. Cafaro 2, la sua personale dal titolo “L'epifania del fuoco e gli alberi alchemici” e curata da Lorenzo Madaro.
L’appuntamento, tra i più importante per l’estate pugliese che si tinge d’arte, sarà una festa per conoscere e festeggiare un salentino che in oltre 50 anni è riuscito a costruire un percorso personale e professionale che l’ha reso una delle figure più eminenti dell’arte italiana ed internazionale grazie all’attività svolta nei luoghi deputati alla formazione in campo artistico – è stato direttore del Liceo Artistico e dell’Accademia di Brera – e al suo diretto coinvolgimento in esso. Per i visitatori una sorpresa unica pensata appositamente per l’esposizione galatinese: un opera grafica inedita numerata e firmata, dono dell’artista al suo pubblico.
“L’epifania del fuoco e gli alberi alchemici”, personale dedicata al culto del fuoco e degli alberi, più precisamente presenta inchiostri di china su carta che in parte sono state esposte nel 2008 in una mostra a cura di Toti Carpentieri presso i locali della Confindustria di Lecce, ed opere che rappresentano il mostero del fuoco, esposte di recente nella Biblioteca dell'Accademia di Brera.
L’evento rientra nella serie di mostre dal titolo Off Gallery Project a cura della Art and Ars Gallery di Gigi Rigliaco con la collaborazione di Veronica Vernaleone.
La mostra sarà visitabile fino al 30 agosto dalle 18 alle 21, domenica chiuso.
Per info 329 6872838 – 338 6338627 [email protected]
UFFICIO STAMPA
CALLIOPE Comunicare Cultura
Ref. Elena Riccardo 338.8321161
www.calliopecomunicarecultura.net
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BIO
FERNANDO DE FILIPPI nasce a Lecce nel 1940; si forma dapprima all’interno dei corsi di Pittura della scuola media annessa al locale Istituto d’Arte Giuseppe Pellegrino. Il diploma di Maestro d’Arte arriva nel 1959, quando decide di soggiornare a Parigi prima di trasferirsi a Milano. Qui frequenterà i corsi di Pittura e di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, concludendo i suoi studi nel 1964. Due anni dopo, nel 1966, ha inizio il suo impegno accademico, che caratterizzerà la sua vita professionale fino agli anni più recenti. Diviene docente di Ornato presso il Liceo Artistico di Brera, coprendo successivamente il ruolo di direttore; dal 1973 insegna Tecniche Grafiche Speciali presso l’Accademia di Brera, trasferendosi successivamente a Bari, dove coprirà la cattedra di Scenografia presso l’Accademia; rientra a Brera nel 1982 per assumerne la direzione dal 1991. Parallelamente all’attività accademica, nel 1959 De Filippi inaugura quella che sarà la sua lunga attività espositiva con una personale presso la Galleria “Il Sedile” di Lecce. Sarà poi Milano ad accogliere le sue principali personali (Galleria Eidac - 1962; Galleria Maya - 1963; Galleria Sebastiani - 1964) unitamente a Venezia (Galleria Il Cavallino - 1965 XXXVII Biennale Internazionale d’arte di Venezia - 1976), Roma (Galleria Il Levante - 1967; Studio Condotti - 1969; Galleria Siro - 1972), Bari (Galleria Ester Milano - 1982; Galleria Le Muse - 1991; Galleria Contemporanea - 1996) e Lecce (Palazzo Ducale, San Cesario di Lecce - 1985; Castello Aragonese, Otranto - 1999; Museo Provinciale, Lecce - 2009). Dal 1971 valica i confini nazionali per esporre a Varsavia (Galleria Wspolczesna), e successivamente a Bruxelles (Palais des Beaux Arts 1972), Parigi (Musee d’Art Moderne de la Ville de Paris - 1974; Galerie Lara Vincy - 1975), Ginevra (Galerie Ecart - 1977), New York (Frankline Fournace - 1979), California (Kala Institute, Berkeley - 1988), Buenos Aires (Centro Borges - 2005), Guangzhou - Cina (AHA Art Space - 2012).
Tra le opere pubbliche realizzate, ricordiamo le Fontane Monumentali presso i Giardini Pubblici di Martano (1991), presso la casa circondariale di Lecce (1995) e in Piazza del Mediterraneo a Bari (1997), le Decorazioni Pittoriche della Sala VIP del Teatro Nuovo di Udine (1997), della Capitaneria di Porto di Cagliari (1998) e della Sede Inpdap di Roma (1999), e infine le sculture monumentali del Palazzo di Giustizia di Palermo (2001) e quella di Piazza Repubblica a Tortolì (Nuoro).
Hanno scritto sul suo lavoro, tra gli altri: Guido Ballo, Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Toti Carpentieri, Antonio Cassiano, Claudio Cerritelli, Vittoria Coen, Enrico Crispolti, Flaminio Gualdoni, Massimo Guastella, Pietro Marino, Titti Pece, Elena Pontiggia, Cesare Vivaldi, Stefano Zecchi, Marina Pizzarelli.

ENGLISH VERSION
Thursday, July 18th at 20 at P.Art - Palace of Culture in Galatina - Lecce Via P. Cafaro 2 - Art and Ars Gallery opens two exhibitions curated by the young art critic Lorenzo Madaro:
Medial and conceptual nomad, as defined by the curator Lorenzo Madaro, Fernando De Filippi is a visionary artist who knew how to dress of allegories and metaphors not only social places like the Public Gardens in Martano in 1991, the Prison of Lecce in 1995, the Hall VIP of the New Theatre of Udine in 1997, the Palace of Justice in Palermo in 2001 among others, but also galleries and museums around the world: in 1972 the Gallery Wspolczesna in Warsaw, in Brussels Palais des Beaux Arts, and then in Paris, Geneva, New York, California and last year in China. In Galatina Thursday, August the 8th at 20, thanks to Art and Ars Gallery, Fernando de Filippi inaugurate his exhibition "The epiphany of fire and alchemical trees" and curated by Lorenzo Madaro at P.Art - Palace of Culture in via P. Cafaro 2.
After De Chirico’s in Otranto De Filippi’s exhibition is the most important of this summer in Salento and it will be a party to meet and celebrate the artist coming back to this territory after 40 years international artistic work. His personal and professional development has made him one of the most eminent figures of Italian and international art; he was director of the Art School and the Academy of Brera (MI) too. "The epiphany of fire and alchemical trees", dedicated to the worship of fire and trees, more precisely presents pencils on paper that have been displayed in an exhibition curated by Toti Carpentieri at Confindustria in Lecce, and works with fire, recently exposed in the Library of the Academy of Brera.
The event is part of Off Gallery Project, a series of exhibitions organized by Gigi Rigliaco’s Art and Ars Gallery.
The exhibition will be open to visitors until August 30 from 18 to 21, Sunday closed
More info 329 6872838 - 338 6338627 artgallery.rigliaco @ virgilio.it

LORENZO MADARO SU FERNANDO DE FILIPPI
L'epifania del fuoco e gli alberi alchemici
“L’epifania del fuoco e gli alberi alchemici” segna un nuovo ritorno di Fernando De Filippi nella sua terra d’origine, dopo oltre mezzo secolo di vita a Milano e attività artistica ed espositiva decisamente nomade. Nomade come il suo percorso mediale e concettuale, che dagli anni Sessanta in poi ha attraversato, spesso precorrendo i tempi, questioni, tematiche e situazioni dell’arte del suo tempo, virando dalla politica al mito, dal concettuale all’azione, spesso mixando senza soluzione di continuità questi complessi aspetti. Tra i diversi leitmotiv che oggi si potrebbero riconoscere nella sua ampia ricerca emerge un’attenzione costante verso la natura, non intesa naturalmente come immaginario del reale da enunciare nella sua accezione paesaggistica, ma come entità, territorio di riflessione, teatro di analisi e – perché no? – meditazione. Non una visione edenica, quindi, troppo spesso fraintesa. Osservando velocemente a mo’ di zapping le opere pubblicate sulle monografie edite in questi lunghi anni, la natura si rivela infatti come un terreno di sperimentazione e speculazione plurale. Dalle fotografie che ritraggono porzioni di scrittura in riva al mare (correvano gli anni Settanta) alle grandi mareggiate degli anni Ottanta, foriere di rimandi a una mitologia mediterranea e per certi versi anche lupiense – giusto per sottolineare ancora una volta le radici mai interrotte con Lecce e il Salento –, per giungere alle grandi architetture scenografiche e alle più recenti opere tropicali, che proseguono un discorso già avviato nei Sessanta. E per poi approdare ai grandi alberi, ad Arbor solis, e all’epifania del fuoco, che rientra in un progetto ancora in progress dedicato ai quattro elementi.
Arbor solis: segni estremamente minuti, elaborati con matite o sanguigna su carte giapponesi, rivelano alberi maestosi e senza tempo, architetture naturali in cui vivono e si muovono con disinvoltura esseri antropomorfi, figure provenienti da quell’immaginario mitologico che a De Filippi appartiene da più di qualche decennio. Sono l’alba di un mondo, una convivenza armonica tra figure oniriche e apparati naturali immobili, disegnati con una precisione massima nei confronti del dettaglio, è il miraggio che De Filippi ci invita a cogliere nella sua essenza. Mentre i moduli delle foglie ricostruiscono un’armoniosità interiore ed esteriore deteriorata ormai dal tempo e dall’uomo. Sono silenziosi questi grandi disegni, nonostante le dimensioni imponenti si lasciano osservare da uno sguardo discreto e attento, poiché sono metafora di un pensiero riflessivo, paradigma visivo di allegorie, metafore e riferimenti.
È dirompente il confronto con il nucleo di opere stampate con procedimenti digitali (stampate in un solo esemplare) dedicato al fuoco del nuovo ciclo sui quattro elementi della natura. Il dono del fuoco: squarci di luce illuminano con veemenza delle porzioni di carta su fondo nero, sono gli sfavillii delle fiamme, inquadrati in ottagoni, esagoni, circonferenze, tempietti, con tutto il bagaglio che si portano dietro questi “luoghi” geometrici, anche in termini alchemici e misterici. D’altronde il culto del fuoco deriva dalla natura decisamente spirituale della luce, non a caso nella preistoria e nel mondo antico era considerato una divinità. Per De Filippi è probabilmente una metafora di trasformazione e ricerca che certamente lo faranno approdare in nuove realtà immaginarie.