Fernando Andolcetti – Alfabeto

La Spezia - 12/03/2016 : 23/04/2016

IL GABBIANO arte contemporanea presenta per la stagione primaverile alfabeto, la nuova mostra personale di Fernando Andolcetti. Nato a Lucca nel 1930, vive alla Spezia.

Informazioni

  • Luogo: IL GABBIANO - ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Nino Ricciardi 15 - La Spezia - Liguria
  • Quando: dal 12/03/2016 - al 23/04/2016
  • Vernissage: 12/03/2016 ore 18
  • Autori: Fernando Andolcetti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì – sabato 17.00–20.00 | domenica, lunedì e festivi chiuso ingresso libero | Accessibile autonomamente ai disabili collaborazioni comune della spezia

Comunicato stampa

IL GABBIANO arte contemporanea presenta per la stagione primaverile alfabeto, la nuova mostra personale di Fernando Andolcetti. Nato a Lucca nel 1930, vive alla Spezia. Artista, musicista concertista – è diplomato in pianoforte –, gallerista, s’interessa di arti visive fin dagli anni cinquanta. Nel 1968 è tra i fondatori del Circolo Culturale IL GABBIANO della Spezia e della relativa galleria di arte contemporanea, di cui è tuttora Presidente e che conduce con Cosimo Cimino e Mario Commone, con un percorso rivolto principalmente alla Poesia visiva, Fluxus e arte concettuale

La sua formazione musicale e artistica lo porta nelle sue opere a cercare l’interazione tra scrittura musicale, immagini e parole(spesso con accostamenti ad elementi floreali), nella loro essenza grafica, segnica e linguistica, caratteristica distintiva che diviene costante nel suo lavoro a partire dagli anni ottanta. La musica che in esse compare, intesa appunto prima come scrittura che come suono, tanto quindi da ricollegarsi alla Poesia visiva, è comunque il risultato di una sperimentazione autonoma.
Numerosissime le mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Le ultime personali in diverse gallerie: Variazioni sul fiore nel 2008, Herbarium 2010, Musica visiva 2012 e Poesia 2014.

[…] Andolcetti ci propone una lineare rappresentazione delle lettere dell’alfabeto, realizzate con la sua tecnica consueta, il collage, alla cui base in quest’occasione c’è sì un accostamento o sovrapposizione di due o più immagini o segni (in genere un fiore, le sue foglie; una pianta, le sue foglie e ogni volta una lettera), ma con un’alchimia trasparente che si riesce a cogliere grazie alla naturalezza con cui sono realizzati gli accostamenti e all’eleganza che assumono questa sorta di lettere vegetali.
Cos’altro sono le lettere, se non la molteplicità di forme possibili della parola, di un discorso, che traducono i sentimenti umani in relazione alla natura?
L’artista porta qui difatti il discorso al suo grado zero, una sorta di “opera assente”, impropriamente un’“opera aperta”. […]
Mario Commone