Federico Grandicelli – Equivalenze

Roma - 05/03/2016 : 14/04/2016

Equivalenze di Federico Grandicelli, curata da 3/3, Chiara Capodici e Fiorenza Pinna, presenta per la prima volta negli spazi di Honos Art un artista che si dedica prevalentemente alla fotografia.

Informazioni

  • Luogo: HONOS ART
  • Indirizzo: Via dei Delfini 35 00186 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 05/03/2016 - al 14/04/2016
  • Vernissage: 05/03/2016 ore 18,30
  • Autori: Federico Grandicelli
  • Curatori: Chiara Capodici, Fiorenza Pinna, 3/3
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Martedì-Sabato dalle 10.30 alle 19.30 o su appuntamento
  • Telefono: +39 3485828403

Comunicato stampa

Quando mi dedico a un nuovo processo o a un nuovo materiale, mi confronto con una gamma di limiti ogni volta differente: spesso il lavoro sta tutto nel forzare i materiali fino all'estremo delle loro possibilità. Credo che le cose interessanti comincino ad accadere, a partire da una vera e propria relazione fisica fra le immagini, quando si oltrepassano le limitazioni della carta fotografica e si inizia ad avere un rapporto fisico con il materiale


(Federico Grandicelli)

Equivalenze di Federico Grandicelli, curata da 3/3, Chiara Capodici e Fiorenza Pinna, presenta per la prima volta negli spazi di Honos Art un artista che si dedica prevalentemente alla fotografia. Il medium fotografico si muove qui entro e oltre i suoi limiti, facendosi scultura e totem, studio e corrispondenza biunivoca, traccia visiva di un atto sperimentale in cui la trasparenza della fotografia, il presunto rapporto diretto tra realtà e rappresentazione, viene al contempo dimostrato e negato, attraversato e dispiegato.
Lo spazio della galleria si trasforma in un campo d'azione dove viene messo in scena un processo di mutazione, secondo una dinamica di equivalenze prive di un termine preciso, come dotate di una loro naturale circolarità.
I totem sono le uniche fotografie a colori. Monolitiche, scultoree, spingono lo sguardo a interrogarsi sul rapporto fra realtà generante e immagine generata e sulla possibilità di un rapporto fra questi due elementi stabile, non soggetto alle mutazioni del caso, qui espresso da delle equivalenze.
Queste diadi d'immagini sono costituite da polaroid in bianco e nero, che riproducono le sculture di carta fotografica impressionate da Grandicelli, e dalla stessa carta che, dispiegata in un secondo momento, sembra presentarsi come pura figura astratta.
L'ideale relazione biunivoca, quella stessa che in teoria renderebbe perfettamente sovrapponibile idea e oggetto, parola e pensiero, immagine e dato reale, significante e significato, viene messa sotto scacco da un gesto ludico, spontaneo, piegare la carta fotosensibile e darle la forma infantile di un aeroplano.
Si innesca così un rinnovato meccanismo di pensiero che si fa oggetto, e precipita in un movimento di forme tridimensionali, gli studi dinamici, che a loro volta si dispiegano negli studi: visioni formali, effetti non del tutto intenzionali di un fare pratico, che, grazie a quel margine d’incalcolabile, si trasformano in materia viva.
Nel buio della camera oscura, che è qui laboratorio e studio, luogo dell’azione e della speculazione, si realizza, tra le pieghe dei fogli, la combinazione di un pensiero logico lineare e di una materialità forte che si libera oltre la bidimensionalità dell’immagine e si riappropria della profondità dello spazio vissuto.

Federico Grandicelli, nato a Roma nel 1982, dopo una laurea in fisica si è diplomato presso l'ICP (international Center of Photography) di New York nel 2011. Da alcuni anni vive e lavora a Oslo. Membro della selezione Forbundet Frie Fotografer – FFF Norway, è co-creatore del project room/artist space StudioStudio.
Fotografo ed esperto stampatore tradizionale a colori, da sempre si è confrontato con l'immagine astratta e le sue potenzialità, trasformando la camera oscura nel suo atelier.
La sperimentazione di Grandicelli non si ferma al lavoro con il mezzo e i materiali fotografici, ma si carica nelle sue opere di profonde riflessioni sulla natura stessa della fotografia.
Ha tenuto una serie di mostre personali, fra cui “Capture and Release”, The Rita K. Hillman Gallery, Manhattan, New York (2011); “Interior Dichotomy”, Cyan Gallery, Oslo (2013) e “The Fox and The Grapes”, Istituto Italiano di Cultura, Oslo (2014).
Fra le collettive a cui ha partecipato, “Postcard from the Edges”, Cheim & Read Gallery, Manhattan, New York, (2011); “Merge Volume 2” – Video/Interactive Art, CPR Centre for Performance Research, Brooklyn, New York (2014);“Disparitions”, Honore` Gallery, Rue Visconti, Parigi (2015).
Insieme all'artista Sara Skorgan Teigen ha realizzato e curato le mostre “No Latency”, Hudson River Club, Manhattan, New York (2012) e “Capacità”, Castello Ducale Orsini, Fiano Romano (2012)
Ha inoltre realizzato una serie di pubblicazioni, fra cui la fanzine “Capacità” (2012) e il libro d'artista “Colors with Pictures” (2013).