Federica Amichetti – Red Passage

Informazioni Evento

Luogo
PARCO DELLA FESSA
Parco della Fessa, Smerillo, FM, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Il
Vernissage
19/07/2026

ore 17

Artisti
Federica Amichetti
Curatori
Cecilia Casadei
Generi
performance - happening

Una performance – installazione di Federica Amichetti. L’evento si terrà a Smerillo (Fm), presso il Parco della Fessa, nell’ambito del Festival Le Parole della Montagna.

Comunicato stampa

RED PASSAGE

Una performance - installazione di Federica Amichetti
a cura di Cecilia Casadei

con l’intervento delle Social Catenelle

‘Le parole della montagna, “un festival per elevare lo sguardo, scoprire le radici, aprirsi all’inatteso” in un paese piccolissimo nell’incanto dei monti Sibillini. Diretto da una impeccabile Simonetta Paradisi, giunto alla 17esima edizione, sempre con la presenza di ospiti ed interventi di rilievo, l’evento 2026 si propone di indagare la parola SOCCORSO declinata fra letteratura, poesia, musica, arte convivialità ed escursioni. La sezione dedicata all’arte, che ha visto in passato protagonisti d’eccezione come Fabio Giampietro, Manuel Felisi Carlo Bevilacqua passando attraverso Vincenzo Baldini Adriano Gamberini, Simona Bramati, quest’anno dedica al tema della “violenza” una performance installazione di Federica Amichetti, artista poliedrica che si è espressa, sin dagli esordi, con il linguaggio dell’arte per riflettere sul presente, con l’intento di superare uno stereotipo narrativo. Un filo rosso, strumento ricorrente nell’opera di Federica come trasposizione materica del suo intero ciclo, diverrà supporto di tutta l’azione performativa a partire da piccoli interventi disseminati nel cuore del borgo: una finestra ricamata, una crepa nel muro ricucita, come se qualcuno fosse passato durante la notte a riparare, una vecchia porta attraversata da punti di ricamo e trame sulla spaccatura della muraglia del castello che dialoga con lo spazio performativo diventano motivo di riflessione .Con il supporto e il prezioso lavoro delle Social Catenelle di Recanati, il ricamo diviene azione di grande valenza simbolica tradizionalmente legato al mondo femminile, richiede tempo, ripara, unisce lembi, trasforma la ferita in un disegno, diviene atto di riparazione che alimenta una ideale cartografia del borgo. Smerillo, nella leggenda, è luogo frequentato dalle fate della Sibilla descritte come maestre insuperabili nella filatura della lana, oltre a possedere il dono della cura attraverso le erbe spontanee. Un grande nodo di fili rossi, al centro dello spazio d’azione, sarà il luogo da cui partono i fili e attorno al quale si muovono le performer che entrano ed escono dal nodo stesso. Lo alimentano e lo sciolgono nel contempo. Un groviglio, un accumulo che è un po' un labirinto di Cnosso. “E’ struttura della mente, metafora di pensieri ossessivi, di ansie, dettami da osservare, di obblighi, legami, paure, nel contesto di un super-io, spesso implacabile. E il filo come costrizione assume una doppia valenza per assumere il carattere di filo di Arianna. Il nodo via si trasforma, qualcosa accade all’improvviso e i fili divengono metafora di attraversamento, di passaggio, strumento di liberazione.
Un viaggio collettivo attraverso il corpo che si realizza con simboli, gesti, suoni e parole ad evocare catene, solitudine, violenza e sfruttamento non solo femminile. Quando è l’esigenza di un soccorso, che assume il carattere di una valenza trasversale, a prendere corpo come aspetto imprescindibile dell’umano. Ed è un monito a scuotere corpo e mente: forse il soccorso non è qualcuno che arriva a salvarci. Forse è qualcuno che resta. Forse è il coraggio di chiedere aiuto. E permettere il passaggio”.