Fahrenheit 39 2015

Ravenna - 06/03/2015 : 08/03/2015

Quinta edizione di Fahrenheit 39. Ricerca e design nell'editoria in italia.

Informazioni

Comunicato stampa

Giunge alla quinta edizione Fahrenheit 39, festival curato dall’associazione culturale Strativari che da ormai un lustro indaga il mondo del design nell’editoria italiana e che a marzo 2015, nella suggestiva cornice degli antichi magazzini dello zolfo dell’Almagià, darà di nuovo appuntamento ai protagonisti più importanti della ricerca grafica europei. Un’occasione unica per vedere libri che non si vedranno mai da nessun’altra parte e per avere testimonianze dirette di esperienze da tutta Europa e da tutta Italia



Dedicato a ricercatori, professionisti, appassionati e semplici curiosi, Fahrenheit 39 ha come obiettivo dare attenzione alle pratiche d'arte che indagano come mezzo espressivo l'oggetto libro, quest'ultimo inteso come processo di archiviazione, esposizione e riflessione critica. Nell'arco di questi cinque anni di vita il festival ha conosciuto un'importante e costante crescita di pubblico, che sempre più numeroso si ritrova annualmente a Ravenna e che identifica in questo evento uno dei momenti di più proficua ricerca e discussione sui temi del libro, del graphic design e dell’editoria contemporanea in generale.

A partire da un’idea di Emilio Macchia, l’associazione culturale Strativari – gruppo consolidatosi intorno alla coppia Emilio Macchia (direttore artistico) e Fabio Sbaraglia (direttore organizzativo del festival) e che oggi coinvolge anche Federico Bocchini e Gioia Boattini – ha creato un evento che nel corso degli anni ha assunto definitivamente la forma di un vero e proprio festival. Un festival che, a dispetto della località decentrata, individuando in una forte spinta sperimentale e nel rigore formale la propria cifra curatoriale, è riuscito a distinguersi all’interno dell’ampio e trafficato panorama italiano di fiere di editoria indipendente.

Strativari ha così tracciato un percorso che dalla semplice collezione e proposta di materiale di qualità (come nella prima edizione del 2009) ha sviluppato nel tempo un proprio interesse per il libro letto sia nella sua identità di “oggetto di design” (inteso pertanto come luogo d’incontro e di equilibrio tra differenti prassi artistiche, piuttosto che come specifica pratica artistica in sé: il “libro d’artista” ) che nella sua più quotidiana veste di “veicolo di contenuti”, arrivando quest’anno ad approdare, attraverso uno strano percorso a ritroso, alla più basilare domanda sottesa a qualsiasi speculazione di questo genere: “che cos’è un libro?”.

Attraverso un percorso a tappe quindi, che ha permesso di lasciare (momentaneamente?) alle spalle le questioni più immediatamente relative alla materialità del libro, o gli interrogativi circa la sue “funzioni” e fruizioni, i curatori hanno deciso di affrontare in qualche modo quelli che appaiono esser i nodi irrisolti del dibattito italiano sulla cosiddetta editoria indipendente.

LA MOSTRA
La mostra di libri, che ogni anno rappresenta uno dei punti centrali di Fahrenheit 39, in questa edizione si apre al contributo di quattro importanti scuole europee (che partecipano con trenta produzioni ciascuna), ossia ISIA di Urbino e Werkplaats Typografie di Arnhem in Olanda (istituti con cui il festival aveva già stretto rapporti di collaborazione durante le precedenti edizioni), la svizzera ECAL di Losanna e HGB di Leipzig, in Germania, individuando nel confronto tra le più interessanti esperienze didattiche in Europa nel campo del design dell'editoria il filo conduttore della proposta espositiva di questa quinta edizione.

LE CONFERENZE
Le tre conferenze di sabato 7 marzo (sempre all’Almagià) rappresentano il momento più importante di confronto e di ricerca sui temi del design ed editoria che il festival propone.

Tre gli interventi di quest’anno, che verteranno intorno ad altrettanti i temi. Si parte dal Post Digital Publishing (editoria post digitale) con Manuel Schmalstieg; l'intervento del tedesco Manuel Raeder si svilupperà invece oscillando tra le due sfumature del suo lavoro di designer: la progettazione di libri e la progettazione di spazi e allestimenti destinati alla loro esposizione. Infine gli olandesi Rob Hamelijnck e Nienke Terpsma porteranno l'esempio del caso editoriale creato dalla loro rivista Fucking Good Art, ossia un progetto editoriale itinerante.

Fin dalla pubblicazione del primo “Rotterdam issue” – un pamphlet formato A3 in carta rosa – nel dicembre 2013, Hamelijnck e Terpsma hanno realizzato numerose edizioni speciali a Monaco, Berlino, Dresda, Copenhagen, Riga, in Svizzera, a Sal Paolo, Bruxells, Tibilisi e una in Italia dal titolo “Art in the Age of Berlusconi”, solo per citarne alcune.

Fucking Good Art è un progetto editoriale di viaggio per la ricerca artistica. Gli artisti sono interessati alla storia orale, ai film etnografici e documentaristici, alle nuove modalità di giornalismo (estetico), alle contro-culture e alle sub-culture, alla società civile, alle forme di autoorganizzazione e alle strategie do it yourself, all’arte e all’attivismo, alla resistenza, ai modelli al di fuori del mercato dell’arte e all’ecologia. Seguono una strategia partecipativa e sono naturalmente sensibili al contesto in cui si trovano.



web www.fahrenheit39.com mail [email protected] tel 339 6590798 / 392 8631359


Il programma

venerdì 6
Almagià – Ore 18 – Ingresso libero
ore 18 – Fahrenheit39 Opening
ore 21 – Offset exhibition Opening

sabato 7
Almagià – Ore 11.30 – Ingresso libero
ore 11.30 – Book Exhibitions and Publishers
ore 17.45 – Manuel Raeder "From the page to the book to the space"
ore 18-15 – Fucking Good Art "Curiosity-driven research"
ore 18.45 – Manuel Schmalstieg "Nonexistent"
ore 23 – F39 Afterparty

domenica 8
Almagià – Ore 11.30 – Ingresso libero
ore 11.30 – Book Exhibitions and Publishers
ore 11.30 – Offset + Dove Viviamo
ore 15.30 – Gregoire Pujade Lauraine
ore 16 – Stefano Graziani