Excursus (Lis mon sar)

Finale Ligure - 30/05/2015 : 28/06/2015

Gli artisti pittori e scultori hanno escogitato e sviluppato mezzi alternativi dai filosofi per approfondire con la loro mente, le loro mani e le loro visioni, mondi dell’oggi, di ieri e del domani, in molti casi presentendo contorsioni dell’agire umano e copovolgimenti del vivere quotidiano, relativo a problematiche del mondo globale delle nostre società, delle comunità, della famiglia e dell’Io personale.

Informazioni

Comunicato stampa

EXCURSUS (LIS MON SAR)
PASSIONI E DISTRAZIONI NELL’AREA DELLA GLOBALIZZAZIONE
Un grande filosofo e studioso dell’antica sapienza presocratica e moderna, Giorgio Colli, ne La ragione errabonda, uscito postumo nel 1982, approfondiva le sue idee e i suoi concetti e in particolare sul e sul rapporto dell’agire e del pensare dell’uomo in termini di immediatezza e di rappresentazione della realtà in rapporto al fluire delle proprie esperienze di vita che si afnno ricordo, coscienza e sogno, tra la veglia e l’inconscio

Gli artisti pittori e scultori hanno escogitato e sviluppato mezzi alternativi dai filosofi per approfondire con la loro mente, le loro mani e le loro visioni, mondi dell’oggi, di ieri e del domani, in molti casi presentendo contorsioni dell’agire umano e copovolgimenti del vivere quotidiano, relativo a problematiche del mondo globale delle nostre società, delle comunità, della famiglia e dell’Io personale. Gli occhi della mente dei tre artisti: Luca Lischetti, Silvio Monti e Sergio Sarri ci conducono con le loro opere e i loro lavori in mondi paralleli del qui e ora tra onde, spruzzi e scogli di turbamenti, di cronofagia e di rainbowroom, perché La vita nella sua immediatezza, cioè il vero presente, senza coesistenza del conoscere, è soltanto sonno profondo, come sapevano gli indiani, o estasi mistica in cui si chiudono le porte dei sensi, oppure lo stato interiore che precede l’intuizione artistica.

TURBAMENTI E ACROBAZIE
LUCA LISCHETTI
Un presente che prescinda dal conoscere è quasi impensabile: ciò che si vive direttamente è anche conosciuto, benchè tale conoscenza sia una sovrapposizioni di strumenti elaborati dal passato… (G.Colli). Difficle non simpatizzare con il Buz Baz di Luca Lischetti, omino, pupazzo, acrobata del tempo moderno, vale a dire travet smarrito nel profondo bianco, asettico e solitario del suo presente. Un’allucinazione il suo peregrinare, il suo domandare, il suo gesticolare? Come una subdola malattia, un semplice affaticamente, una pausa di riflessione che si annida sotto la sua pelle? Eppure è indomito, impavido e avventuriero, anche se impercettibili e sottilissimi fili lo strattonano e lo imbrogliano. La commedia della vita ha il suo centro nel cuore e nella mente dell’uomo e il pittore e scultore Lischetti lo sa bene. La presa di coscienza è il primo impulso che può portare a nuovi inattesi e brillanti risultati, a riflettere e a prevedere sul proprio cammino, sulle proprie scelte, sul significato delle continue e infinite trasformazioni, evoluzioni ed involuzioni cui va incontro il nostro Io e il nostro inconscio in rapporto ai grandi cambiamenti che vive la nostra società, contaminata da contraddizioni, paure e dubbi.

ESERCIZI DI CRONOFAGIA
SILVIO MONTI
La via d’uscita sembra essere quella alle nostre spalle: procedere a ritroso, nell’esperienza e nella storia, per affrontare il passato al suo apparire. Assalirlo nel suo cuore, nel suo rapporto con l’immediatezza, e giudicare il valore di quella accumulazione. Così si saprà distribuire presente e passato nella nostra esistenza, perché questa non risulti distorta (G.Colli.). Nelle manipolazioni, creazioni e invenzioni di Silvio Monti assistiamo a un concentramento di energie e forze vitali che vogliono appassionatamente coinvolgere l’osservatore su temi quali: le rlazioni umane, il binomio casualità-necessità nella sfera della creatività, la concentrazione e l’espansione del tempo e dello spazio moderno, i leitmotiv e i dubbi che si annidano nella nostra società e di riflesso nella psiche umana, il lato poetico nell’agire e nel sognare dell’animale uomo, la metafisica del passare del tempo, l’importanza dello scarabocchio e della scrittura come segno e potenza della memoria, i miti e i dogmi di cui l’uomo si fa scudo e catene, le libere associazioni della mente, il pensare per immagini, l’utilizzo dell’ironia e dello scherzo come bisturi, pennello, lancia o spada per sferzare e indagare il mondo esterno o la realtà dentro di noi.

RAINBOWROOM 2
SERGIO SARRI
Se il passato ha minore realtà del presente, almeno per chi vive il presente, allora anche il conoscere è meno reale dell’immediato sentire, perché ogni conoscenza è fatta di parole, ricordi, concetti, la cui origine è nel passato… (G.Colli). Emblematici e rivelatori per Sergio Sarri i titoli delle Personali all’inizio del suo percorso artistico negli anni ’60 e ’70: Personaggi crudeli, L’inferno degli uomini, Immagini del potere, L’uomo macchina, La realtà nel fantastico, Genesi del condizionamento, Camere d’esperimento, Il sonno della ragione. La sua arte è tesa a illuminare lo spettatore tramite immagini, invenzioni e frammenti di storie e di simboli dell’uomo moderno, ossia nuovo anti-eroe. L’artista Sarri ricrea la stanza del fantastico che è in lui e in tutti noi tramite un’analisi fredda e analitica combinata al mistero dell’abilità sottile della sua mano e della sua mente, dove è in gioco la nostra libertà di pensiero e di sogno e dove la coscienza e l’inconscio collaborano.

PROARTILE 2014-2015
LORENZO MORTARA
Dopo questa esperienza mi sento annientato, reinventato, automatizzato. Come aver fatto un lunghissimo viaggio di innumerevoli anni tra galassie e nebulose del mio cervello essere giunto nel 2051. Passati trentasei anni sulle mie spalle ora pesano come archetipi, sigilli, simulacri, i dipinti e le sculture dei tre artisti qui esposti, ma anche le loro parole, le loro finzioni, i loro ricordi e i loro sogni ma anche i ricordi del mio passato, del presente, e soprattutto i ricordi del mio futuro… Ringrazio gli artisti per la loro fiducia, passione (limonar) e… distrazione… perché parafrasando Michel Butor nel suo “La modificazione”: c’è voluta pausa nella mia vita, costituita da questo viaggio artistico; i cui affari una volta tanto non mi preoccupavano minimamente, c’è voluta questa vacanza perché tornassero ad assediarmi i ricordi…