Everything Flows

Firenze - 03/12/2012 : 09/12/2012

Concetti sensibili, geometrie vitali, biologie essenziali e meccanismi pulsanti. Ma anche oggetti artificiali e spazi trasparenti. Il tutto proposto in un fluire simile a quello temporale, che si traduce in una contaminazione della materia. Questo è il leitmotiv della mostra.

Informazioni

Comunicato stampa

Per la prima volta in Italia le opere dei tre artisti macedoni:

Biljana Angeleska

Stevcho Naumoski

Eli Ainoska

Concetti sensibili, geometrie vitali, biologie essenziali e meccanismi pulsanti. Ma anche oggetti artificiali e spazi trasparenti. Il tutto proposto in un fluire simile a quello temporale, che si traduce in una contaminazione della materia. Questo è il leitmotiv della mostra “EVERYTHING FLOWS” in cui i tre artisti macedoni Biljana Angeleska, Stevcho Naumoski e Eli Ainoska presentano per la prima volta in Italia le loro opere

La mostra è ideata e organizzata dall’Associazione Culturale “DAY ONE” e si terrà dal 3 al 9 dicembre 2012 presso Le Murate, Sala Colonne piano terra. Vernissage lunedì 3 dicembre 2012 h. 19, saranno presenti gli artisti.



Biljana Angeleska propone un’installazione spaziale dal titolo “The Heart of the Artist”, una riflessione estetica-filosofica sulla funzione che questo organo esegue, con un’attenzione particolare alla sua funzione vitale, come “meccanismo” che determina l’impulso umano e il suo intero funzionamento. L’artista appende gli oggetti-cuore nello spazio, li lascia penzolare formando una specifica situazione spaziale che genera un’esperienza visiva ed emotiva nello spettatore, che si trova direttamente di fronte all’essenza complessa del nostro interno filosofico.



Stevcho Naumoski presenta una serie di fotografie dal titolo “The Pulse of the Lake” che rappresenta i cambiamenti dei cicli di vita, creando un parallelo tra l’uomo/donna e il lago. Il movimento ritmico delle onde fa pensare l’autore alla condizione di transitorietà, al cambiamento inevitabile e al movimento ciclico eterno. Da qui alla memoria torna Eraclito, il cui detto (che da il titolo alla mostra) “tutto scorre” è straordinariamente vicino al ragionamento di Naumoski.



Eli Ainoska partecipa invece con la sua installazione “Foreign Landscapes”, in cui si percepisce una preoccupazione specifica e costante dell’autore per la spazialità e fisicità. La sua opera riflette sull’interazione tra gli oggetti artificiali e l’ambiente naturale, creando oggetti “congelati” che abbandona in spazi naturali. Integrando l’oggetto creato artificialmente nella natura, il progetto offre diversi livelli di lettura dell’opera d’arte, ampliando i confini dei termini “naturale-artificiale.