Evaristo Petrocchi – Intelligenze naturali

Informazioni Evento

Luogo
SITEROOM
Via Giorgio Washington, 106, Milano, MI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Dal martedì al sabato 11:00-19:00 – | domenica e lunedì su appuntamento

Vernissage
25/03/2026

ore 18.30

Artisti
Evaristo Petrocchi
Uffici stampa
MARIA GRAZIA VERNUCCIO
Generi
arte contemporanea, personale

Siteroom presenta Intelligenze naturali, la nuova mostra di Petrocchi che da oltre un decennio indaga la relazione tra natura, materia e tecnologia attraverso installazioni ibride e poetiche.

Comunicato stampa

Semi, baccelli, fibre, fiori, insetti, radici: è a partire da questi elementi primari che Evaristo Petrocchi costruisce un lessico visivo in cui la natura si manifesta non come rappresentazione, ma come sistema attivo, capace di generare forme, relazioni e pensiero. Le sue opere si configurano come dispositivi di osservazione, spazi in cui la materia organica e quella artificiale entrano in una tensione fertile, ridefinendo continuamente il confine tra ciò che è vivo e ciò che è costruito.
Siteroom presenta Intelligenze naturali, la nuova mostra di Petrocchi che da oltre un decennio indaga la relazione tra natura, materia e tecnologia attraverso installazioni ibride e poetiche. La mostra, visitabile dal 25 marzo fino al 18 aprile 2026, invita il pubblico a esplorare un universo in cui la vita vegetale e animale dialoga con materiali industriali, generando una tensione costante tra crescita, trasformazione e metamorfosi.
Comunemente chiamato “soffione”, il taràssaco (Taraxacum officinale) è una delle intelligenze naturali protagoniste di questa mostra. La dispersione nel vento dei suoi semi, simbolo di distacco e viaggio, è qui resa immobile su un letto di radici – in realtà di una comune ortensia (Hydrangea macrophilla) – dando vita a un ibrido in simbiosi con altri fiori, tessuti e semi, in una danza fragile di forme e colori. Altri lavori propongono nidi di vespe con scarabei, fiori di olivo, immagini di volti umani e figure animali, soffioni combinati con foglie e fiori blu, melograni e gelsomini sospesi nell’aria. Lo spettatore si trova così a confrontarsi con un paesaggio poetico e complesso, in cui la distinzione tra reale, virtuale e artificiale resta volutamente ambigua.
Una parte significativa della mostra è composta da opere di dimensioni contenute che si presentano come scrigni preziosi: microcosmi in cui la mano dell’artista compone con gesto paziente ogni elemento, naturale e artificiale, come in una delicata opera di incastonatura, restituendo alla materia una silenziosa e vibrante intensità.
In queste opere, Petrocchi lavora sulla frizione tra materia organica e residui del mondo industriale: collage di baccelli, semi, fibre naturali convivono con materiali scuri che rimandano alla dimensione petrolifera, dando vita a organismi sospesi tra crescita e trasformazione. Ogni elemento naturale è custodito e al tempo stesso esposto a una tensione che ne altera l’equilibrio, come se l’opera fosse un luogo in cui la vitalità dei cicli biologici incontra le tracce dell’intervento umano. La spirale dei baccelli, la tensione interna verso l’apertura e la dispersione dei semi, diventa un codice cosmico, un sapere inscritto nella materia stessa della Terra.
Come osserva il critico Emanuele Beluffi nel suo testo critico che accompagna la mostra e in catalogo, «Con Evaristo Petrocchi scopriamo quanto la natura ami… pensare. La sua cifra stilistica è già un programma estetico: la mostra ci restituisce un artista che scava nella natura considerandola come una forma d’intelligenza, forse “la” forma d’intelligenza, estraendone ogni volta un frammento che ci appare come un’intuizione inedita. Le opere di Petrocchi sono un cortocircuito tra il vero, il verosimile e il virtuale, ma un virtuale che acquisisce una sua tangibile materia».
Questa esposizione costruisce spazi di ascolto in cui la trasformazione della natura diventa percepibile nella sua complessità simbolica e metafisica. I lavori non parlano solo di ciò che accade alla Terra, ma di ciò che la Terra custodisce, dei cicli di vita e morte, della resilienza dei sistemi naturali. Melograni adagiati su pietre nere, formiche 3D con semi di rosa canina o melograno, fiori e foglie mutanti mostrano un dialogo costante tra la sopravvivenza degli organismi e la tecnologia, suggerendo metafore potenti sulle dinamiche umane di relazione, solitudine e trasformazione.
«Nelle mie opere la natura si sospende e si trasforma, diventando un territorio ibrido in cui elementi reali e artificiali convivono, come memorie in bilico tra vita e metamorfosi – afferma Petrocchi -. I semi, i fiori, gli insetti non sono solo forme, ma intelligenze che custodiscono il ritmo invisibile del mondo. In questo spazio incerto, chiedo allo sguardo di interrogarsi su ciò che è vivo, ciò che è costruito e ciò che, silenziosamente, continua a mutare».
Intelligenze naturali è dunque un percorso sensoriale e contemplativo: uno spazio in cui lo spettatore può osservare e lasciarsi attraversare dalla vitalità delle forme naturali e dalla loro capacità di rigenerarsi, di adattarsi e di sorprendere. Ogni opera diventa una sentinella della memoria della Terra, un invito a considerare la nostra posizione nel mondo, la fragilità dei paesaggi e la responsabilità della cura.
Siteroom accoglie queste intelligenze naturali come custodi e ponti tra natura e umanità, celebrando la complessità dei sistemi viventi e l’inesauribile capacità della natura di reinventarsi, mentre il pubblico è chiamato a una forma di contemplazione attiva, in cui osservare significa anche percepire, sentire e partecipare al dialogo tra uomo e ambiente.

Info mostra:
INTELLIGENZE NATURALI
Evaristo Petrocchi
Testo critico di: Emanuele Beluffi

Evaristo Petrocchi, (Roma, 1954), vive e lavora ad Assisi. Ha esposto i suoi collages in numerose gallerie private e in musei pubblici. Recente è l’esposizione permanente del suo grande collage “Tempesta di baccelli di glicine” al Palazzo Nuova Gioventù (ex GIL) del comune di Senigallia e la mostra site-specific, “Promenade Inside” nella Chiesa di Sant’Angelo della Pace del comune di Perugia, allestita in occasione del Festival internazionale SEED - Design Action for the future - 2024.